Slasher movie villains sottovalutati che meritano un ritorno

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Il filone slasher continua a macinare entusiasmo grazie a ritorni, nuove produzioni e riferimenti alle pellicole che hanno definito un’epoca. In parallelo, emerge anche un’esigenza precisa: riportare in scena alcuni “mostri” rimasti a lungo fuori dai riflettori. Tra killer poco conosciuti, figure diventate cult e personaggi con potenziale da rilancio, la lista seguente mette in ordine i nomi più adatti a una rinascita, con trame e caratteristiche fedeli alle opere di provenienza.

slasher dimenticati pronti per un ritorno in scena

Dagli anni Ottanta in avanti, il genere ha costruito miti legati a uccisori iconici e franchise longevi. In quel periodo, la popolarità era legata a figure riconoscibili e persistenti, capaci di dominare l’immaginario cinematografico. Anche quando l’attenzione generale ha iniziato a calare, alcuni killer sono riusciti comunque a mantenere un certo impatto. Allo stesso tempo, esistono numerosi antagonisti che, pur avendo lasciato il segno, non hanno ottenuto lo spazio necessario per restare nel tempo.
Le nuove uscite possono riaccendere l’interesse per il filone, ma resta centrale l’idea di un revival mirato. La direzione più efficace passa spesso da due strade: un remake di opere classiche oppure un reboot che riporti i killer “storici” davanti a una nuova generazione di spettatori.

  • Harry Warden
  • Cropsy
  • Leslie Vernon
  • Victor Crowley
  • Sam
  • Horace Pinker
  • The Collector
  • The Driller Killer
  • Mary Lou Maloney
  • The Tall Man

harry warden (my bloody valentine): ritorno non “ripulito”

Harry Warden è il killer di My Bloody Valentine. Si presenta come un minatore con maschera antigas e tute da lavoro, responsabile di omicidi rivolti ai supervisori della miniera, considerati colpevoli di un incidente del passato. Quando, a Valentine Bluffs, torna la minaccia durante il giorno di San Valentino con un piccone, la comunità crede che Warden sia rientrato.
Il film è ricordato come cult degli anni Ottanta anche per l’impostazione esplicita su orrore e sangue. In fase di pubblicazione, la pellicola subì censure consistenti, con circa nove minuti tagliati, mentre in seguito uscì una versione senza limiti anche in Blu-ray. La traiettoria di rilancio suggerita punta a un ritorno fedele all’originale.
Un tentativo di revival è già stato fatto con il remake del 2009 con Jensen Ackles, ottenendo un discreto riscontro economico, ma con molte attenzioni concentrate sull’uso della tecnologia 3D. Per lo stesso tipo di operazione, il modello atteso sembra essere diverso: un ritorno in stile omaggio più vicino all’idea dell’opera originale rispetto a una versione più “ripulita”.

cropsy (the burning): sequel o reboot per uno slasher cult

The Burning è indicato come uno degli slasher degli anni Ottanta più sottovalutati e oggi poco sfruttati. Cropsy è il custode di un campo estivo gravemente ustionato, protagonista di una storia diventata nota per la sua crudezza. Il risultato fu così esplicito da portare il film tra i primi titoli di “Video Nasty” banditi nel Regno Unito negli anni Ottanta. La strage sulle zattere resta una delle scene più sanguinose della storia del genere.
Il cast include anche nomi importanti in ruoli iniziali, tra cui Jason Alexander, Holly Hunter e Fisher Stevens. In tempi più recenti, il rinnovato interesse per lo slasher è stato favorito anche da pubblicazioni come la trilogia di Fear Street, che ha contribuito a rispolverare titoli come The Burning. Il ritorno di Cropsy, con la sua presenza “in tutta la sua gloria carbonizzata”, viene visto come un’opportunità coerente per nuove uscite.
Esiste già un documentario del 2009 intitolato Cropsey, ma per una produzione di finzione non risulta ancora avviato alcun reboot o remake in fase di produzione.

