Mortal kombat: tutti i film in ordine dal maggior incasso al più basso

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Per anni, le trasposizioni cinematografiche dai videogiochi hanno faticato a costruire un consenso stabile. Nonostante l’esistenza di titoli apprezzati, il panorama ha incluso anche numerosi flop. Nel caso di Mortal Kombat, la saga ha rispecchiato questo andamento: alcune produzioni hanno lasciato un segno duraturo, altre hanno mancato l’impatto atteso. Tornando su una pausa durata oltre due decenni e approdando ai reboot più recenti, il confronto tra incassi diventa un modo concreto per misurare l’evoluzione del franchise.
Di seguito viene ricostruita la classifica basata sulle performance al botteghino dei film della serie, con dati aggiornati a giugno 2026. Il confronto evidenzia anche una differenza di contesto: i film storici hanno avuto più tempo per generare entrate, mentre i reboot devono dimostrare la propria capacità di attrazione in tempi più rapidi.

mortal kombat ii (2026) – 128 milioni

Mortal Kombat II è la più recente aggiunta al franchise, con l’uscita avvenuta a maggio 2026. Il film ha inoltre superato un traguardo significativo: ha dethroned l’originale in termini di incassi, ribaltando una leadership rimasta valida per oltre tre decenni. La storia riparte immediatamente dopo Mortal Kombat (2021) e si presenta con una struttura più vicina a un torneo classico, come si riscontra spesso nelle dinamiche dei picchiaduro.
L’edizione 2026 introduce un antagonista legato ai videogiochi, con Shao Khan interpretato da Martyn Ford. Lo stesso personaggio era già presente in Mortal Kombat: Annihilation, mantenendo continuità con il passato della saga. Nel cast compare anche Karl Urban come Johnny Cage, personaggio assente nella formazione del 2021. Anche Kano, interpretato da Josh Lawson, contribuisce a un registro ricco di battute e riferimenti pop, bilanciati da momenti in cui il film accelera verso tensione e posta in gioco.
Tra i punti narrativi messi in evidenza rientra anche una sezione di backstory dedicata a Kitana, interpretata da Adeline Rudolph, con il modo in cui è arrivata a combattere per Shao Khan. La spinta del marketing è indicata come un fattore utile a raggiungere un pubblico ampio, ma il successo viene attribuito anche a un possibile effetto di passaparola.
Dal punto di vista tecnico e di contenuto, il film mantiene la classificazione R, come il predecessore, con fatality descritte come particolarmente brutali. Gli effetti speciali risultano curati e la pellicola dispone di un grande roster di fan-favorite, tra cui Baraka e Jade. Kung Lao, interpretato da Max Huang, torna sullo schermo e viene segnalato uno dei duelli più efficaci tra quelli apparsi nei nuovi film, affiancato da una performance di Ludi Lin come Liu Kang.

  • Shao Khan (Martyn Ford)
  • Johnny Cage (Karl Urban)
  • Kano (Josh Lawson)
  • Kitana (Adeline Rudolph)
  • Kung Lao (Max Huang)
  • Liu Kang (Ludi Lin)
  • Baraka
  • Jade

mortal kombat (1995) – 122,2 milioni

Il Mortal Kombat (1995) è indicato come un riferimento fondamentale per chi segue le adattazioni dai videogiochi e, più in generale, per la saga. La trama viene descritta come diretta e costruita intorno ai giochi: i migliori combattenti di un mondo devono affrontarsi in un torneo per decidere il destino di Earthrealm, mentre l’altra fazione proviene da Outworld. In questo contesto, la difficoltà cresce perché i rappresentanti di Outworld dispongono di abilità soprannaturali e sovrumane.
La resa dei personaggi viene presentata come un punto di forza: Robin Shou, Linden Ashby e Bridgette Wilson-Sampras formano un gruppo carismatico, mentre Christopher Lambert interpreta Raiden in modo efficace. Sul versante dei nemici, viene evidenziata la performance di Cary-Hiroyuki Tagawa come Shang Tsung: la caratterizzazione è associata a battute memorabili e a un comportamento coerente con la figura di stregone e guerriero.
Un’altra componente chiave è rappresentata dalle scene di combattimento. Anche se la pellicola degli anni ’90 è PG-13, le battaglie restano tra le più note della serie. In particolare, il duello tra Johnny Cage e Scorpion viene citato come momento di massimo interesse, grazie a richiami al materiale di origine e a un confronto rimasto intenso anche senza aver giocato.

