Pianeta delle scimmie: classifica di tutti i film in base a quanto è spaventoso il finale
Le storie di Planet of the Apes hanno sempre condiviso un tratto comune: la sensazione che la fine non porti mai un vero sollievo. Anche quando i protagonisti sembrano avvicinarsi a un equilibrio, le ultime immagini riportano l’attenzione su conseguenze dure, guerre, mutamenti biologici e destini irreversibili. Di seguito viene proposta una selezione dei finali più inquietanti dell’intera saga, ordinati in modo discendente, con focus sugli snodi narrativi che chiudono le storie in modo cupo o disturbante.
10) planet of the apes (2001): fine tra fuga e realtà distorta
Il remake di Tim Burton punta su un impatto visivo notevole, anche grazie alle protesi e al lavoro di Stan Winston. Nonostante questo, la pellicola viene accolta con giudizi negativi da critica e pubblico, tanto da compromettere la fiducia in progetti futuri.
Il finale risulta tra i più allarmanti per via della sua natura apertamente negativa. Mark Wahlberg riesce a scappare dal pianeta degli umaniidei e viaggia nello spazio prima di schiantarsi su un luogo che sembra la Terra. Il colpo di scena arriva quando, osservando i dettagli, si scopre che il Lincoln Memorial è stato sostituito da una versione “scimmiesca” del sedicesimo presidente. L’effetto complessivo chiude la storia con un messaggio privo di speranza.
- Mark Wahlberg
9) kingdom of the planet of the apes: futuro che non promette pace
Kingdom of the Planet of the Apes è ambientato nel periodo tra la cosiddetta “trilogia di Caesar II” e il primo film della saga originale. L’evoluzione delle scimmie continua, mentre si intravede la possibilità di un ultimo grande conflitto tra scimmie e umani.
La traiettoria narrativa segue Soona, personaggio umano centrale, che lascia le scimmie per unirsi a un insediamento umano. In questo contesto vengono riattivati i satelliti in orbita terrestre e viene facilitata la comunicazione tra i sopravvissuti. Il finale, però, lascia inquietudine: le azioni di Soona vengono collegate a un esito finale che porta alla distruzione di ciò che resta dell’umanità.
- Soona
8) dawn of the planet of the apes: guerra inevitabile dopo la “stabilità”
Dawn of the Planet of the Apes riprende da un mondo devastato dalla Simian Flu. Umani e scimmie, in parte legate alla memoria di Caesar e alla comunità di Muir Woods, cercano di evitare lo scontro e mantenere una vita pacifica. Il tentativo non regge a lungo.
Il film culmina con l’assalto guidato da Koba, il primate che aveva provato a uccidere Caesar. Nonostante Caesar riesca a fermare la violenza, ogni prospettiva di convivenza svanisce. Il finale viene ulteriormente reso tragico da una rivelazione: Caesar apprende che gli umani che lo avevano valorizzato con più intensità potrebbero essere morti proprio a causa della stessa condizione che aveva portato l’intelligenza nei primati.
- Koba
- Caesar
7) war for the planet of the apes: morte e regressione della lingua
War for the Planet of the Apes chiude la trilogia di Caesar II con un tono amaro. La storia porta a impedire l’uso delle scimmie come forza lavoro forzata da parte delle truppe di Colonel McCullough, interpretato da Woody Harrelson, evitando che l’“Alpha-Omega” trasformi la conquista in schiavitù sistematica.
Il risultato, però, non salva la dimensione personale del destino: Caesar viene ferito mortalmente. Il parallelismo con Mosè è esplicito nella dinamica finale: nonostante l’impegno, Caesar non può raggiungere la “terra promessa” insieme ai suoi. A rafforzare l’oscurità, il film mostra che la Simian Flu non si limita a cambiare: regredisce gli umani, sottraendo loro la possibilità di parlare. Questo elemento ricollega direttamente le origini del mondo presentato nei film successivi.
- Woody Harrelson (Colonel McCullough)
- Caesar
- Colonel McCullough
6) battle for the planet of the apes: statue, lacrime e memoria senza speranza
Battle for the Planet of the Apes chiude l’originaria saga in cinque parti, collocandosi però nel passato rispetto ai primi due film. L’idea era chiudere un’epopea con la prospettiva di un cambiamento storico: grazie al tempo, umani e scimmie dovrebbero imparare a vivere insieme.
Il film termina in modo emotivamente pesante. Il Lawgiver racconta a bambini scimmie e bambini umani la storia di Caesar, scimpanzé che aveva trovato una via per avvicinare i due mondi. Mentre i ragazzi si concentrano sui compiti, la camera si sofferma su una statua di Caesar con una lacrima nell’occhio. La lettura implicita è che dolore e sventura attendono ancora sia le scimmie sia gli umani, nonostante la chiusura della saga.
- Lawgiver
- Bambini scimmie
- Bambini umani
5) rise of the planet of the apes: sollievo immediato, crollo finale
Rise of the Planet of the Apes presenta un finale relativamente più positivo rispetto ad altri capitoli. Nelle ultime fasi, dopo la fuga da San Francisco e l’ingresso nel territorio dei Muir Woods, Will e Caroline, due umani legati a Caesar, ritrovano il gruppo. Caesar esce dalla vegetazione, avvicina la testa a Will e pronuncia “Caesar… is… home”, prima di allontanarsi con la propria gente tra gli alberi.
