Recensione del Film L’Innocenza di Hirokazu Kore-eda: Un Capolavoro Imperdibile

L’innocenza, diretto da Hirokazu Kore-eda e presentato al Festival di Cannes 2023, offre una rappresentazione affascinante e intelligente di complessi legami familiari. Il film esplora temi di gossip e distorsione della realtà attraverso narrazioni intrecciate che si uniscono in una conclusione liberatoria.

La trama di L’innocenza

Nel film, la storia si sviluppa attorno a una serie di eventi ricorrenti che mirano a svelare la verità. Nonostante l’apparente struttura di un giallo tipico di Agatha Christie, il vero scopo di Kore-eda non è individuare un colpevole, ma piuttosto esporre i pregiudizi esistenti nelle diverse prospettive. La storia prende inizio da un’esplosione e un incendio in un hostess-bar, eventi che accendono il pregiudizio verso il personaggio di Hori, un insegnante. Le narrazioni si sviluppano con una continua manipolazione della percezione, mantenendo lo spettatore sempre in bilico sulle reali dinamiche dei fatti.

Le diverse prospettive

Tutti i protagonisti – Saori (interpreata da Sakura Ando), Hori (Eita Nagayama), e il giovane Minato (Soya Kurokawa) – sono inseriti in una trama intricata, in cui ognuno rappresenta una parte diversa della verità. Questo gioco di punti di vista macchia la figura di Mr. Hori, inizialmente dipinto come un colpevole di molestie, per poi svelare le reali complessità del suo personaggio.

Un soffio di liberazione

Come un enigma da risolvere, il film arriva a una sorta di catarsi quando il punto di vista passa a Minato. Il personaggio è svelato non come un semplice bullo, ma come un ragazzo che cerca di difendere Eri (Hinata Hiiragi), una vittima di bullismo a scuola e in famiglia. Attraverso questa lente, si affrontano anche tematiche legate alla comunità LGBT, nella figura di Eri. La preside svela il suo segreto e, con un soffio di tromba, le tensioni della città si dissolvono, lasciando spazio a una rinnovata speranza per il futuro.


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