Marvel hints ultra dark ruins continuity potrebbe tornare
Anticipazioni e atmosfere cupe tornano al centro dell’attenzione: un arco in corso su The Mortal Thor utilizza l’espressione “the worst of all possible worlds”, evocando una possibile connessione con una delle tappe più estreme e memorabili della storia Marvel. Il focus si sposta su Ruins, timeline controversa nata nel 1995, e sulle ragioni che rendono plausibile un possibile ritorno. L’attenzione viene guidata dalla sinossi del numero #14, dai riferimenti culturali alla formula “best/worst” e dai legami creativi che collegano passato e presente.
the mortal thor #14 e il richiamo al “worst of all possible worlds”
Il numero The Mighty Thor #14 viene presentato con una premessa netta e cupa, costruita attorno a una prova decisiva. In una situazione di intrappolamento, Sigurd Jarlson viene bloccato proprio in “the worst of all possible worlds” per il suo cimento più grande. La condizione è aggravata dall’assenza persino di un’arma: senza alcun equipaggiamento, la missione diventa una verifica di valore, legata all’ingresso nei Realms of the Gods. Sullo sfondo, prende forma un’ulteriore richiesta: un uomo che non dispone di un martello avvia una questia senza precedenti, descritta come “the quest for Thor”.
La sinossi mette in risalto elementi chiave della trama:
- serpente come forza intrappolante nel “mondo peggiore”
- sigurd jarlson senza arma durante il test di valore
- prove di accesso ai Realms of the Gods
- quest finale per Thor, avviata da un uomo privo di martello
la formula “worst of all possible worlds”: voltaire, candide e capovolgimenti
L’espressione “the worst of all possible worlds” si appoggia a una tradizione lessicale precisa. La base è l’inversione di “the best of all possible worlds”, formula associata soprattutto al romanzo Candide di Voltaire. Nel testo, Pangloss è convinto che il mondo sia il migliore possibile, anche quando eventi disastrosi continuano ad accumularsi. In parallelo, Pangloss viene descritto come una parodia di un filosofo precedente, Gottfried Liebnitz, collegato all’idea del “migliore dei mondi possibili”.
In quest’ottica, l’uso di “worst” non resta una semplice citazione: diventa un segnale di ribaltamento e di tono più duro, coerente con la promessa di far esplorare un scenario estremo.
ruins: la timeline più cupa che potrebbe tornare
Il riferimento più immediato porta a Ruins. Nel 1995 Marvel pubblicò la serie Ruins in due numeri, scritta da Warren Ellis. La serie non viene descritta come una trama lineare “tradizionale”, ma come una raccolta di destini gravissimi riservati ai personaggi di punta dell’universo Marvel. In base alla ricostruzione, Ruins spinge il Marvel Universe in territori che non erano stati percorsi in modo simile e che non sarebbero stati ripetuti.
Il punto di contrasto viene definito tramite l’accostamento a Marvels, miniserie del 1994 scritta da Kurt Busiek con i disegni di Alex Ross. Entrambe adottano uno sguardo “umano”, con Phil Sheldon come personaggio prospettico. La differenza sostanziale, secondo la fonte, risiede nel tono: Marvels tratteggia un mondo pieno di meraviglia, mentre Ruins trasforma quel medesimo universo nel teatro di una tragedia radicale.
All’interno del contesto del Multiverso, Ruins viene collocata tra i candidati più adatti a incarnare davvero “the worst of all possible worlds”. Le somiglianze non si limitano al linguaggio, ma vengono sostenute anche da tracce narrative e creative collegate all’attuale arco su Thor.
il legame con al ewing e la riscoperta di lore dimenticata
Un elemento che aumenta la probabilità di un ritorno ruota attorno ad Al Ewing. La fonte sottolinea che l’autore si esprime in modo particolarmente efficace quando scava a fondo nella storia Marvel e porta in primo piano lore spesso trascurata, rendendola centrale nell’universo contemporaneo. Per questa ragione, Ewing viene indicato come il profilo capace di utilizzare Ruins nel modo più adatto, valorizzando un pezzo oscuro di continuità.
perché ruins si adatterebbe a the mortal thor #14
La possibilità sembra meno remota anche perché l’arco di The Mortal Thor mantiene un’aderenza logica alle dinamiche di questa timeline. La fonte ricorda che Thor non compare in modo diretto in Ruins, ma che la serie include un’altra versione di Donald Blake, descritta come un leader di culto folle nell’universo di quella linea temporale.
Questa informazione viene collegata allo scenario del numero #14: in The Mortal Thor, Sigurd Jarlson è intrappolato nella forma mortale della propria seconda identità umana. Nel frattempo, la narrazione prevede anche un antagonista che viene definito come una versione priva di anima di Donald Blake, indicata come nemica di Jarlson. Da qui nasce la lettura secondo cui un Donald Blake “ruins” potrebbe inserirsi come elemento coerente, offrendo un motivo concreto per riportare in scena la timeline più cupa.
rimandi visivi: alex ross e il ponte con il passato
La fonte aggiunge un ulteriore dettaglio: la cover di The Mortal Thor #14 è realizzata da Alex Ross, artista noto per i lavori collegati a Marvels. In passato Ross avrebbe già coperto le saghe di Thor di Ewing, partendo da Immortal Thor. Il collegamento viene descritto come un possibile richiamo, una sorta di omaggio che rende più naturale l’idea di un ritorno a una timeline ispirata da quel linguaggio visivo.
sigurd jarlson, serpente e la quest per thor
La costruzione dell’arco viene presentata come un meccanismo di prova e conquista: Sigurd Jarlson si trova intrappolato, costretto a dimostrare il proprio valore senza mezzi, mentre la città diventa un luogo in cui si accende una caccia all’identità di Thor. L’immagine narrativa complessiva stabilisce un clima coerente con l’idea di “peggior mondo possibile”, perché la sfida non dipende da strumenti, ma da ciò che Jarlson riesce a sostenere nel contesto più ostile.
In parallelo, il possibile ritorno di Ruins viene sostenuto anche dalla presenza di elementi antagonistici legati alla figura di Donald Blake e alle forme in cui il personaggio può presentarsi in vari universi.
personaggi e presenze menzionate nella fonte
Le figure citate, tra mondo della trama e riferimenti culturali, sono le seguenti:
- sigurd jarlson
- il serpente
- thor
- donald blake
- phil sheldon
- pangloss
- gottfried leibnitz
- voltaire
- warren ellis
- kurt busiek
- alex ross
- al ewing
uscita e attese per the mortal thor #14
La fonte indica una disponibilità prevista: The Mortal Thor #14 sarà in vendita ad agosto per Marvel Comics. L’attenzione resta concentrata sul rischio di speculazione e sul potenziale ritorno di Ruins come “timeline più oscura”, in grado di trasformare l’espressione “worst of all possible worlds” in una scelta narrativa concreta.