Film di guy ritchie, classifica dal peggiore al migliore
Guy Ritchie è un regista noto per una capacità rara: cambiare direzione, mantenendo però riconoscibili tecnica e impronta. La sua carriera, quasi senza soluzione di continuità, attraversa fasi molto diverse, con film che puntano sul ritmo, sull’azione e su narrazioni multilivello. In alcuni casi, l’evoluzione funziona; in altri, emerge il lato più fragile legato a scelte di tono e impostazione.
La selezione seguente mette in ordine alcune opere della filmografia di Ritchie partendo da titoli che hanno ottenuto riscontri più controversi, fino ad arrivare a produzioni capaci di confermare il suo stile. L’attenzione resta sui punti chiave: trama, impostazione, reazioni di critica e pubblico, e alcuni elementi ricorrenti nel suo modo di costruire i film.
17 swept away (2002): l’incrocio tra hollywood e comicità italiana
Nel momento in cui Ritchie stava crescendo come figura internazionale grazie ai suoi film di successo e alla relazione ad alto profilo con Madonna, si è verificato uno scontro tra mondi. Swept Away è una rielaborazione hollywoodiana della commedia italiana del 1974: Madonna interpreta una socialite viziata che si ritrova bloccata su un’isola insieme a un marinaio non disposto a subire l’atteggiamento altezzoso della protagonista.
Il film si è rivelato un punto critico per Ritchie: le sue scelte risultano poco compatibili con un’impostazione satirica e di stampo “screwball”. Il risultato è stato un bilancio estremamente negativo, con numerosi riconoscimenti ai Razzie Awards, inclusi peggior film e peggior regista. Sul piano numerico, la pellicola ha registrato una valutazione molto bassa (28% su Rotten Tomatoes) e incassi contenuti, poco sopra il milione di dollari.
Cast principali:
- Madonna
- Adriano Giannini
- Rupert Everett
- Michael Madsen
16 revolver (2005): storia criminale filosofica poco afferrabile
Dopo l’insuccesso di Swept Away, Ritchie ha lavorato di nuovo con Jason Statham per un altro film di genere gangster. Revolver però non segue le aspettative legate a lavori come Snatch: la pellicola costruisce una storia quasi incomprensibile, incentrata su un giocatore che parte con una missione di vendetta e finisce trascinato in un percorso inatteso.
Il film prova a trasmettere un messaggio attraverso una trama con ambizioni filosofiche, ma la struttura rende difficile trovare appigli concreti per gran parte del pubblico. Il risultato percepito è una sensazione di scarsa presa e una lettura complessiva poco scorrevole, con un impatto definito noioso.
15 fountain of youth (2025): avventura con focus su legami familiari
Fountain of Youth risulta poco considerato rispetto ad altre produzioni di Ritchie, pur rientrando nella sua logica di sperimentazione. Una differenza percepibile riguarda l’aspetto: l’opera non appare immediatamente riconducibile ai tratti più tipici del suo catalogo, eppure l’impostazione resta parte di un raggio d’azione ampio. Inoltre, si tratta di un caso raro nella filmografia del regista, perché non risulta associata almeno a una collaborazione alla scrittura.
La storia segue fratelli separati che si ritrovano e decidono di intraprendere insieme un viaggio per raggiungere la leggendaria fontana. È un’avventura “globetrotting” pensata come esperienza adatta a più livelli di pubblico. Sul fronte critico, le reazioni alla trama non sono state entusiasmanti, mentre viene riconosciuto lo stile di Ritchie e la qualità del cast. In particolare, l’attenzione si concentra su Natalie Portman e John Krasinski, efficaci nelle scene principali.
Cast principali:
- Natalie Portman
- John Krasinski
14 in the grey (2026): operazioni segrete e rapina impossibile
In the Grey viene descritto come una produzione in linea con elementi tipici: la regia mette al centro attori validi e un tipo di azione in grado di valorizzare i momenti più dinamici. La trama ruota attorno a una squadra di operatori d’élite che riceve l’incarico di recuperare un’enorme fortuna da un potente avversario che l’ha sottratta.
La missione si trasforma in un colpo che appare quasi irrealistico, e questo impianto sostiene il ritmo del film. Jake Gyllenhaal e Henry Cavill sono indicati come una coppia funzionante sul piano della performance, mentre Eiza González ottiene una menzione spiccata per presenza scenica. Anche se le recensioni non sono state brillanti, il film ottiene un punteggio alto dal pubblico su Rotten Tomatoes (83%), segnale di un’esperienza riuscita per chi cerca intrattenimento diretto.
Cast principali:
- Jake Gyllenhaal
- Henry Cavill
- Eiza González
13 operation fortune: ruse de guerre (2023): spy con salti di trama e personaggio poco brillante
Ritchie mostra un interesse costante per le pellicole di spionaggio e Operation Fortune nasce con l’obiettivo di creare un agente raffinato e pieno di malizia, capace di competere idealmente con icone come James Bond. Una delle critiche principali riguarda Orson Fortune, interpretato da Jason Statham, descritto come il personaggio meno interessante del film.
