Franchise cinematografiche da miliardi di dollari scomparse

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Alcune saghe cinematografiche, dopo aver raggiunto traguardi economici enormi, sembrano scomparire dall’agenda dei grandi studio. In un mercato guidato dai profitti, questo fenomeno risulta difficile da spiegare: se un franchise ha incassato oltre 1 miliardo di dollari, la domanda di nuovi capitoli tende a rimanere alta. Di seguito vengono raccolte alcune serie da incassi miliardari che, nonostante il potenziale, oggi non risultano presenti con nuove uscite.

franchise miliardarie scomparse: il caso lego movie

La serie Lego, composta da quattro film, arriva appena a superare la soglia dei 1,1 miliardi di dollari. Pur essendo il risultato di un esperimento creativo legato a un marchio popolare, il brand appare sorprendentemente assente nel panorama delle grandi uscite attuali.
Il primo capitolo, The Lego Movie (2014), viene descritto come un utilizzo efficace dell’IP giocattolo, capace di generare seguito e contenuti collegati. In generale, i film legati a Lego vengono indicati come economicamente sostenibili e con ampie possibilità di continuazione.
Nonostante questo, elementi di filiera frenano l’evoluzione del progetto. The Lego Ninjago Movie non avrebbe soddisfatto le aspettative e viene considerato un episodio di minor impatto. Inoltre, una produzione che avrebbe potuto sembrare naturale—come una prosecuzione principale o un possibile seguito di Lego Batman—non risulta definita.
La ragione principale viene collegata alla distribuzione: i diritti per distribuire i film Lego sarebbero passati a Universal, mentre i personaggi preesistenti resterebbero sotto Warner Bros. Questo implica che eventuali future uscite non sarebbero automaticamente vincolate alla franchigia che ha raggiunto il miliardo.

  • responsabilità produttive e distributive frammentate tra studio e proprietà dei personaggi
  • sviluppi lenti dopo il cambio di diritti nel 2020
  • annunci limitati negli anni successivi

Con questi presupposti, la serie viene presentata come probabilmente conclusa.

the hangover e l’inerzia dopo il picco: 1,4 miliardi di dollari

The Hangover viene associato a un percorso che può sembrare già chiuso, ma il franchise ha mostrato una capacità concreta di generare incassi importanti anche attraverso i sequel. Il film originale viene descritto come un punto di svolta per le commedie R-rated, con un record al botteghino per il genere.
Nel dettaglio, i risultati economici vengono indicati come una curva che cresce e poi cala. L’importo del primo film sfiorerebbe i 470 milioni, mentre il massimo arriverebbe con il secondo capitolo, che tocca circa 586 milioni. Il terzo episodio segnerebbe un ribasso fino a circa 362 milioni.
The Hangover Part III viene quindi ricondotto a una stanchezza del pubblico, con una finestra di rilascio concentrata tra il 2009 e il 2013.
Il racconto si conclude nel terzo film, ma viene sottolineata la possibilità di un ritorno grazie alla scrittura e alla nostalgia. Con più di un decennio trascorso dall’ultimo capitolo, una ripresa potrebbe anche intercettare un rinnovato interesse del pubblico, mentre le commedie in sala inizierebbero a mostrare segnali di ripresa.

  • trilogia conclusa con uscita tra 2009 e 2013
  • picco economico con il secondo film
  • calo marcato nel terzo episodio
  • potenziale rilancio basato su nostalgia

jason bourne in stallo: 1,6 miliardi di dollari e ritorno possibile

Il franchise di Jason Bourne viene raccontato come uno dei pilastri del cinema d’azione dagli anni 2000. A partire dal 2002 con The Bourne Identity, la saga dell’assassino CIA di Robert Ludlum viene presentata come un prodotto pensato per incidere al botteghino.
Nei primi tre film si registra un andamento favorevole. Il cambio di interprete—con la sostituzione di Matt Damon con Jeremy Renner—viene collegato a una frenata: nel 2012, The Bourne Legacy (in assenza di Damon) viene indicato come un passaggio che avrebbe faticato a performare.
La situazione si raddrizzerebbe con il ritorno di Damon in Jason Bourne, che nel 2016 avrebbe superato i 400 milioni. La pellicola viene inoltre indicata come il secondo maggior incasso della serie, quindi non in fase di declino.
Il blocco dei piani per un sesto film nasce soprattutto da problemi di diritti. Dal 2016, i programmi sarebbero stati rallentati dal fatto che Universal avrebbe temporaneamente perso i diritti della saga, con conseguente stallo e ri-negoziazione. Nel 2025, i diritti sarebbero stati riottenuti, ma senza piani ufficiali e concreti.

