Diritti d’autore Lo scandalo di La casa nella prateria: ecco cosa è successo
La casa nella prateria ha lasciato un’impronta profonda nella televisione, trasformando un franchise nato dai romanzi per ragazzi in un evento capace di attraversare decenni. Alla base della continuità tra libri e serie, però, esiste anche una vicenda meno nota: uno scandalo legato ai diritti d’autore emerso tra fine anni ’90 e primi anni 2000, con conseguenze dirette sulla storia editoriale e su quella televisiva. Il percorso include decisioni, contestazioni e rinunce che hanno influenzato chi potesse gestire patrimonio letterario e diritti derivati, fino all’arrivo del rilancio targato Netflix.
la casa nella prateria e l’eredità televisiva tra libri e western
I romanzi di Laura Ingalls Wilder hanno contribuito a costruire una tradizione televisiva riconoscibile e duratura. La prima serie TV ha saputo diventare una delle proposte western più influenti del suo tempo, rafforzata dalla visione di Ed Friendly e Michael Landon. In un momento in cui il genere iniziava a perdere slancio, la trasmissione ha rilanciato interesse verso il western, spostando l’attenzione dai soli cowboy armati ai pionieri che si insediavano nella natura selvaggia.
La trama, con una componente romanzata e al tempo stesso semi-autobiografica, seguiva la famiglia Ingalls durante l’arrivo a Walnut Grove, nel Minnesota. La sua presenza in syndication ha permesso a nuove generazioni di scoprirla anche dopo la fine. Più tardi, Netflix ha riportato in scena la vicenda: la nuova serie è stata sviluppata dalla showrunner Rebecca Sonnenshine con il supporto del figlio di Ed Friendly, il produttore esecutivo Trip Friendly. In anticipo rispetto all’uscita della prima stagione, la serie è stata rinnovata per una seconda.
rose wilder lane e lo scandalo sui diritti dei libri
La vicenda dei diritti è diventata centrale perché ha coinvolto testamenti, rinnovi e interpretazioni legali su cosa accadesse al patrimonio letterario dopo la morte dell’autrice. Uno degli elementi più discussi è collegato al comportamento di Rose Wilder Lane rispetto alle volontà di Laura Ingalls Wilder, emerso pubblicamente solo nel 1999.
il testamento di laura ingalls wilder e la clausola sui diritti
Quando Laura Ingalls Wilder è deceduta, il 10 febbraio 1957, il testamento ha definito cosa sarebbe dovuto accadere ai libri e ai diritti d’autore. Secondo quanto riportato, la clausola indicava il trasferimento a favore della Laura Ingalls Library di Mansfield, Missouri. Rose Wilder Lane non avrebbe seguito le indicazioni del documento.
In seguito, alla sua morte, Rose Wilder Lane avrebbe lasciato il patrimonio letterario al suo amico Roger MacBride. MacBride ha quindi venduto i diritti televisivi a Ed Friendly per una serie durata 9 stagioni. Inoltre, i diritti dei libri sarebbero stati trasmessi a Abigail MacBride Allen.
Questa catena di passaggi ha reso fondamentale l’inquadramento giuridico del copyright, perché ha determinato come i diritti potessero essere rivendicati o trasferiti nel tempo.
come funzionava il copyright: due periodi e scelte successive
I libri, nel momento della pubblicazione, ricadevano in un sistema in cui un’opera protetta da copyright poteva avere due possibili durate, ciascuna di 28 anni. Se l’autrice fosse vissuta abbastanza a lungo da rinnovare il copyright una seconda volta, il testamento avrebbe potuto orientare la titolarità per tutto il periodo successivo: la proprietà sarebbe passata prima alla figlia e poi alla biblioteca.
Poiché Laura Ingalls Wilder è morta durante il primo periodo di validità, il testamento avrebbe regolato solo quel tratto. Alla scadenza dei 28 anni, la situazione avrebbe aperto la possibilità di rinnovare il copyright. Rose Wilder Lane, come erede, ha presentato la richiesta di rinnovo: all’inizio del secondo periodo, si sarebbe trovata nella condizione di diventare proprietaria a tutti gli effetti, con libertà di gestione del patrimonio letterario.
