Superhero movies per adulti: 8 film non adatti ai bambini

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Negli ultimi due decenni il filone dei film supereroistici ha ampliato continuamente il proprio raggio d’azione: dalle grandi produzioni di franchise ai progetti più leggeri, fino alle storie animate e ai crossover con generi differenti. Accanto alle pellicole pensate per un pubblico ampio, esiste però una selezione di titoli costruiti per spettatori adulti, con violenza esplicita, tensione cupa, linguaggio spinto e temi difficili da gestire per i più piccoli. Di seguito vengono raccolti alcuni esempi in cui l’obiettivo non è intrattenere “per tutti”, ma mantenere un taglio decisamente maturo.

darkman (1990): supereroi e horror in stile universale

darkman vede Liam Neeson impegnato in un ruolo lontano dalle interpretazioni più note successive. Il film rappresenta anche un progetto legato all’universo supereroistico con sam raimi ancora prima di arrivare ai grandi eventi che avrebbero consolidato la sua fama nel genere.
La storia ruota attorno a dr. peyton westlake, un uomo che intraprende una ricerca di vendetta dopo un attacco che lo lascia gravemente sfigurato. Pur includendo alcuni elementi più bizzarri, il film rende omaggio ai classici film horror degli anni ’30, tra cui the invisible man. Le sequenze sono tali da giustificare pienamente il livello di durezza associato alla classificazione r.

  • liam neeson (dr. peyton westlake)

the crow (1994): vendetta, resurrezione e atmosfera cupa

the crow appartiene alla categoria dei titoli più riconoscibili degli anni ’90. Basato su una serie a fumetti del 1989, racconta la vicenda di un musicista rock riportato indietro dalla morte per ottenere giustizia contro chi ha ucciso lui e la fidanzata.
La distribuzione iniziale fu segnata dalla tragedia che coinvolse brandon lee durante un incidente sul set. Col passare del tempo, l’opera ha accumulato popolarità e ha sviluppato una solida cultura di culto. Il film non punta su un eccesso di elementi splatter, ma inserisce componenti soprannaturali e momenti più ruvidi che rendono la visione inadatta a un pubblico familiare.

  • brandon lee (protagonista)

v for vendetta (2005): vigilanza, rivoluzione e temi adulti

v for vendetta non nasce come film supereroistico in senso stretto, ma rispetta pienamente l’idea di un vigilante che si sostituisce alle istituzioni per perseguire la giustizia. Il contesto è un regime totalitario fascista: la vicenda segue il mascherato v (hugo weaving) mentre tenta di innescare una rivoluzione. Accanto a questo percorso, anche natalie portman interpreta un ruolo centrale, legato alle conseguenze personali del piano messo in atto dal protagonista.
La maschera di v rientra tra gli elementi più memorabili della pellicola. La violenza non assume livelli “esagerati”, ma resta comunque complessa per un pubblico giovane. A pesare soprattutto sono i temi maturi e la tonalità generale, rendendo l’opera più adatta a spettatori adulti.

  • hugo weaving (v)
  • natalie portman

watchmen (2009): realismo cupo e contenuti maturi

Pur essendo associato ai tentativi più oscuri legati a superman e batman nel dceU, zack snyder aveva iniziato il proprio percorso in quella direzione con watchmen, un progetto che si allinea allo stile cupo e diretto del regista. Il film non punta a un intrattenimento “leggero”: si presenta invece come una storia scura, sporca e tesa, dove il quadro finale può risultare duro proprio perché i contrasti non vengono edulcorati.
watchmen non evita violenza, linguaggio forte e nudità. La struttura complessiva trasmette un senso di depressione e gravità coerente con il pubblico a cui è destinato. Anche la ricezione iniziale fu influenzata da questa impostazione, ma l’opera ha trovato nel tempo un pubblico fedele.

