Les Roches Rouges: recensione da Cannes 79 del ritorno neorealista di Bruno Dumont
Il ritorno di Bruno Dumont nella Quinzaine des Réalisateurs riporta al centro un regista noto per scelte radicali e per uno sguardo capace di trasformare i dettagli in chiavi narrative. In questa occasione, con Les Roches Rouges, l’attenzione si sposta su una comitiva di bambini e su un universo visivo che punta a rendere l’ambientazione un terreno quasi incantato. Di seguito vengono organizzati i punti chiave che definiscono l’opera, dagli elementi tematici alle scelte stilistiche, fino al modo in cui la storia rielabora suggestioni del neorealismo.
bruno dumont alla quinzaine con les roches rouges e il supporto nightswim
Il regista che aveva già conquistato la Quinzaine nel 1997 torna in quella cornice, stavolta con il sostegno della produzione Nightswim. La presenza della società di produzione nostrana rappresenta anche una delle rare ricorrenze italiane in questa edizione.
Punti di contesto:
- Ritorno alla Quinzaine dopo l’esordio del 1997
- Supporto della casa di produzione Nightswim
- Presenza italiana tra le poche segnalate in annata
amore impossibile e conflitto tra fazioni: da romeo e giulietta a dumont
Colpisce il riemergere dell’interesse verso Romeo e Giulietta da parte di Dumont: un riferimento che si intreccia con una sua idea di fondo, legata a un amore impossibile e a un conflitto destinato a ripetersi senza soluzione. In L’Empire e in Les Roches Rouges l’ossatura della narrazione appare costruita attorno a una dinamica di contrapposizione tra due schieramenti, oltre che su una dimensione che continua nel tempo.
l’evoluzione rispetto a l’empire: dal duello delle opposizioni alla scala dei piccoli
Nel penultimo film lo scontro era reso in modo esasperato, con una logica basata su due elementi percepiti come inconciliabili, indicati come 0 e 1. In questa nuova opera, invece, la prospettiva cambia: Dumont sceglie di abbassare l’obiettivo e di guardare dal livello dei protagonisti, adottando una poetica affine al pedinamento collegato a Cesare Zavattini.
costa azzurra e protagonisti: i bambini come motore narrativo
La regia non abbandona la Costa Azzurra, ma trasferisce il baricentro della narrazione su una comitiva di bambini. L’idea centrale è che questi piccoli personaggi, lungo la filmografia di Dumont, siano spesso presentati come figure capaci di portare avanti un’energia sociale e politica, pur restando ancora lontani dai drammi della vita adulta.
Caratterizzazione dei protagonisti:
- la comitiva di bambini diventa il centro dell’azione
- i bambini vengono descritti come entità aliene
- l’interesse dominante include lo scherzo agli adulti incontrati
- l’elemento ricorrente è il lancio da altissime scogliere
- l’azione si colloca in un contesto dal colore rosso particolarmente evidente
les roches rouges: visuale travolgente e immagini trasformate
Les Roches Rouges emerge tra le opere dell’autore come la proposta più visivamente intensa. Il risultato viene attribuito sia a un accurato location scouting, sia al modo in cui Dumont decide di snaturare le immagini che riprende.
Scelte stilistiche rilevate:
- Colorazioni delle rocce e del mare rese in modo non realistico
- uso frequente di anamorfici con effetto distorcente
- produzione di un distacco dalla realtà osservata
da una distorsione visiva a un’atmosfera fiabesca
Pur mantenendo un lavoro di trasformazione dell’immagine, l’operazione non porta verso un surrealismo percepito come respingente. Il risultato tende piuttosto a costruire un’atmosfera fiabesca, capace di rendere lo scenario meno aderente al dato quotidiano e più vicino a un mondo immaginifico.
un’utopia del male nella semplicità dell’abbraccio: neorealismo e controtendenza
La lettura dell’opera mette in evidenza un cambio di direzione rispetto al nichilismo tradizionalmente associato a Dumont. Qui si osserva l’accantonamento di un atteggiamento di sfiducia, lasciando spazio alla ricerca di una vita migliore anche senza rifugi in luoghi altri: né in isolamenti legati alla fede religiosa, né in fughe verso universi dichiaratamente fantastici.
In questo quadro, la storia trova una risposta al male nella semplicità di un gesto: un abbraccio possibile tra due bambini. L’azione viene descritta come goffa e sgraziata, involontariamente dolorosa, ma al tempo stesso costruita su una sincerità disarmante.
Elementi tematici principali:
- superamento del nichilismo in favore di una prospettiva più costruttiva
- assenza di fuga in mondi “altri” come soluzione
- approdo dell’utopia nella semplicità di un gesto umano
- rielaborazione della lezione neorealista in controtendenza rispetto all’attualità
conclusione: un amore impossibile visto con occhi infantili
Il progetto complessivo di Les Roches Rouges rimette al centro un’idea di amore impossibile dentro una cornice di conflitto tra fazioni, ma lo fa attraverso una prospettiva che privilegia l’energia dei bambini e una resa visiva che trasforma la realtà in fiaba. Ne deriva un film che unisce poetica, pedinamento e scelte cromatiche e ottiche fortemente caratterizzate, con un senso di utopia affidato a un gesto elementare ma decisivo.