The classic far side comics che riscrivono la storia

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Il fumetto The Far Side ha saputo trasformare i fatti storici in una serie di battute taglienti, costruite su revisioni, travestimenti e rovesciamenti di prospettiva. Il punto di forza risiede nell’accostamento tra materia storica e punchline irriverenti, grazie a un autore che guardava al passato con curiosità e spirito provocatorio. Di seguito si trovano alcune delle proposte più note in cui la storia viene raccontata in modo alternativo, con dettagli che rendono il gioco linguistico e visivo parte integrante del risultato.

the far side e l’alternate history che prende di mira la memoria

Nel racconto delle epoche, The Far Side sceglie spesso una strada diversa: non si limita a ambientare le scene nel passato, ma altera la logica degli eventi, mette in ridicolo figure storiche riconoscibili e utilizza un tono brillante e disinibito. La cifra stilistica è una combinazione tra amore per il tema e capacità di ribaltarlo, ottenendo una specie di “falso storico” volutamente assurdo.

  • passato trattato come terreno di scherzo
  • momenti storici rielaborati con incongruenze
  • figure e luoghi smontati con battute
  • effetto finale: comicità costruita su revisione

il motivo “davvero” dietro l’estinzione: dinosauri e sigarette

Una delle revisioni più citate propone una spiegazione ridicola per l’estinzione dei dinosauri. La scena mostra tre esemplari che si sono allontanati per fumare: il tutto è reso credibile nel linguaggio visivo del fumetto, con occhi furbi e atteggiamenti da ragazzi che cercano un angolo nascosto. La didascalia suggerisce che la causa sia da ricondurre a un vizio, trasformando un evento epocale in un dettaglio quotidiano.

  • tre dinosauri ritratti mentre accendono e condividono il fumo
  • sguardi laterali e dinamica da “ragazzi che fanno marachelle”
  • messaggio più esplicito rispetto ad altre vignette: fumare è presentato in modo negativo

arte preistorica come “graffiti” da locale: la caverna è un bagno

Un’altra gag colloca l’arte rupestre in un contesto riconoscibile e moderno: l’idea è che i primi segni siano, di fatto, come scritte provocatorie su muri di ambienti frequentati. In scena compare un personaggio legato agli scavi che illumina la parete con una torcia, mettendo in risalto un messaggio e un riferimento “telefonico” reso secondo l’equivalente preistorico.
Il risultato richiama il principio secondo cui “le cose cambiano” solo fino a un certo punto: cambiano strumenti e tempi, ma restano le stesse intenzioni di lasciare un segno.

  • personaggi da archeologia con torcia puntata sulla parete
  • messaggio inciso presentato come invito esplicito
  • paragone tra arte antica e graffiti contemporanei

le piramidi spiegate con una risposta assurda e “logica” solo a modo suo

Nel caso delle piramidi, il ribaltamento comico introduce una motivazione totalmente fuori scala rispetto alla domanda archeologica. Un faraone osserva i lavori mentre enormi blocchi vengono spostati verso la costruzione in corso. La battuta sta nel fatto che la spiegazione fornita non riguarda l’architettura o la religione, ma un’esigenza banalissima, trasformando il contesto monumentale in un pretesto ridicolo.

  • faraone in atteggiamento scettico
  • blocco di pietra in fase di trasporto
  • risposta che svuota la domanda storica rendendola comica

la verità sul naso della sfinge: cronaca domestica di un incidente

La sfinge diventa il centro di un mistero “risolto” con un passaggio narrativo paradossale. Una storia leggendaria viene reinterpretata trasformandola in un litigio: la dinamica non è bellica o spettacolare, ma ricade in una scena da coppia, con rimprovero e conseguenze immediate. Il naso risulta quindi il prodotto di un errore provocato da insistenza, non da conquista o eventi esterni.

