Marvel Studios: i 6 più grandi errori creativi che stanno ancora rovinando l mcu
L’Universo Cinematografico Marvel ha ridefinito il modo in cui i blockbuster supereroistici vengono raccontati, costruendo risultati di rilievo in quasi due decenni. Eppure, nella lunga corsa dell’MCU, alcune scelte creative hanno prodotto effetti collaterali: personaggi valorizzati solo in parte, linee narrative che potevano diventare altro e, soprattutto, occasioni mancate che hanno lasciato spazio a dubbi e aspettative non sempre soddisfatte.
Di seguito si concentra l’attenzione su sei errori indicati come tra i più rilevanti: dall’impostazione delle origini di un protagonista allo spreco di un grande conflitto, fino all’uso poco efficace di alcuni villain e di alcune trame capaci di offrire molto di più.
la storia d’origine di spider-man, un’occasione trascurata
Il rilancio di Spider-Man dopo le versioni di Sam Raimi e Marc Webb viene descritto come complessivamente riuscito, ma la gestione delle origini di Peter Parker avrebbe creato un problema di fondo. Zio Ben viene citato in modo limitato e la lezione iconica “Da grandi poteri…” arriva soltanto molto tardi, e in particolare nel terzo film da solista, quando la frase viene affidata a una zia May ormai in condizioni critiche.
Un ulteriore elemento di perplessità è legato a quanto indicato dai fratelli Russo: Ben Parker sarebbe morto in un incidente oppure sarebbe stato assassinato in un episodio in cui Spider-Man non avrebbe avuto un coinvolgimento diretto. In sostanza, l’effetto sarebbe quello di spostare e indebolire l’impatto narrativo della tragedia fondante.
Risulta quindi centrale l’idea che una storia d’origine, pur con un arrampicamuri già affermato, restasse un’opportunità narrativa concreta da rivedere con maggiore ampiezza e coerenza.
- Spider-Man / Peter Parker
- zìo Ben
- zia May
- fratelli Russo
- Sam Raimi
- Marc Webb
non aver costruito la guerra kree/skrull
La Guerra Kree/Skrull viene presentata come materiale sufficiente a sostenere un intero lungometraggio, o addirittura una struttura più ampia. L’ipotetico potenziale viene descritto soprattutto in termini di scala: un conflitto capace di diventare una base solida per una produzione in chiave Avengers, con Carol Danvers al centro di un’azione decisiva sul destino della galassia.
Il problema viene ricondotto alla gestione complessiva del 2019, dove troppi elementi finirebbero per non allinearsi. Tra i punti indicati compaiono gli Skrull, l’ambientazione anni ’90, la scomparsa di Yon-Rogg, l’Intelligenza Suprema cancellata in modo rapido tramite un flashback e altre scelte descritte come passi falsi creativi.
Il risultato, secondo la ricostruzione riportata, sarebbe stato uno sviluppo deludente di un’idea che avrebbe potuto diventare un vero film di guerra. Inoltre, l’andamento recente renderebbe improbabile la realizzazione di quanto avrebbe avuto senso costruire: dopo Secret Invasion e The Marvels, la finestra per concretizzare un progetto del genere risulterebbe ormai stretta.
- Carol Danvers
- Kree
- Skrull
- Yon-Rogg
- Intelligenza Suprema
falcon diventato captain america troppo presto
L’evoluzione di Sam Wilson verso il ruolo di Captain America viene associata a una tempistica giudicata anticipata. Il riferimento è a Captain America: Brave New World, indicato come non in grado di consolidare pienamente Sam come figura efficace prima del suo impiego come protagonista in Avengers: Doomsday.
La criticità, però, viene fatta risalire a una scelta più ampia: sarebbe stato più coerente affidare lo scudo a Bucky Barnes. L’argomento principale è la maggiore aderenza ai fumetti e la possibilità di valorizzare un percorso già caratterizzato dalla ricerca di riscatto, con la prospettiva di assumere responsabilità e pressione simboliche legate all’eredità del mantello.
In questa impostazione, la situazione di Bucky viene descritta come incompleta: da personaggio con spazio emotivo e narrativo avrebbe finito per diventare Senatore per un breve periodo e successivamente alla guida dei Nuovi Vendicatori. Anche Sebastian Stan viene richiamato come elemento che avrebbe meritato un trattamento diverso.
