Marvel e DC hanno unito per sempre le loro storie in un modo incredibile

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La saga dei multiversi continua ad allargare i propri confini, portando personaggi noti anche in zone raramente esplorate. In un nuovo capitolo dedicato a Ororo Munroe, gli eventi sembrano avvicinare una frontiera fondamentale: un limite che richiama da vicino il concetto di Source Wall presente nella controparte DC. Di seguito viene ricostruito il quadro delineato dalla storia, insieme a come Marvel e DC possano convivere nello stesso “contenitore” più ampio.

ororo munroe e la svolta: “oltre i confini” del multiverso

La narrazione segue la trasformazione di Storm in una figura quasi divina, dopo Thunder War. In questa fase, Ororo arriva a osservare aspetti cosmici che includono le varie dimensioni dell’aldilà legate al mondo Marvel e una serie di incontri cruciali, tra cui la sfida contro la Morte interpretata tramite un Brother Voodoo posseduto.
Nel nuovo sviluppo, Storm incontra una presenza descritta come misteriosa e simile a un astronauta, incaricata di condurla “oltre i confini del multiverso”. Il viaggio porta al cospetto di una versione oscura della Fenice, conosciuta come Raptor, associata a un’azione inquietante: “trasforma esseri potenti in blocchi per il muro”.
Le componenti principali di questa sequenza sono:

  • Storm come osservatrice dei “grandi oltre” Marvel
  • incontro con una figura aliena/astronautica
  • Raptor come minaccia collegata a un “muro”
  • spostamento oltre il perimetro del multiverso Marvel

la “wall” e il possibile collegamento al source wall

La storia non fornisce ulteriori spiegazioni dettagliate sul Raptor e sul suo ruolo. L’attenzione ricade però sulla menzione de “il muro”, elemento che assume un peso rilevante. Nella mitologia DC, infatti, il Source Wall viene presentato come frontiera definitiva tra il multiverso DC e lo spazio “vuoto” che si trova oltre, spesso indicato come omniverse e come area che comprende anche altre realtà immaginate.
Se Storm viene posizionata in uno spazio “oltre i confini” del multiverso Marvel, il concetto di una barriera analoga potrebbe essere interpretato come un avvicinamento a una frontiera finale anche nel contesto Marvel. In questo scenario, la “wall” richiamata nella trama potrebbe fungere da ponte concettuale tra i due universi narrativi.

marvel e dc: un’omniverse comune e cluster vicini

multiversi come “bolle” dentro un contenitore più grande

La relazione tra Marvel e DC viene descritta come quella di due grandi “bolle” che fluttuano all’interno dello stesso omniverse. L’idea di fondo, presente in entrambi i canoni, è che il multiverso rappresenti un insieme locale di timeline infinite, mentre l’omniverse funge da livello più alto, cioè il limite massimo dell’esistenza concepita.
La particolarità evidenziata è la vicinanza tra questi due cluster: in certi casi possono toccare e “mescolarsi”, generando scambi tramite anomalie cosmiche. In altre parole, non si tratta di universi rigidamente separati, ma di aree che possono interagire quando le condizioni lo consentono.

collisioni tra multiversi e incontri tra icone

Quando avviene un contatto tra multiversi, la conseguenza può essere duplice: creare un collegamento temporaneo tra realtà oppure portare a una fusione di identità e caratteristiche. Un esempio citato è l’Amalgam Universe, nato da un conflitto tra due entità cosmiche interpretate come manifestazioni dirette dei multiversi Marvel e DC. In quell’impostazione, si assiste a una fusione di figure in singoli personaggi, come Darkclaw e Super-Soldier.
Anche gli incroci “ufficiali” nel tempo vengono presentati come eventi rari ma marcati, capaci di trattare l’incontro tra universi come un fatto straordinario. Vengono richiamati episodi recenti come i one-shot Batman/Deadpool e Deadpool/Batman e un team-up di rilievo nel 2026: Superman/Spider-Man.
Oltre ai crossover non ufficiali, si evidenzia anche un esempio specifico legato a “Buried Alien”: una figura bionda con amnesia, arrivata nel contesto Marvel in un numero di Quasar, poco dopo la morte di Barry Allen collegata a Crisis on Infinite Earths. In quel caso, il personaggio viene dichiarato “il più veloce” dopo aver superato velocisti Marvel di primo piano. L’episodio serve a indicare che, in circostanze rare, alcuni personaggi possono attraversare aree corrispondenti a barriere tra più multiversi.

storm: earth’s mightiest mutant #3 e la minaccia oltre la barriera

La sintesi complessiva porta a un punto preciso: Storm entra in una zona “oltre” il multiverso di riferimento, dove un’entità come Raptor opera trasformando individui potenti in blocchi per un muro. Questo elemento alimenta l’idea di un limite strutturale analogo al Source Wall e rafforza il quadro in cui i multiversi possono trovarsi in prossimità nel più ampio omniverse.
La pubblicazione richiamata è:

  • Storm: Earth’s Mightiest Mutant #3

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