Avengers doomsday phase zero: 5 motivi è una grande idea e 5 motivi non ha senso
L’annuncio dei fratelli Russo sul progetto Avengers: Doomsday ha introdotto l’idea di una possibile “fase zero”, presentata come un avvio “da cui ripartire”. La cornice richiama il modo in cui il MCU è stato organizzato in fasi fin dal principio, passando dall’Infinity Saga alla Multiverse Saga, in vista di Doomsday e di Secret Wars. Di seguito sono riportati i punti che rendono coerente questa impostazione e quelli che, al contrario, appaiono più difficili da conciliare con quanto già visto e con il cast annunciato.
avengers: doomsday e la “fase zero” dichiarata dai russos
Nel corso di un intervento collegato a SXSW London, Joe Russo ha spiegato che l’operazione creativa andrebbe considerata come un reset concettuale: la storia partirebbe “da zero”, con l’obiettivo che il pubblico non percepisca l’iniziativa come un semplice prolungamento del passato. Il riferimento è a una ripartenza “da fase zero”, in cui l’intento dichiarato sarebbe non appoggiarsi su ciò che è già accaduto e costruire un punto d’ingresso percepibile come nuovo.
La prospettiva si inserisce in un quadro in cui il MCU è già stato suddiviso in più blocchi narrativi. In questo contesto, la “fase zero” si propone come linguaggio capace di cambiare il modo in cui il franchise viene presentato e seguito, prima della conclusione prevista con Doomsday e Secret Wars.
cosa rende sensata la “fase zero” in relazione al mcu
multiverse saga senza una guida centrale costante
Uno degli elementi citati come possibile motivazione riguarda la percezione di una mancanza di focus narrativo nella Multiverse Saga. Nell’Infinity Saga la direzione complessiva risultava più delineata, con collegamenti progressivi verso obiettivi finali. Nella fase successiva, invece, i piani sono stati ricalibrati più volte. Nel caso specifico, si menziona il passaggio da Avengers: The Kang Dynasty a Avengers: Doomsday, con Kang il Conquistatore indicato come possibile elemento destinato a esaurirsi dopo Ant-Man and the Wasp: Quantumania.
In questa lettura, l’idea di Doomsday come nuovo punto di reset potrebbe rafforzare una traiettoria unica, riducendo la sensazione di linee parallele.
un ingresso più semplice per il pubblico generalista
Con l’espansione post-Endgame—tra film e serie—il legame con il materiale precedente diventa più difficile da mantenere per una parte del pubblico. La frequenza delle uscite e la varietà dei progetti rendono più complesso “tenere il passo”. In questo scenario, l’operazione dichiarata dai Russo suggerirebbe la volontà di abbassare la soglia di accesso e attirare spettatori che si sono allontanati dopo Avengers: Endgame o che hanno percepito l’esperienza come eccessivamente impegnativa.
spazio a nuovi protagonisti tra gli avengers
La Multiverse Saga ha introdotto numerosi potenziali protagonisti nel panorama del franchise: nuovi eroi o personaggi già esistenti inseriti in nuove condizioni narrative. Tra gli esempi richiamati compaiono Shang-Chi, Yelena Belova, Sam Wilson, Kate Bishop e Kamala Khan. Pur essendo presenti, non tutti sarebbero stati valorizzati allo stesso modo. Un riavvio morbido con Doomsday potrebbe consentire a più figure di ottenere maggiore centralità nei riflettori.
La logica sarebbe quella di trasformare elementi già introdotti in lead più visibili nel nuovo ciclo.
il debutto di doctor doom come possibile motore narrativo
L’ingresso di Doctor Doom viene presentato come catalizzatore adatto a un riassetto. L’impostazione viene collegata a Secret Wars del 2015, collegata alla versione a fumetti di Jonathan Hickman e Esad Ribic. Nel riferimento ai fumetti, viene descritto come le incursioni multiversali distruggano molte realtà e come Doom, tramite il potere dei Beyonders, possa riorganizzare frammenti per dare forma a Battleworld, assumendo il ruolo di God Emperor.
In una possibile lettura simile sul grande schermo, Avengers: Doomsday potrebbe costituire l’inizio di un ciclo “da fase zero” che prepara il terreno per il futuro di Secret Wars, dove la realtà viene indicata come destinata a essere ricostruita o rimodellata.
necessità di nuova energia e attenzione
Un altro punto collegato alla coerenza della “fase zero” riguarda l’andamento dell’attenzione del pubblico. Viene segnalato un raffreddamento dell’entusiasmo rispetto al 2019, anno di Avengers: Endgame. Pur restando presenti progetti considerati validi su grande e piccolo schermo, la sensazione riportata è che durante la Multiverse Saga siano aumentati errori di percorso e difficoltà creative, con conseguente ridimensionamento della dominanza culturale.
