Mindhunter: Netflix spiega la cancellazione
Mindhunter non tornerà con una terza stagione e ora Netflix spiega perché. Il co-CEO della piattaforma, Ted Sarandos, ha chiarito che il budget non era la ragione principale dello stop: la responsabilità sarebbe di David Fincher, che non ha voluto proseguire con lo stesso approccio.
La serie crime, creata da Joe Penhall e ispirata al libro di John E. Douglas e Mark Olshaker, si è fermata dopo due stagioni, nel 2017 e nel 2019, nonostante un gradimento altissimo di pubblico e critica, con un punteggio del 99% su Rotten Tomatoes.
Lo stesso Fincher, in una intervista alla rivista Premiere, aveva già spiegato che Mindhunter era una produzione molto costosa e che non era riuscita ad attirare un pubblico abbastanza ampio da giustificare un investimento così elevato. Il regista ha inoltre ammesso di non voler cambiare la sua idea per renderla più popolare.
Il cast della serie vedeva Jonathan Groff nei panni di Holden Ford, Holt McCallany in quelli di Bill Tench e Anna Torv come Wendy Carr, con Fincher dietro la macchina da presa in diversi episodi.
Per chi volesse recuperare, le due stagioni restano disponibili su Netflix. Nel frattempo Holt McCallany è tornato in tv con un nuovo thriller, di cui abbiamo parlato qui: Mindhunter star Holt McCallany: thriller con un killer seriale.
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