  • elementi di violenza, linguaggio esplicito e contenuti maturi come caratteristiche della narrazione

kick-ass (2010): azione provocatoria e comicità con toni duri

A prima vista, kick-ass potrebbe sembrare un titolo adatto a spettatori più giovani: i supereroi sono per lo più ragazzi o giovanissimi, la presenza di costumi colorati è evidente e l’impianto presenta numerosi momenti da action comedy. L’opera è tratta da un fumetto di qualità e proviene anche da un regista come matthew vaughn, noto anche per x-men: first class.
Il film, però, non evita contenuti che difficilmente si conciliano con un’attenzione “familiare”. La trama ruota attorno a un adolescente (interpretato da aaron taylor-johnson) con una tolleranza al dolore potenziata che entra nella vita da vigilante, per poi essere affiancato da una coppia padre/figlia (nicolas cage e chloë grace moretz) più esperta e molto più spinta.
L’azione include ossa che si spezzano e molto sangue, con inquadrature ravvicinate. Anche i dialoghi e l’atteggiamento di hit-girl risultano espliciti, con linguaggio pesante. Nonostante ciò, la pellicola viene considerata uno degli esempi più efficaci del genere e rimane rilevante anche a distanza di anni.

  • aaron taylor-johnson (protagonista)
  • nicolas cage (padre)
  • chloë grace moretz (hit-girl)

super (2010): vigilante senza superpoteri e violenza estrema

Nel solco di sam raimi e zack snyder per quanto riguarda il tono e l’impatto nel genere, anche james gunn aveva già lavorato su un film supereroistico prima dei successi più grandi legati a guardians of the galaxy e the suicide squad. In mezzo a questi traguardi, super mantiene una dimensione più contenuta, ma porta comunque in primo piano personaggi inaspettati e legami emotivi fuori dagli schemi.
La premessa è quella di un uomo comune ( rain wilson ) che diventa un vigilante chiamato crimson bolt per proteggere la moglie da un trafficante di droga. Non avendo abilità sovrumane, la storia si basa su una risposta violenta e brutale contro i criminali. In questo modo l’opera costruisce alcune tra le sequenze più intense mai viste in ambito supereroistico. È presente anche una linea narrativa adulta legata a libby, desiderosa di affiancare il vigilante nella sua “missione”.

  • rainn wilson (protagonista)

logan (2017): fine di una stagione e R rating al servizio della violenza

Hugh jackman è storicamente associato a wolverine, ma il percorso cinematografico del personaggio mostrava un limite: le versioni precedenti, incluse le pellicole soliste e i progetti legati agli x-men, risultavano limitati dal rating pg-13. L’azione, quindi, non poteva mostrare appieno ciò che caratterizza il lato più barbaro del personaggio.
logan cambia impostazione con un terzo film solista più maturo. La trama segue un wolverine più anziano che affronta la propria mortalità, affiancando anche un giovane mutante con abilità simili alle sue. La pellicola ottiene un riconoscimento critico diffuso e arriva fino a una candidatura agli academy awards per la migliore sceneggiatura adattata. La classificazione r permette di mettere in scena una violenza cruenta e senza filtri, in linea con le aspettative dei fan.

  • hugh jackman (wolverine/logan)

brightburn (2019): superpotere come incubo e orrore senza compromessi

brightburn si discosta dal modello standard del supereroe e si avvicina a una narrazione da supervillain e da horror. Il nucleo concettuale è l’ipotesi: “cosa accadrebbe se superman fosse malvagio?”. Pur non essendo una premessa inedita, la pellicola la realizza con intensità, evitando di attenuare i contenuti.
La storia segue un bambino alieno con poteri simili a quelli dell’eroe più famoso, che sceglie però di usarli per fare del male, invece che per aiutare. Sono presenti descrizioni e rappresentazioni esplicite delle sue capacità, fino a un finale scioccante in cui il protagonista annienta chiunque incontri sul proprio cammino. La qualità principale del film è proprio l’impostazione: non si tratta di un’avventura d’azione, ma di una storia di terrore pensata per un pubblico adulto.

  • protagonista: bambino alieno con poteri simili a superman

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