La costruzione punta a un protagonista più svincolato e riluttante rispetto ai classici ruoli “stoici” associati a Statham, ma la brillantezza promessa non emerge pienamente. A complicare ulteriormente la ricezione, la trama procede con salti marcati, rendendo meno chiaro da dove arrivi la minaccia e quali siano davvero posta in gioco. In compenso, vengono valorizzate interpretazioni come quelle di Hugh Grant e Aubrey Plaza.
Il film risulta anche caratterizzato da un andamento poco favorevole: un punteggio contenuto su IMDb (6.3/10) e scarsa capacità di lasciare un’impronta significativa al botteghino.
Cast principali:
- Jason Statham (Orson Fortune)
- Hugh Grant
- Aubrey Plaza
12 aladdin (2019): umorismo e azione al servizio della musicalità
La scelta di affidare la regia a chi aveva diretto Snatch non sembrava immediata per un musical Disney, ma l’impostazione di Ritchie si rivela sorprendentemente adatta: umorismo coerente, ritmo preciso e un approccio tecnico costruito per l’azione. In questo modo, l’opera riesce anche a creare un effetto di memoria breve rispetto alla presenza di Robin Williams come voce del Genio nell’originale.
Il film non raggiunge l’incanto del classico di partenza, ma evita un errore tipico delle live-action: non si limita a replicare la storia senza aggiunte, inserendo invece una parte della sua identità. La ricezione critica risulta scarsa, mentre l’elemento a sostegno arriva dal pubblico: il punteggio su Rotten Tomatoes (94% Audience Score) indica una risposta positiva significativa.
Cast principali:
- Robin Williams (riferimento alla versione originale)
11 king arthur: legend of the sword (2017): blockbuster sottovalutato
King Arthur: Legend of the Sword viene descritto come un’opzione che sembra un blockbuster standard, e proprio per questo risulta più facile sottovalutarla. L’opera, invece, viene indicata come uno dei titoli più riscoperti e sottovalutati nella filmografia di Ritchie. Nei remake precedenti, erano presenti alcuni tratti distintivi: violenza con taglio comico e scambi di battute tra i personaggi. In questa versione, quegli elementi non compaiono nella stessa forma.
La risposta tiepida può essere collegata alle aspettative generate dal nome del regista: con Ritchie, il pubblico tende a cercare una firma più riconoscibile. Nonostante ciò, tra le molte interpretazioni di Re Artù citate nella fonte, la pellicola è presentata come un tentativo in grado di superare una sceneggiatura non pienamente brillante grazie soprattutto a azione e dimensione epica.
10 wrath of man (2021): incontro riuscito con statham e svolta più seria
Nel 2021 si torna alla collaborazione tra Ritchie e Jason Statham, dopo Revolver del 2005. Il film racconta la storia di un autista di un mezzo blindato appena assunto, dotato di una motivazione che va oltre la semplice ricerca di lavoro. In base alla fonte, l’opera rappresenta un passaggio verso un registro più serio, elemento considerato rinfrescante dopo l’energia eccessiva di The Gentlemen.
Anche qui emergono limiti: se Ritchie ha spesso perfezionato narrazioni multilivello, questa volta l’intreccio tra linee narrative non risulta fluido. Nonostante ciò, la pellicola mantiene un’impostazione cupa e di sapore classico, definita come una storia criminale graffiante, con un richiamo a riferimenti come Michael Mann e Walter Hill. Dal punto di vista del pubblico, il riscontro è favorevole: il punteggio Audience Score raggiunge il 90% su Rotten Tomatoes.
Cast principali:
- Jason Statham
9 rocknrolla (2008): più varietà di quanto suggerisca il titolo
A questo punto della carriera, molti riuscirebbero a immaginare un film di Ritchie anche prima di vederlo. Persino il titolo del 2008 segue una logica riconoscibile. Ma RocknRolla non si limita a essere un altro episodio di gangster di stampo londinese: il film viene presentato come un lavoro ricco di sorprese e capace di andare oltre la semplice etichetta.
Un elemento rilevante è la presenza di Tom Hardy in uno dei primi ruoli della sua carriera: non ricopre la parte principale, ma riesce a rubare la scena quando appare. L’opera viene anche indicata come un ritorno a forma, dopo due bombi economici e critici consecutivi come Swept Away e Revolver.
Cast principali:
- Tom Hardy
8 sherlock holmes: a game of shadows (2011): eccezione rara tra i seguiti
Le rappresentazioni di Sherlock Holmes sono numerose e la percezione comune attribuisce a Benedict Cumberbatch una delle interpretazioni più riuscite. Ciononostante, nella fonte viene messo in evidenza come anche Robert Downey Jr. riesca a rendere il personaggio con un livello di qualità comparabile. Tra i seguiti, spesso meno brillanti del predecessore, A Game of Shadows viene indicato come una eccezione.
Un dettaglio curioso: sia il film del 2011 sia la chiusura della stagione 2 di Sherlock, pubblicata a distanza di poche settimane, ruotano attorno al racconto di The Final Problem. In entrambi i casi, Sherlock finge la propria morte, pur con modalità differenti. La fonte sottolinea che, mentre il pubblico attende un terzo capitolo, non risulta chiaro con quale meccanismo l’evento venga realizzato.
Cast principali:
- Robert Downey Jr.
- Benedict Cumberbatch (riferimento comparativo)