Il diavolo veste prada: perché meryl streep rifiutò il ruolo inizialmente
Meryl Streep ha spiegato come un rifiuto iniziale, legato a una strategia di negoziazione, abbia preceduto l’interpretazione che ha definito Miranda Priestly ne Il Diavolo veste Prada. A distanza di tempo e con il ritorno nel sequel, emergono dettagli su quel passaggio decisivo e sul modo in cui ha influenzato l’intero percorso della sua carriera.
perché meryl streep rifiutò inizialmente il ruolo ne il diavolo veste prada
A oltre vent’anni dall’uscita di Il Diavolo veste Prada, tornano alla ribalta i retroscena su uno dei ruoli più iconici della filmografia di Meryl Streep. L’attrice, oggi di nuovo nei panni di Miranda Priestly nel sequel, ha raccontato di aver inizialmente scartato l’offerta che in seguito l’avrebbe resa nuovamente un punto di riferimento per il grande schermo.
Durante un’intervista rilasciata a Today, insieme ai co-protagonisti Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci, Streep ha ricordato quel momento con un tono ironico, spiegando che nel periodo in cui le proposte furono recapitate era emersa la possibilità di allontanarsi dalle scene. In particolare, nel 2006 l’attrice aveva 56 anni e stava valutando seriamente un ritiro dalla recitazione.
La dinamica descritta è stata chiara: dopo la lettura della sceneggiatura, la qualità del progetto era risultata evidente, ma la risposta iniziale era stata negativa. Secondo quanto riportato, Streep avrebbe dichiarato:
- “Ho letto la sceneggiatura ed era fantastica”
- “Mi hanno chiamata e fatto un’offerta, e io ho detto: ‘No, non lo farò’”
Da quel punto in avanti, la scelta avrebbe potuto cambiare l’esito complessivo del film, prima di arrivare a una soluzione che, col senno di poi, ha assunto un peso enorme.
gli ospiti e i co-protagonisti citati nell’intervista
- Anne Hathaway
- Emily Blunt
- Stanley Tucci
la trattativa che cambiò tutto con meryl streep
Il rifiuto iniziale non sarebbe dipeso dalla scarsa fiducia nel progetto, né da dubbi sull’impatto del racconto. Stando alle parole dell’attrice, il nodo centrale era strategico: l’attrice avrebbe percepito fin da subito il potenziale di Il Diavolo veste Prada e avrebbe deciso di “mettere alla prova” la produzione per ottenere un compenso maggiore.
La logica descritta ruotava attorno a una richiesta da far verificare allo studio, con l’obiettivo di capire se fosse possibile arrivare a un aumento. In sintesi:
- convinzione sul successo del progetto
- volontà di raddoppiare la richiesta economica
- risposta positiva arrivata subito
Streep ha infatti spiegato che, sapendo che il film avrebbe funzionato, avrebbe voluto vedere se fosse stato possibile alzare ulteriormente la cifra. In questo contesto, la produzione avrebbe risposto rapidamente con un assenso, chiudendo di fatto la questione dopo il “no” iniziale.
La valutazione finale viene presentata come una forma di presa di coscienza sul valore del proprio lavoro. Secondo quanto dichiarato:
- era necessario comprendere la propria capacità di poter interpretare quel tipo di progetto
- la sensazione di essere indispensabile per la riuscita
In seguito, la scelta è stata determinante: non solo l’attrice ha accettato la parte, ma ha anche dato vita a un’interpretazione diventata memorabile e capace di segnare profondamente la sua carriera.
un ruolo che ha aperto una nuova fase per meryl streep
Il successo di Il Diavolo veste Prada è stato descritto come molto rilevante sia a livello commerciale sia nella ricezione da parte del pubblico. All’interno di questa spinta, Meryl Streep è stata rilanciata anche nel cinema mainstream, trasformandosi in una presenza centrale per le produzioni di ampia visibilità.
Il periodo successivo viene associato a una serie di traguardi di rilievo. Tra quelli citati compaiono Mamma Mia! e È complicato. Il percorso ha poi condotto fino al terzo Oscar vinto nel 2012 con The Iron Lady, mentre la sua interpretazione di Miranda Priestly le avrebbe garantito anche una candidatura agli Academy Awards.
In questo quadro, il ruolo torna a essere il punto di svolta che ha contribuito ad avviare una fase ulteriore e stabile della carriera, rafforzando ulteriormente l’immagine di Streep come protagonista capace di guidare storie dal forte impatto.
successi menzionati dopo il film
- Mamma Mia!
- È complicato
- The Iron Lady (terzo Oscar nel 2012)
il diavolo veste prada 2: il ritorno dopo 20 anni di meryl streep
Nel presente, Meryl Streep è pronta a rientrare nello stesso universo che aveva quasi rifiutato. Il Diavolo veste Prada 2 viene indicato come un ritorno sul grande schermo dopo cinque anni, e come un film live action che riunisce parte del cast di partenza.
Il sequel, secondo le informazioni riportate, include nuovamente il cast originale, con Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci. Il valore del ritorno risulta amplificato dal collegamento con quella prima scelta: senza la trattativa che ha sbloccato la situazione e senza l’accettazione finale del ruolo, l’interpretazione di Miranda Priestly e, in generale, la fisionomia del film avrebbero potuto essere differenti.