Anime of the year vincitori degli ultimi dieci anni e chi avrebbe dovuto vincere

Contenuti dell'articolo

Gli anime awards di Crunchyroll hanno raggiunto un traguardo importante: dieci anni di cerimonie dedicate alle serie più seguite e apprezzate. Tra le tante categorie, il riconoscimento più atteso resta quello per anime of the year, pensato per premiare la produzione che si è distinta davvero nell’anno di riferimento. In parallelo, è cresciuta la percezione che, in alcuni casi, a contare di più sia stata la popolarità rispetto al valore artistico complessivo. Questa rassegna mette a fuoco alcuni anni in cui i voti hanno portato a un vincitore giudicato non sempre allineato con i titoli più meritevoli, richiamando anche le motivazioni che hanno reso tali scelte particolarmente discusse.

crunchyroll anime awards: l’attenzione su anime of the year

Nel contesto della cerimonia dei Crunchyroll Anime Awards, il premio di anime of the year assume un peso specifico: dovrebbe rappresentare il vertice qualitativo dell’offerta animata dell’anno. Quando l’esito risulta troppo sbilanciato verso titoli già molto conosciuti, il dibattito tende a spostarsi su un possibile meccanismo più vicino a una classifica di preferenze che a una valutazione esclusivamente basata sulla qualità.

  • categorie numerose e varietà di proposte
  • focus sul premio principale come simbolo di “migliore dell’anno”
  • controversie ricorrenti legate a scelte considerate troppo prevedibili

yuri on ice (2017): deserving winner re:zero

concorrenza tra serie note e impatto sul settore

Nel 2017 la competizione ha coinvolto titoli molto seguiti, tra cui my hero academia, re:zero e mob psycho. yuri on ice è stato indicato come una scelta capace di offrire un’esperienza distintiva grazie a coreografie curate e a una trama emotiva. Nello stesso anno, però, re:zero viene presentato come un’opera con un impatto più marcato sul modo in cui il genere isekai è stato percepito e seguito.
La valutazione attribuisce a subaru un ruolo centrale: un percorso costruito su sofferenza ciclica e su una narrazione senza indulgenza avrebbe reso l’anime rapidamente un punto di riferimento, soprattutto nel suo anno di debutto. In questa lettura, il premio più grande avrebbe potuto essere assegnato al titolo che ha definito meglio il periodo.

  • yuri on ice
  • re:zero
  • my hero academia
  • mob psycho

made in abyss (2018): deserving winner made in abyss

scelte votate a un lineup meno dominato dal classico shōnen

Nel 2018 la selezione viene descritta come più equilibrata: l’attenzione si sposta da una prevalenza automatica dei soliti shōnen verso una rosa che include anche proposte considerate molto apprezzate dalla critica. Serie come my hero academia stagione 2 risultano in competizione con titoli celebrati, tra cui march comes in like a lion e land of the lustrous.
In questo scenario, la scelta di made in abyss è riportata come una decisione coerente. Il punto sottolineato riguarda un world-building efficace e un’impostazione estetica da “fiaba” usata per accompagnare una storia di sopravvivenza profonda e inquietante. La qualità percepita viene collegata anche a una colonna sonora capace di rafforzare la componente emotiva dell’esperienza.

  • made in abyss
  • my hero academia stagione 2
  • march comes in like a lion
  • land of the lustrous

devilman crybaby (2019): deserving winner devilman crybaby

impatto su streaming anime e adozione di linguaggi forti

Per il 2019, devilman crybaby viene indicato come vincitore particolarmente appropriato: al momento dell’arrivo su netflix l’opera viene descritta come capace di rompere le aspettative e di conquistare il riconoscimento di anime of the year. Vengono richiamate animazioni grezze e sperimentali e una narrazione dal tono deciso, elementi che avrebbero spinto ulteriormente i confini del modo in cui l’animazione “da streaming” viene percepita.
Allo stesso tempo viene riportato come un’idea condivisa fosse la difficoltà a ottenere il premio per questioni legate all’esclusività della piattaforma. In aggiunta, viene citata la presenza di altri titoli di alta qualità, come violet evergarden e a place further than the universe, che avrebbero potuto meritare il focus principale.

  • devilman crybaby
  • violet evergarden
  • a place further than the universe

demon slayer: kimetsu no yaiba (2020): deserving winners mob psycho 100 ii o vinland saga

premio percepito come meno profondo rispetto ai rivali

Nel 2020, demon slayer viene descritto come un fenomeno trainato da animazioni fluide e da un’impostazione shōnen tradizionale. Nonostante la forza dell’attenzione mediatica, viene riportato che altri titoli avrebbero potuto essere più meritevoli per complessità e profondità.
In questa prospettiva, vinland saga viene contrapposto alla dimensione più “classica” del percorso di tanjiro: il racconto viene presentato come un dramma storico costruito su un cammino morale complesso, in cui il desiderio di vendetta si trasforma in una ricerca più esistenziale del senso della propria vita. mob psycho 100 stagione 2 viene invece richiamato per la qualità dello sviluppo dei personaggi: l’apprendimento personale di mob è indicato come uno dei motivi per cui l’impatto emotivo risulta più marcato.

