Maxi risarcimento per passaparola mediaset dovrà versare oltre 73 milioni
Una vicenda legata ai diritti di proprietà intellettuale scuote il panorama televisivo spagnolo: la lunga disputa tra Mediaset e i titolari del format Passaparola porta con sé una condanna economica molto elevata e una conseguente ridefinizione di equilibri nel mercato dei quiz. Accanto alla battaglia sul programma, emerge anche il capitolo del Rosco finale, con effetti immediati sulla produzione e sulla messa in onda.
condanna milionaria mediaset per passaparola
In Spagna torna al centro dell’attenzione una delle controversie più note nel settore audiovisivo. Al punto della questione c’è Passaparola, il quiz che nel mercato spagnolo continua a essere tra i programmi più seguiti, con una storia editoriale che attraversa più piattaforme.
La società coinvolta è Mediaset España, di nuovo chiamata a rispondere davanti ai giudici per lo sfruttamento del format. Dopo un percorso articolato fatto di processi, ricorsi e sentenze, è arrivata una decisione economica destinata a lasciare tracce rilevanti.
La condanna prevede un versamento di 73,2 milioni di euro a ITV Studios per aver continuato a utilizzare il programma senza la necessaria autorizzazione nel periodo compreso tra 2012 e 2019.
origine del contenzioso sui diritti del format
Lo scontro prende forma anni prima. Mediaset trasmetteva il quiz su Telecinco grazie a un accordo con ITV Studios, società proprietaria del format internazionale.
Secondo quanto riportato dai tribunali spagnoli, una volta superata la scadenza degli accordi tra le parti, il programma avrebbe continuato a essere sfruttato senza l’acquisizione regolare dei diritti necessari. Da qui è nato un confronto giudiziario destinato a protrarsi nel tempo.
Un passaggio decisivo arriva nel 2019: la Corte Suprema spagnola riconosce la posizione di ITV Studios e ordina a Mediaset di sospendere immediatamente la trasmissione del quiz. La decisione include anche l’esigenza di cessare ogni utilizzo del format e di contenuti considerati sostanzialmente identici o molto simili.
passaparola su antena 3 dopo lo stop
Una volta definito il quadro relativo alla trasmissione, il quiz prosegue su Antena 3, dove continua a registrare buoni risultati di ascolto.
dalla prima stima alla condanna finale da 73,2 milioni
La componente economica della controversia non si ferma alla prima quantificazione. In una fase iniziale, nel maggio 2025, una decisione giudiziaria quantifica il danno in circa 44,3 milioni di euro, cifra che viene spesso indicata come una condanna di circa 45 milioni considerando interessi e ulteriori elementi.
Nei mesi successivi interviene una rivalutazione da parte della giustizia spagnola. La Audiencia Provincial di Madrid ricalcola i benefici legati alla trasmissione del programma e incrementa sensibilmente il risarcimento.
La cifra finale viene così fissata a 73,2 milioni di euro. I giudici indicano che il quiz avrebbe generato vantaggi superiori rispetto alle stime iniziali, con riferimento in particolare a ricavi pubblicitari ed effetto traino sugli altri contenuti del palinsesto.
mediaset avvia nuove iniziative legali
La sentenza non chiude necessariamente la partita. Il gruppo Media For Europe, controllante di Mediaset, annuncia l’intenzione di proseguire con iniziative giudiziarie per contestare la decisione e richiederne l’annullamento.
La linea comunicata indica che nel procedimento sarebbero stati considerati in modo non adeguato alcuni sviluppi relativi ai diritti del gioco finale.
Allo stato attuale, però, la condanna da 73,2 milioni resta il riferimento economico più significativo emerso dall’intera controversia.
seconda battaglia: il caso del rosco finale
Mentre la discussione sul format principale sembrava indirizzarsi verso un esito, un nuovo capitolo riaccende il contenzioso: la questione riguarda il Rosco finale, elemento simbolo di Passaparola e parte più seguita della trasmissione.
Una recente sentenza della Corte Suprema spagnola stabilisce che il Rosco non appartiene a ITV Studios, ma alla società olandese MC&F. La pronuncia produce conseguenze immediate nel settore.
accordo con mc&f e conseguente vantaggio per mediaset
La svolta più rilevante coinvolge proprio Mediaset. L’azienda aveva già raggiunto in precedenza un’intesa con MC&F per acquisire i diritti del gioco finale. L’accordo era però subordinato all’esito del procedimento giudiziario.
Con la sentenza, quell’intesa risulta diventare concretamente utilizzabile. Ne deriva una situazione in cui:
- Antena 3 continua a trasmettere Passaparola
- Mediaset può rivendicare i diritti sul Rosco
Il risultato è definito come una circostanza anomala, potenzialmente in grado di spingere l’emittente concorrente a modificare un elemento considerato iconico.
antenna 3 verso modifiche sul rosco finale?
Per il momento, Passaparola continua regolarmente su Antena 3. Le informazioni diffuse dai media spagnoli indicano però la possibilità che, nei mesi successivi, l’emittente debba sostituire il Rosco con una prova finale completamente nuova.
Il conduttore Roberto Leal interviene con rassicurazioni, sostenendo che il programma proseguirà e che il team sta già lavorando a soluzioni alternative. L’obiettivo dichiarato è mantenere il successo del quiz anche senza uno degli elementi che lo ha reso riconoscibile.
proprietà intellettuale: un percorso che potrebbe proseguire
Nel complesso, la vicenda evidenzia la complessità delle questioni legate alla proprietà intellettuale nel settore televisivo. Da un lato, Mediaset viene condannata a versare oltre 73 milioni di euro per l’utilizzo non autorizzato del format. Dall’altro, l’azienda acquisisce un vantaggio legato alla disponibilità dei diritti su una componente chiave attraverso l’accordo con MC&F.
Alla luce di questi elementi, l’intera disputa appare ancora suscettibile di sviluppi: nuovi ricorsi, accordi commerciali o ulteriori decisioni dei tribunali potrebbero continuare a influenzare il futuro di uno dei quiz più popolari della televisione spagnola.