Nel frattempo, secondo la ricostruzione riportata, un meccanismo legale avrebbe creato una scappatoia capace di portare i tribunali a ignorare le indicazioni del testamento del titolare del copyright. In base a questo, i diritti dei libri e del patrimonio letterario sarebbero passati alla famiglia MacBride.
la biblioteca ingalls contro i macbride nel 1999
La biblioteca rurale Laura Ingalls Wilder avrebbe scoperto i propri diritti solo quando ha chiesto supporto legale per ottenere finanziamenti per riparare un tetto che perdeva. Nel 1999, presa visione dei dettagli legati al testamento, la biblioteca ha avviato un’azione giudiziaria contro i MacBride e la casa editrice HarperCollins.
le argomentazioni della famiglia macbride in tribunale
Le difese dei MacBride sono state ricondotte a due punti principali. In primo luogo, è stato sostenuto che Rose Wilder Lane avesse superato la prima durata del copyright e avesse rinnovato la titolarità come erede, acquisendo così la possibilità di cedere i diritti. In secondo luogo, è stato indicato che il termine di prescrizione triennale sarebbe scaduto, e che la biblioteca avrebbe rinunciato ai diritti nel 1972 quando avrebbe accettato un assegno di 28.011,05 dollari da HarperCollins.
le questioni legali sul rinnovo e sulla successione dei diritti
La controversia ha incluso anche ulteriori rilievi sul diritto d’autore dei libri. La ricostruzione richiamata collegava la norma alla funzione di protezione dei familiari del titolare del copyright, ma sosteneva che con la morte di Rose Wilder Lane non restasse più qualcuno da tutelare. È stato inoltre contestato il presunto utilizzo del titolo di “nipote adottivo” e la posizione attribuita a chi avrebbe agito da esecutore testamentario per trasferire i diritti.
Un ulteriore passaggio riguardava la cronologia: Rose Wilder Lane, pur avendo richiesto il rinnovo, sarebbe morta l’ultimo giorno del primo trimestre del sesto libro, prima della fine del primo trimestre del settimo e dell’ottavo. È stato indicato che “On the Way Home” fosse l’unico libro di cui Rose Wilder Lane deteneva con certezza i diritti, perché pubblicato dopo la morte della madre. Per altri volumi, invece, sarebbe stato teoricamente possibile un trasferimento alla biblioteca se fosse esistito un diritto valido sull’intero patrimonio letterario.
esiti giudiziari e accordo economico
Il giudice avrebbe respinto la richiesta della biblioteca relativa alla proprietà di sei libri. La causa sarebbe poi tornata in mediazione per i restanti cinque non per mancanza di basi, ma per l’intervallo temporale trascorso. In seguito, un altro giudice avrebbe riconosciuto che la biblioteca vantava un diritto legittimo sui diritti e sulle royalties legati a “Little Town on the Prairie” e “These Happy Golden Years”, contribuendo a rendere ancora più complessa la procedura.
Alla fine le parti hanno raggiunto un accordo. La biblioteca avrebbe ricevuto 850.000 dollari e rinunciato a qualsiasi pretesa sui libri. Il valore del patrimonio, secondo la ricostruzione, era valutato circa 100 milioni di dollari all’epoca, quindi la cifra dell’intesa risulterebbe nettamente inferiore alle aspettative.
benefici per la serie netflix grazie all’intesa sui diritti
La ricostruzione dei diritti ha influito sul modo in cui la storia ha potuto continuare. La serie TV realizzata da Netflix risulta legata anche a questo percorso, perché l’esistenza di una gestione dei diritti ha reso possibile sviluppare la narrazione con una nuova prospettiva.
La versione Netflix viene descritta come capace di espandere la storia rispetto al modello originale, mantenendo al contempo un’impronta coerente con il periodo degli anni ’70. Rispetto all’impostazione tradizionale, la serie amplifica il punto di vista: invece di seguire l’intera vicenda solamente da Laura Ingalls, vengono mostrati con maggiore evidenza anche i momenti di difficoltà e il ruolo di mamma e papà come figure più vicine al pubblico.
ampliamento della prospettiva e voci dedicate ai personaggi osage
Nella nuova narrazione, ai personaggi Osage viene dato più spazio. La scelta è stata collegata alla rappresentazione sfumata delle storie indigene, presentate in modo da integrarsi nel tessuto della serie anziché risultare staccate dal resto dell’impianto narrativo.
- Rebecca Sonnenshine (showrunner)
- Trip Friendly (produttore esecutivo)
- Laura Ingalls Wilder (autrice dei bestseller)
- Rose Wilder Lane (erede coinvolta nella controversia)
- Roger MacBride (titolare dei passaggi legati ai diritti)
- Abigail MacBride Allen (erede citata nei passaggi)
- Osage (personaggi con maggiore voce nella versione Netflix)

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