Monia Chokri presidente di giuria della Caméra d’Or a Cannes 79
L’edizione 2026 del Festival di Cannes mette al centro la Caméra d’Or e la scelta dei film d’esordio più meritevoli. La guida della giuria viene affidata a una figura di primo piano del cinema contemporaneo, con un incarico che collega sensibilità autoriale e selezione internazionale. Il nome al centro della scena è quello della regista, attrice e sceneggiatrice Monia Chokri, chiamata a presiedere la giuria e a definire il vincitore tra le opere candidate nelle sezioni dedicate ai debutti.
monia chokri alla presidenza della caméra d’or a cannes 2026
La Monia Chokri quebecchese sarà alla guida della giuria della Caméra d’Or alla 79ª edizione del Festival di Cannes. L’incarico prosegue l’eco di una tradizione che vede, tra le figure di riferimento, anche la regista italiana Alice Rohrwacher. La giuria sarà composta da quattro membri e, insieme alla presidente, avrà il compito di individuare il miglior film d’esordio.
La selezione riguarderà le opere presentate in tre contesti della manifestazione:
- Selezione Ufficiale
- Settimana della Critica
- Quinzaine des Réalisateurs
L’annuncio del vincitore avverrà nel corso della Cerimonia di Chiusura, prevista sabato 23 maggio.
il significato del film d’esordio secondo monia chokri
Nel suo ruolo, Monia Chokri descrive il film d’esordio come un passaggio decisivo: un’esperienza intensa in cui l’identità artistica prende forma nelle immagini. Il suo punto di vista mette in risalto l’elemento di verità e la dimensione di fragilità, legate alla fase in cui un’opera debutta e si fa riconoscere.
La presidente della Caméra d’Or associa questa fase a una spinta liberatoria, descritta come:
- un risveglio dell’artista
- un momento cruciale di messa a nudo
- una progressiva acquisizione di potere davanti al pubblico
- la libertà di essere pienamente se stessi
monia chokri tra libertà creativa e intolleranza per la mediocrità
La poetica di Monia Chokri viene presentata come fortemente legata alla libertà creativa e all’energia dell’estro. In questo quadro si inserisce anche una posizione netta rispetto alla mediocrità, un aspetto sottolineato da Xavier Dolan. La sua scrittura, la sua regia e il modo di mettere in scena i personaggi portano in evidenza imperfezioni che rimettono in discussione il rapporto tra individui e società.
Nei film emerge un’intimità spesso rara sullo schermo, costruita con un impianto contemporaneo e con temi definiti come universali ma affrontati in modo decostruito. Le opere alternano toni differenti in poche scene, facendo spazio a registri:
- sentimentali
- comici
- sensuali
Il percorso viene completato da scelte stilistiche riconoscibili, tra cui una spinta estetica definita come pop art, colonne sonore considerate incisive e un montaggio dinamico, oltre a dialoghi che mirano a intercettare la vitalità della vita.
i film di monia chokri che consolidano lo sguardo autoriale
La candidatura e la presidenza della Caméra d’Or si appoggiano su un profilo cinematografico già consolidato. La regista è passata dietro la macchina da presa a partire dal 2013 con il primo cortometraggio An Extraordinary Person, presentato come disilluso ma capace di generare anche momenti esilaranti, interpretato da Anne Dorval.
Il lavoro prosegue con una serie di lungometraggi indicati come caustici ed energici. Tra questi vengono citati:
- A Brother’s Love (Coup de coeur du Jury, Un Certain Regard 2019)
- Babysitter (2022)
A Brother’s Love viene collegato allo studio dei legami familiari e alle pressioni che gravano sulle donne, mentre Babysitter è descritto come centrato su dominazione e misoginia contemporanea.
the nature of love: da un certo regard al riconoscimento
Il terzo lungometraggio, The Nature of Love, indicato come lavoro che consacra Monia Chokri tra le registe di riferimento della sua generazione, arriva dopo una presenza nella sezione Un Certain Regard del 2023. L’opera ottiene poi il Premio César come miglior film straniero nell’anno successivo.
La storia d’amore viene descritta come costruita anche grazie a un’estetica degli anni ’70, con una riflessione dedicata all’amore romantico, alle relazioni e al contesto sociale. In questo quadro si distinguono due ambienti: quello intellettuale e benestante, in cui lo snobismo può sfociare nel grottesco, e l’altro legato a una famiglia modesta e meno istruita, che alcuni potrebbero interpretare in chiave derisoria come volgare. Il fulcro viene individuato nell’analisi dei rapporti di classe condotta con rigore e delicatezza.
Si segnala anche la rilevanza dell’esibizione sul palco della Salle Debussy descritta come particolarmente memorabile.
monia chokri anche come attrice: presenza in film importanti
Anche la dimensione attoriale è richiamata come parte integrante del percorso. Monia Chokri non viene presentata solo come regista, ma anche come attrice, con lavori conosciuti che includono titoli di Xavier Dolan e di Anna Cazenave Cambet.
Tra le opere citate come più note:
- Heartbeats e Laurence Anyways di Xavier Dolan
- Love Me Tender di Anna Cazenave Cambet (Un Certain Regard 2010, 2012 e 2025)
think good a cannes: il nuovo film e la giuria della caméra d’or
Per il ritorno sul grande schermo, è indicato un ruolo legato al nuovo film di Géraldine Nakache, Think Good, presentato nella sezione Première del Festival di Cannes. In questa occasione Monia Chokri sarà affiancata da figure selezionate dalle associazioni che, ogni anno, compongono la giuria della Caméra d’Or.
Le associazioni coinvolte vengono elencate in modo specifico:
- Associazione francese dei direttori della fotografia
- Unione francese dei critici cinematografici
- Società dei registi
- Federazione delle industrie cinematografiche, audiovisive e multimediali