Watch dogs film: come adatta il videogioco con un mondo enorme e cosa dice la star
Un adattamento cinematografico di Watch Dogs è riuscito a trovare slancio in produzione e, nel frattempo, sono emerse indicazioni concrete su come il film intenda restituire l’atmosfera dei giochi. Le ultime dichiarazioni del protagonista Tom Blyth confermano l’attenzione verso il mondo open e puntano il focus su un tema centrale: la rete come infrastruttura capace di connettere ogni aspetto della vita digitale.
watch dogs al cinema: cosa promette tom blyth sul “feeling” dei giochi
L’idea di partenza non mira a una semplice trasposizione della trama dei videogiochi, ma a una resa che sappia catturare l’ampiezza e il ritmo tipici dell’universo di Ubisoft. Tom Blyth, nell’ambito di un’intervista legata a un progetto “prison-set thriller” come Wasteman, ha riportato aggiornamenti sullo stato delle lavorazioni del film, sottolineando la volontà di mostrare un’esperienza credibile e coerente con le dinamiche del brand.
Le informazioni principali raccolte dalle sue parole riguardano:
- il desiderio di vedere il lavoro finito in sala di montaggio;
- la presenza di scene già valutate tramite ADR (“little bits”);
- l’impressione positiva sul risultato, definito “look great”.
dal mondo di watch dogs allo schermo: un’operazione complessa
Nel racconto del progetto, un punto viene ribadito con chiarezza: trasformare un gioco in una versione cinematografica comporta scelte tecniche e narrative significative. Blyth ha affermato che il film riesce a portare sullo schermo il “massive world” della saga, riconoscendo allo stesso tempo l’impegno del team nel gestire la sfida di adattare un’esperienza interattiva a una forma lineare come quella del cinema.
la chiave tematica: interconnessione, rete e rischi
Uno degli elementi che avrebbe guidato la curiosità del protagonista è l’impostazione del copione. Blyth ha spiegato che, pur non essendo un videogiocatore abituale, conosce la cornice narrativa dei giochi e ha riconosciuto nel testo un tentativo di collegare l’ambientazione a una lettura contemporanea.
In particolare, la sceneggiatura viene descritta come centrata su:
- “il mondo di oggi” e sulla sua dimensione online;
- la pericolosità dell’interconnessione quando tutto dipende da rete;
- i rischi derivanti da sistemi collegati nel modo in cui avviene nei videogiochi.
il ruolo di ctOS in watch dogs e la tensione contro la raccolta dati
Nel materiale informativo sul franchise compare un elemento costante nella trilogia: il sistema noto come ctOS (central Operating System). Si tratta di una rete informatica che permette di connettere una vasta gamma di dispositivi e infrastrutture, dai telefoni cellulari fino ad aspetti come semafori, telecamere di sicurezza e altre componenti urbane.
Il funzionamento di ctOS, nei giochi, si lega a due aspetti essenziali:
- la possibilità di accesso da parte dei personaggi giocanti;
- l’intento di fermare società che utilizzano il sistema per acquisire informazioni personali.
non è “il gioco” in modo diretto, ma una storia originale nel mondo
Pur riconducendo la produzione all’universo creato da Ubisoft, Blyth avrebbe già chiarito un punto importante: il progetto cinematografico non sarebbe una copia one-to-one del contenuto videoludico. La formulazione riportata è che “it’s not the game”, confermando l’idea di un racconto originale ambientato nel mondo di Watch Dogs, senza tradurre direttamente Aiden Pearce o altri personaggi giocabili.