  • Jason Alexander
  • Holly Hunter
  • Fisher Stevens

leslie vernon (behind the mask): format originale e continuità possibile

Leslie Vernon compare in Behind the Mask: The Rise of Leslie Vernon e viene descritto come un killer difficile da replicare. Il film adotta una struttura a due tempi: la prima parte si muove come una mockumentary in found footage, con un team di troupe che segue Vernon per osservare come pianifica le sue stragi. In questa fase emergono anche elementi pratici: l’allestimento della casa, la costruzione degli incidenti e la regola per cui un killer che sembra quasi fermo riesce comunque a raggiungere le vittime.
Quando la troupe scopre di essere diventata il prossimo obiettivo, la narrazione cambia registro e passa a uno slasher tradizionale. Il film mostra Vernon mentre elimina i membri del gruppo uno dopo l’altro. Anche se il format non è facilmente replicabile identico, resta aperta una possibilità di prosecuzione: Leslie Vernon sopravvive al primo episodio e, con un ritorno in punto di vista del personaggio, potrebbe svilupparsi un seguito efficace.
È presente l’indicazione di un secondo capitolo in lavorazione, legato al franchise di Behind the Mask, ma senza una finestra di uscita definita.

victor crowley (hatchet): una nuova fase per un franchise disomogeneo

Victor Crowley è un’aggiunta relativamente recente al genere, legata a Hatchet. Sebbene la figura abbia ottenuto quattro film, la maggior parte delle uscite non ha raggiunto un riconoscimento proporzionato. Il franchise, però, viene descritto come quello con l’azione slasher più convincente del periodo successivo all’arrivo di Scream, con Kane Hodder (già protagonista di Friday the 13th) nei panni di Victor Crowley.
La storia si svolge nelle paludi della Louisiana, con ambientazione in New Orleans, elemento che la separa dai concorrenti. Nel primo film di Hatchet, realizzato da Adam Green, viene riconosciuta una continuità con le radici dello slasher. Inoltre, compaiono ruoli di supporto con Tony Todd e Robert Englund, collegando il progetto a tre killer di rilievo storici del genere.
Un rilancio della saga viene quindi presentato come un’opzione necessaria, per riportare Victor Crowley in un contesto più valorizzato.

  • Kane Hodder
  • Tony Todd
  • Robert Englund
  • Adam Green

sam (trick ‘r treat): cult, antologia e killer centrale

Trick ‘r Treat viene descritto come un caso emblematico: inizialmente fu un fallimento al botteghino grazie a una distribuzione limitata con scarsa fiducia del circuito, ma in home video divenne presto un cult di grande successo. Il film si colloca tra le opportunità mancate di molte produzioni horror, restando comunque una formula efficace e attuale.
La storia si svolge nella notte di Halloween in una piccola città, con un impianto antologico che rimescola più elementi del genere. Il filo conduttore è che chi infrange le regole legate alla festività viene punito. Le modalità della punizione coinvolgono fantasmi, lupi mannari e Sam, un demone di dimensioni ridotte che appare come un bambino con una tuta in stoffa sacco.
La figura di Sam viene indicata come il cuore mancato di una possibile continuazione in ambito hollywoodiano: un nuovo progetto centrato sul villain principale sarebbe coerente con l’impatto del personaggio.

horace pinker (shocker): serial killer elettrico e ritorno possibile

Horace Pinker è il villain di Shocker, tra i serial killer più oscuri del sottogenere. Il personaggio è un condannato che viene giustiziato tramite sedia elettrica, ma sopravvive all’esecuzione trasferendo la propria anima attraverso correnti elettriche. L’opera è diretta da Wes Craven, con Mitch Pileggi nei panni di Horace Pinker.
La minaccia si sviluppa attraverso correnti elettriche che consentono a Horace di presentarsi nelle case delle vittime attraverso i dispositivi. Pur non essendo definito come spaventoso quanto altri celebri assassini onirici, il film ha comunque conquistato lo status di classico cult e ha consolidato un impianto tematico riscontrabile in produzioni più recenti come Smile e Dashcam.
Il ritorno del killer viene collegato al desiderio del regista di rivedere il personaggio in un nuovo progetto. Un recupero in chiave moderna viene quindi considerato un possibile miglioramento rispetto alla scarsa attenzione iniziale.

