Film con pupazzi tra i più amati di sempre

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I film con marionette e pupazzi hanno la capacità di trasformare l’impossibile in qualcosa di tangibile: movimenti calibrati, interazione diretta con gli attori e illusioni costruite con ingegno artigianale. La selezione seguente mette al centro opere che affidano davvero il racconto ai pupazzi, puntando su personaggi che “agiscono” in scena con continuità e impatto.
Inoltre, la scelta esclude casi in cui il lavoro con i pupazzi rimane confinato a singole apparizioni o risulta marginale, così da valorizzare produzioni capaci di sostenere un mondo intero con tecniche pratiche come pupazzetteria e animatronica, senza scadere in effetti digitali imposti al controllo della scena.

the neverending story

rilasciato nel 1984 | diretto da wolfgang petersen | scritto da wolfgang petersen e herman weigel

Il classico d’infanzia costruisce un immaginario fitto di figure impossibili tramite un mix di animatronics, pupi e forced perspective. Se Falkor the Luck Dragon si appoggia maggiormente all’automazione, altre creature risultano soprattutto il frutto di una regia manuale e pratica: tra queste compaiono il gigantesco Rock Biter, il licantropo Gmork e la saggia tartaruga Morla the Ancient One, considerate prove di costruzione scenica in grado di dare vita a un universo fantastico.

little shop of horrors

rilasciato nel 1984 | diretto da frank oz | scritto da howard ashman | musiche di miles goodman e alan menken

Basato sul film del 1960 con lo stesso nome e adattando anche il musical teatrale, Little Shop of Horrors segue Rick Moranis nei panni di un fiorista timido che scopre una pianta aliena predatrice. Audrey II, la creatura dominante, è presentata come una combinazione di marionetteria e animatronics: canta con tono minaccioso e mira a sottomettere il suo “proprietario” dentro un piano di conquista del pianeta.
La messa in scena prevede più versioni di Audrey II lungo lo sviluppo della trama: ne risultano sei, e la configurazione più grande richiede sessanta pupazzettai in coordinamento. Il risultato è descritto come autentico, emotivo e capace di mantenere un’aura seducente e pericolosa anche senza l’uso di occhi.
Nel reparto di riconoscibilità del film emergono anche diversi volti: una commedia musicale costruita su ritmo e canzoni.

  • ellen greene
  • steve martin
  • jim belushi
  • john candy
  • billy murray

the dark crystal

rilasciato nel 1982 | diretto da jim henson e frank oz | david odell

In The Dark Crystal la fiaba cupa si articola attorno a Gelflings e missioni che puntano a spezzare il controllo dei villain Skeksis. Jen e Kira partono per una ricerca all’insegna dell’avventura: l’obiettivo è rintracciare l’artefatto al centro delle vicende. L’universo viene delineato con una forte impronta visiva, grazie al lavoro di concept come quello di Brian Froud, e viene reso possibile attraverso effetti pratici che all’epoca colpirono il pubblico.
La storia non viene descritta come una satira, ma come un fantasy raccontato con serietà, con un mondo dettagliato e immagini particolarmente incisive. Il valore dell’opera viene ricordato anche per l’eredità lasciata, inclusa una serie prequel intitolata Dark Crystal: Age of Resistance, pubblicata nel 2019.

gremlins

rilasciato nel 1984 | diretto da joe dante | scritto da chris columbus

Nel film horror natalizio, un venditore ambulante acquista una creatura misteriosa come regalo per il figlio. L’evento porta però a conseguenze esplosive: la creatura amata sviluppa un esercito di killer rettiliani quando viene colpita dall’acqua. L’impostazione creativa integra pupazzetteria, animatronics e anche stop-motion, con lo scopo di mantenere antagonisti anarchici e, in diversi momenti, davvero spaventosi.
La presenza fisica dei pupazzi viene indicata come particolarmente adatta all’horror perché, a prescindere dai limiti tecnici, lo spettatore riconosce l’interazione diretta: gli organismi possono mordere, colpire e venire scagliati in situazioni d’impatto durante l’azione con gli attori.

team america: world police

rilasciato nel 2004 | diretto da trey parker | scritto da trey parker, matt stone e pam brady