L’evoluzione del sentimento cambia quando partono i titoli di coda. Le immagini mostrano la diffusione della Simian Flu e il collasso della società. Il contrasto tra il ricongiungimento e l’impatto del futuro rende evidente che i film successivi non rinunceranno a conclusioni cupe.
- Caesar
- Will
- Caroline
4) conquest of the planet of the apes: la rivolta e l’ultima umiliazione
Conquest of the Planet of the Apes racconta la prima grande rivolta delle scimmie guidata dal Caesar I originale, che porta alla presa di controllo di una città futuristica per gli standard del 1972. Le scimmie, trasformate in schiavi dagli esseri umani, riescono finalmente a parlare. Il momento si riassume nella celebre esclamazione di Caesar: “No!”.
Il finale pubblicato mostra gli umani inginocchiati, vivi solo perché Caesar ordina di non ucciderli. Il film, però, ha avuto anche un epilogo alternativo più duro: nella prima versione, Caesar avrebbe imposto alle scimmie di uccidere tutti gli umani, chiudendo su una città in fiamme con una strage completa.
- Caesar I
3) planet of the apes (1968): la devastazione diventa riconoscimento
L’uscita del 1968 presenta un finale tra i più noti e più spietati. Charlton Heston interpreta Taylor che si ritrova in ginocchio davanti alla Statua della Libertà distrutta. La realizzazione è netta: l’umanità ha distrutto sé stessa tramite una guerra nucleare.
Il finale colpisce per l’effetto di chiusura. La transizione verso il buio avviene senza consolazioni, lasciando solo il suono delle onde mentre scorrono i titoli di coda. Anche se la trama finale è ormai ampiamente conosciuta, la conclusione continua a mantenere un impatto significativo.
- Charlton Heston (Taylor)
2) escape from the planet of the apes: tentativo di salvezza e colpo finale
Escape From The Planet Of The Apes introduce un cambio di tono: il terzo film della saga originale sceglie una struttura più vicina alla commedia. Nonostante ciò, la narrazione termina in un modo che non lascia margini di speranza.
Il film segue Zira, Cornelius e Milo, che dopo essere fuggiti dal pianeta degli apes tornano nel tempo, finendo all’inizio degli anni ’70. La vicenda prende una direzione drammatica quando il governo statunitense individua che, in futuro, le scimmie domineranno il mondo e che il bambino che Zira porta in grembo è collegato alla caduta dell’umanità.
La conclusione vede l’esercito USA inseguire Zira, Cornelius e il loro neonato fino a un cantiere navale, con l’eliminazione di tutti e tre. La storia include però una svolta: il vero bambino di Zira e Cornelius risulta vivo e cresce in un circo itinerante. La sensazione finale rimane comunque inquietante, perché il bambino è destinato a diventare Caesar e quindi a innescare la fine dell’umanità.
- Zira
- Cornelius
- Milo
- Il bambino di Zira e Cornelius
1) beneath the planet of the apes: fine cosmica e ordigno alpha omega
Beneath The Planet of the Apes nasce senza aspettative di continuazione. La produzione decide di realizzare un seguito dopo l’ordine della 20th Century Fox, con l’intento di portarlo avanti solo per quel momento. In questo contesto, Charlton Heston accetta di tornare soltanto se il suo personaggio, Taylor, viene eliminato.
La scelta si spinge oltre la semplice morte: Taylor deve contribuire a far esplodere l’intero pianeta. Il film mette in scena lo scontro tra scimmie e umani mutanti che vivono sotto terra e adorano un’arma nucleare chiamata “Alpha Omega”. Al centro della vicenda ci sono Brent, un astronauta inviato a cercare la nave di Taylor, e Taylor stesso.
Nel finale, durante il combattimento tra scimmie, mutanti, Brent e Taylor, Brent e Taylor vengono colpiti a morte. Brent muore all’istante, mentre Taylor—con l’ultimo respiro—fa partire il bombardamento apocalittico. La chiusura è costruita su una trasformazione visiva: lo schermo vira a un bianco accecante, mentre si sente il rumore di un razzo e arriva una voce narrante.
Il messaggio finale descrive un pianeta verde e insignificante che “è ora morto”, inserendo la distruzione in una cornice cosmica di irrilevanza assoluta dell’esistenza umana. Nonostante la durezza del congedo, la saga proseguirà comunque.
- Brent
- Taylor
- Umani mutanti
- Scimmie
personaggi presenti nella saga (cast menzionato)
Nell’elenco del cast associato alla saga risultano inclusi diversi interpreti e volti chiave per i vari capitoli cinematografici:
- Charlton Heston
- Roddy McDowall
- Kim Hunter
- Maurice Evans
- James Whitmore
- Linda Harrison
- Mark Wahlberg
- Helena Bonham Carter
- Tim Roth
- Michael Clarke Duncan
- Paul Giamatti
- James Franco
- Andy Serkis
- John Lithgow
- Freida Pinto
- Gary Oldman
- Keri Russell
- Kodi Smit-McPhee
- Jason Clarke
- Toby Kebbell
- Judy Greer
- Woody Harrelson
- Amiah Miller
- Kevin Durand
- Dichen Lachman
- William H. Macy
- Owen Teague
- Freya Allan