  • demon slayer
  • mob psycho 100 stagione 2
  • vinland saga
  • tanjiro
  • thorfinn

jujutsu kaisen (2021): deserving winners great pretender o keep your hands off eizouken!

vincitore dominante e candidatura considerata problematica

Nel 2021, jujutsu kaisen viene indicato come il protagonista assoluto della categoria: l’idea è che la sua presenza abbia ridotto le chance delle altre serie in concorso. All’interno della valutazione, però, emerge anche un punto specifico: l’ingresso nelle nomination viene descritto come singolare, perché al momento dell’annuncio dei candidati l’anime non avrebbe ancora concluso la sua messa in onda completa.
Tra i titoli ritenuti più adatti come alternative figurano great pretender e keep your hands off eizouken!, citati per offrire un’esperienza più originale rispetto ai canoni più diffusi. In parallelo, viene sottolineata la difficoltà di far emergere produzioni con identità più distintive quando un nome già dominante conquista l’attenzione generale.

  • jujutsu kaisen
  • great pretender
  • keep your hands off eizouken!

attack on titan: the final season part 1 (2022): deserving winner attack on titan: the final season part 1

un premio confermato anche dalla forza narrativa

Per il 2022, attack on titan: the final season part 1 viene riportato come vincitore meritevole di anime of the year. La stagione, dopo un’assenza dai nomination nel 2020, avrebbe finalmente ottenuto il riconoscimento. In questo caso, la qualità attribuita al vincitore non si limita alla popolarità: vengono citati racconto di grande intensità, colonna sonora memorabile, tra cui anche una delle migliori aperture dell’anno, oltre a sequenze d’azione capaci di mantenere alta l’attenzione.
Nonostante il giudizio positivo sul vincitore, viene segnalata un’ulteriore discussione legata alla mancanza di mushoku tensei tra i candidati, nonostante animazione e world-building sarebbero stati all’altezza di almeno una candidatura.

  • attack on titan: the final season part 1
  • mushoku tensei

cyberpunk: edgerunners (2023): deserving winner cyberpunk: edgerunners

rottura del modello e vittoria contro i colossi mainstream

Nel 2023 la cerimonia viene descritta come capace di interrompere l’andamento più prevedibile: cyberpunk: edgerunners avrebbe ottenuto il premio anime of the year per la prima volta, superando titoli considerati tra i più grandi nomi del periodo. La lista dei rivali include attack on titan, demon slayer e spy x family.
La motivazione di fondo evidenzia che i colossi mainstream non stavano “in disparte”: demon slayer avrebbe proposto la storyline entertainment district, mentre attack on titan avrebbe messo in scena il rimatch atteso tra eren e reiner. In mezzo a questa concorrenza, cyberpunk: edgerunners, progetto autonomo di studio trigger, avrebbe guadagnato spazio anche grazie a una durata compatta: la storia in dieci episodi viene indicata come un elemento capace di offrire una boccata d’aria rispetto a serie costantemente proiettate su nuove aggiunte.

  • cyberpunk: edgerunners
  • attack on titan
  • demon slayer
  • spy x family
  • eren
  • reiner

jujutsu kaisen season 2 (2024): deserving winner vinland saga season 2

il caso della scelta legata alla finestra di riferimento

Il 2024 viene presentato come uno degli episodi più contestati: la vittoria di jujutsu kaisen season 2 rispetto a vinland saga season 2 avrebbe generato reazioni forti. La questione, così come riportata, ruota attorno al periodo preso in considerazione: secondo la ricostruzione, solo l’arco hidden inventory sarebbe rientrato nella finestra del cutoff, mentre materiale promozionale per la campagna premio mostrava soprattutto l’incidente di shibuya.
In parallelo, vinland saga viene collegato a uno dei migliori archi di redenzione presenti nell’animazione: il viaggio emotivo di thorfinn viene descritto come un percorso che porta dalla condizione di killer infranto alla ricerca della pace, riuscendo a parlare a una parte ampia della community. Anche se l’arco di jujutsu kaisen è giudicato solido, l’interpretazione generale sostiene che non sia il punto più alto della serie, rendendo più frustrante la sconfitta rispetto a vinland saga.

  • jujutsu kaisen season 2
  • vinland saga season 2
  • hidden inventory
  • shibuya incident
  • thorfinn

solo leveling (2025): deserving winner frieren: beyond journey’s end

snub e scelta orientata al più “rumoroso” successo

Anche nel 2025 il tema delle scelte controverse resta presente: il premio viene assegnato a solo leveling invece che a frieren: beyond journey’s end, citato come titolo criticamente apprezzato. In aggiunta, viene richiamato come frieren avesse fatto storia nel periodo precedente, detronizzando la precedente leadership di fullmetal alchemist: brotherhood nelle classifiche di riferimento, diventando un punto fermo nella percezione del pubblico.
La vittoria di solo leveling viene descritta come sostenuta soprattutto da azione e da una forte spinta di entusiasmo. Nel confronto, però, viene riportato che la struttura narrativa centrale fatichi a raggiungere la stessa profondità e lo stesso peso emotivo attribuiti a frieren. In questa lettura, l’esito finisce per risultare deludente perché assegna il riconoscimento al titolo più noto in termini di impatto immediato, senza premiare in modo equivalente la qualità percepita come più “generazionale”.

  • solo leveling
  • frieren: beyond journey’s end
  • fullmetal alchemist: brotherhood

Rispondi