  • hiatus durato circa un decennio
  • evento diritti: temporanea perdita e riottenimento nel 2025
  • assenza di piani noti per un sesto capitolo
  • possibile rientro cinematografico, con incertezza sul ritorno di Matt Damon

madagascar dopo il picco: 2,2 miliardi di dollari

Madagascar viene collocato tra le saghe familiari che hanno raggiunto cifre plurimiliardarie, ma con una presenza che risulterebbe in fase di indebolimento. Il primo film (2005) viene associato all’attenzione del pubblico e a circa 500 milioni di incasso.
Il primo sequel si sarebbe spinto oltre il miliardo di dollari già con il secondo capitolo. In assenza di un declino immediato, la serie raggiunge il suo massimo con il terzo film, Europe’s Most Wanted, che nel 2012 avrebbe incassato circa 700 milioni, arrivando tra i titoli più alti di quell’anno.
Dopo questo picco, però, una mossa di espansione laterale avrebbe messo in pausa la linea principale. Penguins of Madagascar (2014) non avrebbe centrato le aspettative e viene descritto come un blockbuster flop. Per Madagascar 4 esisteva un piano per il 2018, ma il progetto sarebbe stato cancellato.
Un ulteriore ritorno non viene escluso. Se i film recenti di Shrek e Ice Age dovessero performare bene, c’è l’ipotesi che anche un’altra grande saga d’animazione con grande appeal degli anni 2000 possa riemergere.

  • primo film (2005) vicino a 500 milioni
  • secondo capitolo oltre 1 miliardo
  • terzo film (2012) circa 700 milioni
  • spin-off non soddisfacente e stop a Madagascar 4
  • possibile revival legato alle performance delle saghe concorrenti

pirates of the caribbean: 4,5 miliardi ma nessun sesto film definito

Pirates of the Caribbean viene indicata come la saga di maggior incasso della lista, con circa 4,5 miliardi di dollari. La ripresa della Disney in quel periodo viene collegata alla riuscita della versione live-action, nata anche per capitalizzare la popolarità dell’attrazione dei parchi.
The Curse of the Black Pearl (2003) porterebbe sul grande schermo un classico dell’avventura, incassando oltre 600 milioni. Tre anni dopo, Dead Man’s Chest raggiungerebbe oltre 1 miliardo. Nel 2007, At World’s End arriverebbe quasi allo stesso livello, e il quarto film supererebbe nuovamente il miliardo, trasformando la serie nella prima capace di produrre più titoli oltre la soglia.
Una distanza di circa sei anni ridurrebbe la spinta: Dead Men Tell No Tales (2017) scenderebbe a circa 700 milioni. Nonostante la performance più bassa e una ricezione critica non brillante, il franchise resterebbe una proprietà ancora appetibile per la Disney.
Il tempo trascorso dall’ultima uscita aumenterebbe l’urgenza di decidere. Il produttore Jerry Bruckheimer avrebbe mantenuto un atteggiamento incerto sul sesto capitolo, senza però fissare nulla in modo definitivo. La situazione viene dunque interpretata come una possibile rinuncia a una grande occasione di box office.

  • inizio nel 2003 con incasso oltre 600 milioni
  • traguardo di oltre 1 miliardo con Dead Man’s Chest (2006)
  • At World’s End (2007) vicino allo stesso risultato
  • quarto film sopra 1 miliardo
  • calo nel 2017 con Dead Men Tell No Tales
  • assenza di conferme strutturate sul sesto capitolo

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