Netflix lost meets the walking dead: la serie soprannaturale in 3 parti tra le migliori di sempre
Una serie soprannaturale in grado di unire mistero, atmosfera inquietante e un intreccio capace di coinvolgere fino all’ultima puntata: è questo il tipo di esperienza raccontata da Glitch, produzione australiana arrivata in tre stagioni su Netflix. L’elemento centrale è la risurrezione, ma il focus rimane soprattutto sulle conseguenze, sulle domande che ne derivano e sul modo in cui i personaggi cercano una nuova identità.
glitch su netflix: una risurrezione senza ricordi
Glitch si svolge a Yoorana, Victoria, in Australia, e segue James Hayes (interpretato da Patrick Brammall), un poliziotto di provincia chiamato in un cimitero. Qui avviene qualcosa di impossibile: le persone tornano in vita, in condizioni perfette, ma senza alcuna memoria di chi fossero o delle vite che avevano prima.
La trama si sviluppa attorno al tentativo di comprendere cosa sia accaduto e perché. Mentre i “corpi” tornati alla vita provano a ricostruire identità e passato, James scopre anche connessioni misteriose tra le persone risorte. L’impianto narrativo richiama il mondo degli “zombie”, ma con una struttura che mantiene il registro del dramma e dell’enigma.
Il ritmo si basa sul confronto continuo tra confusione dei risorti e indagine di chi li osserva, con un percorso che porta a una chiusura definitiva dell’arco narrativo relativo alle 18 puntate complessive delle tre stagioni.
glitch e i riferimenti narrativi a lost e the walking dead
Dal punto di vista delle atmosfere e dei generi, Glitch viene spesso associato a due titoli contemporanei e distinti: Lost e The Walking Dead. Il punto di contatto non riguarda soltanto la presenza di un ensemble e la presenza della morte, ma soprattutto l’idea di trovarsi in una situazione fuori controllo in cui la realtà sembra non rispettare le regole consuete.
The Walking Dead è ambientato in un mondo post-apocalittico, con sopravvissuti alla ricerca di sicurezza. Lost invece segue un gruppo di superstiti che finisce su un’isola misteriosa, dove logica e percezione della realtà si incrinano. Glitch riprende elementi da entrambi gli approcci: la componente inquietante e “invasiva” della risurrezione e, insieme, una cornice emotiva costruita sul mistero.
le suggestioni di genere: horror, mistero e dramma
In Glitch la sensazione dominante è quella di un enigma che cresce puntata dopo puntata. La serie utilizza tropi classici del fantastico e dell’orrore, intrecciandoli con una narrazione surreale e allarmante, ma mantenendo i protagonisti e le “creature” sullo stesso piano narrativo. Il risultato è un’esperienza in cui la minaccia non viene soltanto “mostrata”: viene anche compresa.
perché glitch si distingue tra le serie soprannaturali
Glitch si differenzia dalle altre proposte del genere grazie a una scelta di fondo: l’intero cast è disorientato. Chi rinasce non sa spiegare cosa stia accadendo, e anche coloro che assistono alla scena restano senza risposte certe. Questo elemento posiziona lo spettatore in una condizione simile a quella dei personaggi: si indaga insieme, senza distanze nette tra ciò che si sa e ciò che si scopre.
Il mistero aumenta come in serie strutturate su domande continue, ma non si riduce esclusivamente alla risposta finale. Anche quando alcune linee narrative restano aperte verso la conclusione delle tre stagioni, la narrazione non risulta incompleta: l’attenzione rimane su ciò che i personaggi devono affrontare nel processo di comprensione.
glitch non è un adattamento di les revenants
Nonostante alcune somiglianze di trama, Glitch non è collegato alla serie francese Les Revenants. Les Revenants è stata lanciata su Canal+ nel 2012 ed è ambientata in un piccolo paese di montagna francese, dove persone già morte tornano a casa in modo naturale, completamente ignare di quanto accaduto. Nel 2015 è arrivata anche una versione in lingua inglese: The Returned.
Pur richiamando un presupposto simile, Glitch e Les Revenants restano opere distinte. La differenza principale sta nel modo in cui viene gestita la memoria dei risorti. In Glitch i morti non ricordano le proprie vite: questa scelta amplia le possibilità narrative, spingendo verso storie in cui le persone devono riimparare chi erano e valutare se la nuova identità possa ancora essere considerata la stessa di prima.
elementi che separano glitch dal modello francese
Il punto di rottura non riguarda solo il contesto, ma soprattutto il tipo di percorso emotivo. La risurrezione non porta immediatamente a una rinascita “consapevole”, bensì a un confronto con il vuoto e con l’incertezza. Da qui nasce l’impianto delle domande e delle decisioni che i personaggi devono affrontare mentre costruiscono un senso del proprio passato.
glitch: informazioni produttive e figure di creazione
La serie ha un periodo di pubblicazione compreso tra 2015 e 2019. Sul piano registico risultano accreditati Emma Freeman e Tony Krawitz. Per la scrittura, l’elenco dei nomi comprende Louise Fox, Kris Mrksa, Giula Sandler, Pete McTighe e Adam Hill.
direzione e scrittura
- direttori: Emma Freeman; Tony Krawitz
- autori: Louise Fox; Kris Mrksa; Giula Sandler; Pete McTighe; Adam Hill
cast e personaggi principali in glitch
La trama ruota attorno ai personaggi che osservano e indagano il fenomeno della risurrezione, con particolare centralità per James Hayes e per chi viene coinvolto dagli eventi nel cimitero.
- Patrick Brammall nel ruolo di James Hayes