Per questo, presentare Doomsday come un “ripartire da zero” potrebbe riaccendere interesse, inserendo una nuova stagione percepita più vicina all’apice del franchise.
cosa complica la “fase zero” per avengers: doomsday
doomsday appoggia molto su personaggi storici
Una criticità riguarda la composizione del cast e la natura dei ritorni previsti. Per Avengers: Doomsday vengono indicati veterani MCU chiamati a ricoprire ruoli importanti, tra cui Chris Hemsworth come Thor e Chris Evans come Steve Rogers, con riferimenti al contesto post-Endgame e alla conclusione del personaggio con Peggy Carter. Inoltre viene riportato che Robert Downey Jr. tornerebbe nel ruolo di Doctor Doom, nonostante la morte di Iron Man in Endgame, decisione che avrebbe suscitato reazioni diverse.
È inoltre confermato il ritorno di attori associati alla franchise originale degli X-Men di Fox: James Marsden, Patrick Stewart e Ian McKellen riprenderebbero i loro ruoli. Il punto centrale è che, in una logica di “non fare affidamento sul passato”, l’uso di legacy characters rischia di rendere più evidente l’ancoraggio emotivo alla storia precedente.
- Chris Hemsworth – Thor
- Chris Evans – Steve Rogers
- Robert Downey Jr. – Doctor Doom
- James Marsden – Cyclops
- Patrick Stewart – Xavier
- Ian McKellen – Magneto
alcune storie della multiverse saga diventano inevitabili
Anche nella prospettiva di un nuovo ingresso, determinate vicende restano difficili da ignorare. L’esempio più citato riguarda Loki: la serie Disney+ si sarebbe conclusa con Tom Hiddleston che interpreta un personaggio divenuto figura centrale nel multiverso, capace di tenere insieme diverse realtà. Con la presenza di Tom Hiddleston associata a Doomsday, gli eventi della serie verrebbero considerati come elementi che dovranno essere ripresi in qualche forma. La stessa logica viene estesa ad altre storie della Multiverse Saga, indicate come potenzialmente destinate a mantenere un ruolo fino alla chiusura del ciclo.
interconnessione: forza storica che non può essere eliminata
Il MCU è diventato un punto di riferimento anche per la sua interconnessione: film e serie si muovono dentro un universo condiviso. Questo elemento, pur avendo rappresentato una difficoltà durante la Multiverse Saga—per mancanza di continuità in alcuni progetti o per eccesso in altri—resta una base strutturale. Pertanto, anche se Doomsday introduce una nuova fase, l’esistenza del film dipenderebbe comunque dalla rete di storie che si è accumulata nel tempo.
Ne consegue che l’idea secondo cui “il passato non viene usato come appoggio” risulta meno coerente senza una scelta ancora più drastica, cioè un vero e proprio reboot totale, indicato come scenario improbabile.
secret wars atteso come celebrazione ancora più ampia del passato
La compatibilità tra “fase zero” e la direzione complessiva viene messa in discussione anche dalla seconda tappa, Secret Wars. Il film viene descritto come il massimo culmine dell’intera Multiverse Saga, con speculazioni concentrate su varianti e ritorni di attori. In questo quadro vengono citati Tobey Maguire come Spider-Man e Hugh Jackman come Wolverine come esempi di possibili presenze legate alla storia più ampia del brand Marvel sullo schermo.
La conseguenza descritta è una certa confusione: se Secret Wars dovesse spingere ancora di più sulla celebrazione delle eredità, la comunicazione di una “fase zero” poco orientata al passato sarebbe più difficile da conciliare.
focus sul problema reale: più chiarezza che reset totale
La criticità principale attribuita al MCU non è presentata come conseguenza dell’essere diventato troppo grande, ma come effetto della mancanza di direzione in alcune fasi della crescita post-Endgame. In più momenti sarebbero stati introdotti concetti, personaggi e filoni senza una spiegazione costante su come si collegassero a un piano più ampio. In questa cornice, la proposta tende a privilegiare un riordinamento e una maggiore coerenza, più che un reset totale.
Per questo, l’interpretazione più lineare sarebbe quella di una “fase zero” intesa come maggiore focus e orientamento, senza trasformare Doomsday in un punto di partenza radicalmente indipendente dalla storia costruita finora.