Team America: World Police è una pellicola con marionette prodotta dai creatori di South Park e descritta come un successo immediato alla sua uscita. La trama segue Gary Johnston: viene inserito in una squadra di peacekeeper in stile Thunderbirds, con il compito di usare le proprie capacità d’interpretazione per infiltrarsi in una cellula terroristica e sventare i propositi dell’organizzazione guidata da Kim Jong Il.
Il film viene ricordato anche per elementi distintivi, tra cui una sigla con ritmo particolare e scene d’azione costruite con un’impostazione scenica che include “atletismi” delle marionette, oltre a gag visive come strade di Parigi ricoperte di croissant e gatti impiegati come pantere letali.
Il tono complessivo viene associato alla volontà di prendere di mira i film d’azione di livello medio, mantenendo però una posizione che sostiene l’intervento americano. La reputazione del lungometraggio è presentata come controversa fin dal debutto, collegata anche alla filosofia di attacco “a pari opportunità”.

labyrinth

rilasciato nel 1986 | diretto da jim henson | scritto da terry jones

In Labyrinth spicca la figura di David Bowie nei panni del villain Jareth. Il percorso coinvolge Jennifer Connelly, protagonista che prova a recuperare il fratellino in un regno magico dopo averlo perso seguendo un desiderio. La costruzione del mondo narrativo viene sostenuta da un sistema di pupazzi descritto come ambizioso per l’epoca: è citata anche una squadra di cinque persone incaricata di far funzionare il burbero nano Hoggle.
La produzione utilizza sia pupazzetteria sia animatronics, ma con un peso sufficiente a rendere l’opera pienamente adatta alla lista dedicata ai film dominati da marionette.

star wars: episode v – the empire strikes back

rilasciato nel 1980 | diretto da irvin kershner | scritto da leigh brackett, lawrence kasdan e george lucas

The Empire Strikes Back è generalmente considerato il capitolo di punta della saga e introduce un personaggio diventato icona anche per la versione in forma di pupazzo: Yoda. La storia porta Luke Skywalker su Dagobah, dove scopre l’abitazione di un piccolo maestro verde: un goblin schernitore che sembra divertirsi a confonderlo.
La conduzione del pupazzo Yoda viene attribuita a Frank Oz. Il personaggio è descritto come un ex eroe galattico in esilio, pronto a una nuova possibilità per rimettere ordine nella galassia. Yoda appare in più film in forma di pupazzo e, in seguito, viene sostituito da una versione CGI in alcune occasioni; nel contesto di The Empire Strikes Back, l’interpretazione viene raccontata come la migliore, anche per il modo in cui si “aggrappa” a Luke durante momenti giocosi.

the muppet christmas carol

rilasciato nel 1992 | diretto da brian henson | scritto da jerry juhl

Per rappresentare i Muppets viene scelta una sola opera: The Muppet Christmas Carol. Il film propone l’adattamento perfetto di una delle storie più note, A Christmas Carol, di Charles Dickens. Gonzo racconta il percorso di redenzione di Scrooge, con Michael Caine in una performance descritta come intensa, accanto al cast di pupazzi in feltro.
La pellicola utilizza le marionette per una comicità fisica che resta “fisica” anche nello spettacolo: tra gli episodi ricordati figurano Rizzo the Rat con la coda che prende fuoco (“Light the lamp, not the rat!”) e Miss Piggy che storce il naso ogni volta che viene nominato il capo avaro del marito. L’aspetto centrale resta però la capacità di far convivere comicità e cuore della storia di Dickens.
Per completare il quadro, vengono anche citati altri lungometraggi principali dei Muppets che avrebbero potuto entrare nella lista:

  • The Muppet Movie (1979)
  • The Muppets Take Manhattan (1984)
  • Muppet Treasure Island (1996)
  • The Muppets (2011)

selezione dedicata ai film con pupazzi

La raccolta proposta richiama i titoli considerati più amati tra quelli in cui i puppets non sono semplice contorno, ma parte strutturale del racconto: figure costruite per restare credibili, muoversi con continuità e sostenere mondi narrativi completi, con un impatto che rimane legato all’abilità artigianale.

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