Andor e come la sirenetta ha ispirato star wars: un collegamento sorprendente

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La realizzazione di Andor è stata segnata da ostacoli concreti, tra emergenze sanitarie e vincoli produttivi, ma anche da scelte creative che hanno trasformato i problemi in opportunità. Un riferimento centrale è contenuto nel volume “The Art of Star Wars: Andor”, dove vengono ricostruiti dettagli dietro le quinte e vengono messe in luce coincidenze inattese che hanno inciso in modo diretto sulla serie.

andor e il valore delle interruzioni: quando il caos diventa occasione

Nel cinema e nella televisione, “salvare l’immagine” è un principio ricorrente: alcuni dei momenti più efficaci nascono da errori, imprevisti, rischi e anche da disagi apparentemente minori. Questo approccio si riflette nelle vicende della prima stagione di Andor, costruita in un contesto tutt’altro che lineare.
La produzione ha dovuto fare i conti con restrizioni legate al COVID e, in seguito, con lo sciopero SAG-AFTRA. Nonostante ciò, la serie è riuscita a superare le difficoltà e a diventare un titolo di riferimento: una produzione riconosciuta con premi Emmy e spesso indicata come una delle migliori proposte live-action di Star Wars.

il covid blocca i piani e sposta le tempistiche della produzione

La stagione iniziale di Andor si è trovata davanti a un percorso complesso verso Disney+. Dopo sei settimane di pre-produzione nel Regno Unito, tutto si è fermato con l’arrivo della pandemia. Successivamente, la ripartenza della pre-produzione è avvenuta nel mese di settembre 2020, mentre le riprese sono iniziato poco dopo, ma con modalità differenti rispetto alla visione originale del creatore Tony Gilroy.
Il disordine causato dal COVID ha interessato non soltanto Andor, ma anche altri progetti Disney, costretti a rivedere calendarizzazione e logistica, mantenendo comunque la necessità di portare avanti le uscite nei tempi prefissati.

ferrix nasce come città reale e affronta il problema della concorrenza a pinewood

La componente più ambiziosa della prima stagione è stata Ferrix, un intero quartiere/città realizzata ex novo da zero. Il lavoro è stato affidato al designer di produzione Luke Hull e al relativo team, che hanno concepito e costruito un set destinato a diventare una struttura centrale nella storia.

il progetto iniziale: ferrix doveva stare nel backlot di pinewood

In origine, la pianificazione prevedeva la costruzione di Ferrix nel celebre backlot di Pinewood. In quello spazio avevano già trovato luogo, in passato, diverse ambientazioni di Star Wars, tra cui il villaggio di Jakku, il castello di Maz Kanata in “The Force Awakens”, Jedha City in “Rogue One” e l’area di atterraggio di Kessel in “Solo: A Star Wars Story”.

la sovrapposizione con the little mermaid: scelta forzata e frizione creativa

La difficoltà è emersa perché, nello stesso periodo, era in corso il remake live-action di “The Little Mermaid” diretto da Rob Marshall, che utilizzava proprio il backlot di Pinewood. Gilroy ha descritto la contraddizione in modo diretto: mentre l’ambientazione della produzione concorrente era visibile quotidianamente dall’ufficio, il set di Ferrix non poteva occupare lo stesso spazio.

la nuova location: ex impianto di trattamento delle acque di scarico

Per trasferire Ferrix, il team ha individuato il sito dell’ex Little Marlow Sewage Treatment Works nella contea del Buckinghamshire. Gilroy ha riportato una reazione fortemente negativa in merito alle condizioni del terreno, considerato poco adatto per l’ambizione richiesta.
Nonostante la delusione iniziale, la modifica di luogo non ha impedito al progetto di raggiungere risultati memorabili: Ferrix è rimasta tra i set pratici più significativi dell’intera storia dello Star Wars live-action.

ferrix tra mattoni reali e continuità in camera: la costruzione fisica del set

L’assenza del backlot prestigioso è stata compensata con una scelta tecnica e creativa netta. Anche se l’ambientazione non aveva la stessa aura di Pinewood, Little Marlow si è dimostrata un luogo funzionale per allestire Ferrix.
La strategia del designer Luke Hull ha previsto il rifiuto dell’uso di green screen digitali e delle innovative stages LED “Volume” legate a Lucasfilm. La decisione è stata orientata alla costruzione di una città interamente fisica, realizzata da zero.

mattoni in argilla e un set esteso per blocchi urbani

Per la realizzazione sono stati impiegati mattoni di argilla veri, con un’estensione stimata tra tre e cinque blocchi cittadini. Questa scala ha consentito di muovere gli attori lungo strade e passaggi, sfruttando la continuità dell’inquadratura senza necessità di passare a un palco di studio separato.

  • strutture fisiche costruite per seguire il movimento degli interpreti
  • vicoli e ambienti pensati per riprese in un’unica sequenza
  • integrazione scenografica tra case e percorsi

ferrix come personaggio: identità culturale e rituali nel finale

Il risultato finale è stato descritto come straordinario. Con un contributo significativo anche del lavoro degli sceneggiatori, Ferrix è diventata una vera presenza narrativa nella prima stagione di Andor. L’identità visiva del luogo ha riflesso la cultura degli abitanti, ed è stata resa evidente in un finale emotivo legato a un’usanza locale: la pratica di cremare i defunti e incorporare le ceneri in mattoni della comunità.

da covid e conflitti di produzione a un risultato premiato: il set resta centrale

Le difficoltà generate dalla contemporaneità con “The Little Mermaid” non hanno impedito a Andor di consolidare una scenografia viva e determinante per l’intero arco della prima stagione, composta da dodici episodi.
Il confronto con altri casi celebri viene usato per sottolineare l’idea che la realizzazione possa essere complessa: si citano problemi tecnici nel set di “Jaws” con uno squalo meccanico che funzionava raramente, e la chiusura in “Casablanca” senza un montaggio già completato. In questo quadro, Andor emerge per aver trasformato anche il trasferimento in un sito legato a un impianto di trattamento delle acque in una delle realizzazioni pratiche più impressionanti, sia nella storia di Star Wars sia, più in generale, del panorama televisivo e cinematografico contemporaneo.


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