- Sam Wilson
- Bucky Barnes
- Captain America: Brave New World
- Avengers: Doomsday
- Sebastian Stan
la caduta di kang il conquistatore, un cattivo sprecato
Il destino di Kang il Conquistatore viene considerato una delle scelte più discutibili. L’attenzione cade su Ant-Man and the Wasp: Quantumania, dove la figura del villain viene percepita come relegata a un ruolo non proporzionato alla minaccia che avrebbe dovuto rappresentare. Kang viene infatti indicato come il nemico principale attorno a cui costruire timore e aspettativa, ma la sua presenza finirebbe per essere inglobata in un terzo capitolo giudicato caotico.
La conclusione del suo percorso viene descritta come deludente: lo scontro risulta risolto da Scott Lang e Hope Van Dyne, con un impianto attribuito anche ad aggiustamenti legati a riprese supplementari.
Il testo riporta anche voci su un piano più grande, secondo cui la sua apparente scomparsa avrebbe preparato un ritorno. Tra le motivazioni citate compare inoltre un riferimento alle questioni legali che coinvolgono Jonathan Majors. In ogni caso, la collocazione del debutto del Conquistatore viene definita il posto sbagliato per un antagonista di questa portata.
- Kang il Conquistatore
- Ant-Man and the Wasp: Quantumania
- Scott Lang
- Hope Van Dyne
- Jonathan Majors
agli avengers mancavano due membri fondatori
La creazione del team viene collegata a una scelta di fondo: nel passaggio iniziale non avrebbero partecipato Hank Pym e Janet Van Dyne. Il racconto fa riferimento all’attesa di Edgar Wright per realizzare Ant-Man, ma nel frattempo i due personaggi non sarebbero entrati come membri fondatori.
In loro sostituzione figurerebbero Black Widow e Hawkeye, con un richiamo alla fonte ispiratrice The Ultimates. La presenza dei due si rivela comunque efficace all’interno del team, ma l’assenza di Ant-Man e Wasp viene considerata una mancanza persistente. Secondo la ricostruzione, sarebbe questa lacuna la ragione principale per cui Tony Stark e Bruce Banner diventano i creatori di Ultron.
Un’ulteriore conseguenza riguarda la decisione di far invecchiare entrambi i personaggi: così facendo, non sarebbero mai stati osservati nel pieno delle forze. Viene nominato l’apprezzamento per Scott Lang e per la neonata Hope Van Dyne, ma rimane l’idea che si sia trattato di una opportunità perduta per l’MCU, con poche occasioni per sviluppare storie e momenti di grande impatto.
- Hank Pym
- Janet Van Dyne
- Black Widow
- Hawkeye
- Ant-Man
- Wasp
- Tony Stark
- Bruce Banner
- Ultron
- Scott Lang
- Hope Van Dyne
- Edgar Wright
il pianeta hulk ridotto a sottotrama in un film di thor
La trasformazione del Pianeta Hulk viene indicata come un passaggio che non rende giustizia alla portata della storia. Anche se viene riconosciuto che non tutti potrebbero aver apprezzato il tono stravagante di Thor: Ragnarok, il film viene descritto come valido e superiore a Thor: Love and Thunder, citato come possibile candidata a questa lista per l’interpretazione del Potente Thor.
La scelta di rendere Hulk un personaggio di supporto in un film dedicato a Thor viene presentata come comprensibile per l’epoca, quando Hulk non poteva ancora essere protagonista di un lungometraggio autonomo. Il punto critico arriva nel momento in cui il testo afferma che l’arco narrativo del “Pianeta Hulk” viene compresso in una sottotrama glorificata, con uno sviluppo deludente.
Di conseguenza, una parte di ciò che rendeva amata quella narrazione verrebbe smarrita. Viene citato in particolare un finale che avrebbe dovuto gettare le basi per World War Hulk. In questa prospettiva, Hulk non avrebbe ricevuto una squadra propria, né un percorso centrato su di lui: finirebbe soprattutto per essere ridotto a battute legate all’“Ano del Diavolo”, perdendo il peso emotivo e narrativo atteso.
- Hulk
- Thor
- Thor: Ragnarok
- Thor: Love and Thunder
- World War Hulk