  • Robin Shou (Liu Kang)
  • Linden Ashby (Johnny Cage)
  • Bridgette Wilson-Sampras (Sonya Blade)
  • Christopher Lambert (Raiden)
  • Cary-Hiroyuki Tagawa (Shang Tsung)
  • Scorpion

mortal kombat (2021) – 84,4 milioni

Mortal Kombat (2021) viene descritto come un ritorno deciso della saga sul grande schermo, affidato a un nuovo cast e a una storia impostata su eventi precedenti a un torneo. Il film prova a soddisfare insieme nuovi spettatori e fan di lunga data, con la necessità di bilanciare aspettative diverse.
La pellicola include personaggi già conosciuti dai giochi, accompagnandoli con motivazioni e retroscena pensati per essere comprensibili anche a chi non ha dimestichezza con la lore. In parallelo viene introdotto anche Cole Young, interpretato da Lewis Tan, descritto come un combattente originale. Pur generando critiche da una parte del pubblico, viene evidenziato come elemento immediatamente riconoscibile, in grado di permettere l’accesso al mondo narrativo senza sovraccaricare con riferimenti pregressi.
Rispetto a Mortal Kombat: Annihilation, le effetti speciali del 2021 vengono presentati come nettamente più efficaci. I combattenti storici come Scorpion e Sub-Zero risultano valorizzati, con attenzione al dettaglio e richiami rispettosi al materiale di origine, includendo anche mosse speciali e design dei costumi.
La violenza viene confermata dalla classificazione R: il film non evita le mosse cruente associate ai fatality. Il risultato complessivo è indicato come un ritorno a una forma coerente, sostenuto da una trama compatta e da un cast solido. Tra gli elementi che alleggeriscono i toni viene citato Kano (Josh Lawson), capace di inserire humor attraverso prese in giro verso il materiale di partenza.

  • Cole Young (Lewis Tan)
  • Scorpion
  • Sub-Zero
  • Kano (Josh Lawson)

mortal kombat: annihilation (1997) – 51,3 milioni

Mortal Kombat: Annihilation è il secondo film della saga e viene presentato come una produzione in cui il consenso risulta molto più frammentato rispetto al predecessore. La vicenda si colloca subito dopo gli eventi del film del 1995: Earthrealm ha infatti sconfitto Outworld in Mortal Kombat e, almeno in teoria, impedisce a Outworld di invadere.
Nonostante i risultati del torneo, Outworld tenta comunque l’attacco, introducendo combattenti che non compaiono nel primo film. L’analisi sottolinea differenze evidenti già dall’impostazione iniziale, a partire dal cambiamento nel cast: se Robin Shou torna nei panni di Liu Kang, alcuni interpreti principali non riprendono i rispettivi ruoli, tra cui Christopher Lambert (Raiden), Linden Ashby (Johnny Cage) e Bridgette Wilson-Sampras (Sonya Blade).
La pellicola introduce come antagonista principale Shao Khan, interpretato da Brian Thompson. La presenza del personaggio viene descritta come coerente con la sua natura minacciosa, ma la storia viene definita disgiunta, soprattutto per l’assenza di un torneo capace di tenere insieme l’intreccio. Inoltre, diversi combattenti preferiti dal pubblico vengono segnalati come poco valorizzati.
Anche gli aspetti visivi vengono discussi: l’uso massiccio della CGI risulta problematico per un film di fine anni ’90, con alcune sequenze che non convincono appieno. La prestazione al botteghino viene utilizzata come indicatore del mancato impatto: Annihilation incassa meno della metà rispetto al primo titolo, circostanza che viene collegata alla lunga pausa del franchise.

  • Robin Shou (Liu Kang)
  • Brian Thompson (Shao Khan)
  • Christopher Lambert (non riprende Raiden)
  • Linden Ashby (non riprende Johnny Cage)
  • Bridgette Wilson-Sampras (non riprende Sonya Blade)

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