  • Wes Craven
  • Mitch Pileggi

the collector (the collector): trappole a oltranza e seguito atteso

The Collector è un film del 2009 diretto da Marcus Dunstan, incentrato su un killer in maschera rossa che booby-trappa ogni stanza nella casa di una vittima prima di iniziare l’attacco. L’impianto viene considerato interessante proprio perché rende l’uso delle trappole parte strutturale della trama. Un confronto con Behind the Mask mette in evidenza un punto: nel primo caso la tattica facilita gli omicidi, mentre qui diventa la premessa dell’intera narrazione.
Il seguito, The Collection, è uscito tre anni dopo e amplia le conseguenze: la presenza di abduction e il trasferimento delle vittime in un magazzino ancora pieno di trappole. Dal 2012 non risultano nuove uscite della serie, e il ritorno del personaggio viene presentato come auspicabile.
La proposta viene associata anche a Saw per somiglianze di impianto, ma con l’idea che l’opera punti soprattutto al piacere di vedere le trappole scattare su nuove vittime, senza interrogativi morali al centro.

  • Marcus Dunstan

the driller killer (slumber party massacre): da parodia a icona femminile

Slumber Party Massacre è uno slasher del 1982 firmato da Amy Holden Jones. Il progetto nasce come parodia, per poi essere rimaneggiato e trasformato in una versione più vicina a uno slasher “vero”. La storia prosegue con due sequel negli anni 1987 e 1990. Più avanti arriva anche un reimaginingdel 2021 che rilegge il sottotesto femminista presente nell’originale.
Grazie a questo impianto, Slumber Party Massacre viene collocato tra gli slasher degli anni Ottanta più rilevanti per la presenza di protagoniste e per l’impostazione centrata su una prospettiva femminile. La versione del 2021 è indicata come un ritorno riuscito, capace di dimostrare che la proprietà ha margini, anche se viene considerata desiderabile una prosecuzione più stabile.
In questa cornice, la figura del Driller Killer viene proposta come protagonista di ulteriori capitoli, con un ritorno sullo schermo più regolare e con la possibilità di valorizzare ulteriormente l’elemento femminista nel linguaggio horror.

mary lou maloney (prom night ii): regina dell’inferno con potenziale di saga

Mary Lou Maloney arriva dal secondo film della saga Prom Night, cioè Prom Night II. È descritta come una delle killer più efficaci del genere e una figura adatta a tornare ancora una volta. Il personaggio assume il ruolo di una prom queen sovrannaturale, associata a Hello Mary Lou: Prom Night II, dove terrorizza studenti delle scuole superiori.
Nel film, Mary Lou viene uccisa durante il ballo nel contesto del 1957 a seguito di una burla. Ritorna poi dopo circa trent’anni per impossessarsi di una studentessa e ottenere la propria vendetta. L’idea di un killer donna con grande scaltrezza e intenzioni maligne viene identificata come una rarità nel panorama degli anni Ottanta: il personaggio offre qualcosa di diverso rispetto ad altri slasher del periodo.
La presenza di influenze riconducibili a Mary Lou si riflette in produzioni horror moderne come MaXXXine e Jennifer’s Body. Un ritorno in chiave diretta permetterebbe a un pubblico contemporaneo di riscoprire nuovamente la forza del personaggio.

the tall man (phantasm): una resurrezione possibile per un villain sottoutilizzato

The Tall Man è uno dei villain più riconoscibili della saga Phantasm. Nel franchise compare in più film, ma gran parte del pubblico ha visto principalmente il primo o i primi episodi. Phantasm, diretto da Don Coscarelli, presenta The Tall Man come un becchino inarrestabile proveniente da un’altra dimensione, interpretato da Angus Scrimm in tutti e cinque i film.
La situazione più delicata riguarda l’attore: Angus Scrimm è scomparso nel 2016, rendendo necessario un casting alternativo in caso di ritorno del personaggio. Nonostante ciò, l’operazione di recupero viene considerata plausibile, soprattutto perché The Tall Man è un antagonista con caratteristiche tali da meritare maggiore visibilità nel mercato.
Il franchise combina slasher, componenti fantascientifiche e orrore surreale, generando un mix unico. The Tall Man viene quindi visto come una figura da rilanciare, anche tramite un recasting che mantenga l’identità del villain e ne permetta una “resurrezione” contemporanea.

  • Don Coscarelli
  • Angus Scrimm

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