  • artigiano che sta lavorando sullo scalpellino
  • moglie che rimprovera un’ulteriore “botta” sullo scalpello
  • scontro che porta all’eliminazione del naso

attacco a un castello… ma con un equivoco storico esilarante

Una gag costruita sul fraintendimento mette in scena soldati armati e pronti a difendere una fortezza dall’assalto di un noto condottiero. L’elemento comico nasce quando l’atteso nemico viene confuso con un’espressione dal suono simile, e l’arrivo si trasforma in un malinteso privo di pericolo reale. La battuta gioca con il contrasto tra la grandiosità del contesto bellico e la banalità dell’identità proposta.

  • battaglione di soldati con armi e armature in assetto di difesa
  • atteso un storico guerriero
  • errore nell’identificazione: nome e significato vengono “spostati”

vichinghi meno feroci del previsto: la storicità diventa un gioco di bandiere

Una vignetta introduce un “note storiche” che ribalta l’immaginario dei raid. L’idea è che, all’inizio, gli attacchi finissero prima del peggio: invece di distruzione sistematica, sarebbe stata usata una modalità giocosa, con uova lanciate contro le case costiere. La componente visiva rafforza la trovata, aggiungendo un dettaglio simbolico su una imbarcazione che non corrisponde alle insegne più temute associate ai raid successivi.

  • guerrieri norreni in azione con uova
  • villaggi costieri come scenario dell’assalto “soft”
  • imbarcazione con emblema inedito, meno minaccioso rispetto alle versioni note

rivoluzione americana: l’eroe dimenticato è “quello che guida”

Un passaggio legato al racconto della traversata del fiume in un momento cruciale della guerra d’indipendenza viene modificato introducendo un mezzo moderno. Il punto comico sta nel fatto che l’impresa viene attribuita non a un’azione di remi, ma a un viaggio in barca motorizzata, secondo un riferimento a un servizio di noleggio. La gag mantiene il quadro iconico dell’evento storico, ma lo rende immediatamente riconoscibile come “storia riscritta” grazie all’anacronismo.

  • George Washington e piccoli contingenti in viaggio
  • soldati continentali coinvolti nella scena reinterpretata
  • “Sid’s Rentals” come elemento anacronistico che ribalta la versione classica

pranks e fotografia: anche i ritratti ufficiali hanno sempre incluso scherzi

Un’altra vignetta prende un momento solenne e lo mette in tensione con una micro-deviazione: alcuni ufficiali dell’esercito dell’Unione si preparano per una fotografia storica, mentre un soldato compie un gesto insolito dietro la testa del comandante. Il contrasto tra l’intento commemorativo e l’atto inappropriato rende il colpo umoristico. La scena funziona anche come “prova” comica che certe goliardie attraversano il tempo, restando attuali già nelle prime fasi della fotografia.

  • ufficiali dell’Unione impegnati nella posa
  • soldato con gesto plateale che rompe il tono
  • ritratto presentato come documento storico contaminato da uno scherzo

Gettysburg address: l’attacco diventa una battuta prima della frase celebre

La vignetta immagina un’apertura diversa per il celebre discorso, inserendo prima della formula più nota una gag “da sala”: Lincoln viene mostrato mentre prepara il testo, con un esempio di battuta iniziale che precede la frase iconica. Il meccanismo comico è costruito sulla sproporzione tra l’attesa solenne e l’innesco linguistico casuale, con una sceneggiatura che umilia la grandezza storica nel modo più diretto possibile.

  • Abraham Lincoln raffigurato mentre legge/annota lo script
  • prima frase resa comica attraverso un setup breve
  • “four score and seven years ago” collocata come secondo atto della gag

old west: il famoso duello evitabile per un errore di indicazioni

Nel Far West, un incidente noto viene rovesciato con un motivo semplice: indicazioni sbagliate. Un gruppo di pistoleri arriva al luogo atteso, ma scopre che la location non è quella giusta. La violenza che la scena storica suggerisce viene quindi rimossa alla radice dalla confusione logistica, trasformando un evento celebrato in cultura pop in una comicità basata sull’equivoco. Il risultato è un’imitazione memorabile che sfrutta la fama dell’episodio per far esplodere la battuta.

  • gang di gunslingers diretta verso il “posto del duello”
  • OK Corral trasformato in un riferimento parodico
  • località alternativa che rende il conflitto evitabile

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