Far side strips: guida alle strisce iconiche praticamente perfette

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Gary Larson e The Far Side hanno costruito una reputazione fondata su scelte audaci, punchline letterali e un umorismo capace di cambiare registro all’improvviso. Tra pannelli celebri e idee che sembrano nate per lasciare il segno, emergono numerosi esempi in cui la comicità lavora su precisione visiva e stravolgimenti controllati, fino a trasformare una vignetta in una specie di “prova museale” dell’assurdo.

perfezione e ricerca dell’immagine definitiva in the far side

La raccolta di vignette viene presentata come una selezione di pannelli impeccabili, tra i migliori prodotti da Gary Larson durante una carriera relativamente breve ma molto intensa. Stabilire un “migliore” assoluto è considerato complicato, perché la qualità appare costante e la sensazione è quella di arrivare il più vicino possibile alla perfezione. In particolare, viene sottolineato come The Far Side sia rimasto nel tempo come una delle proposte più decisive nel contesto dei cartoon sui giornali.

  • Gary Larson (autore)
  • The Far Side (serie di fumetti)

questa vignetta “conserva” l’essenza di the far side: la scena delle fosse di la brea

prima pubblicazione: 1 novembre 1994

Un punto di riferimento ricorrente per Larson è rappresentato dalle La Brea Tar Pits di Los Angeles, considerate una fonte di ispirazione per battute classiche della serie. Il pannello viene descritto come un esempio di gag “senza bisogno di spiegazioni”, in cui gli elementi visivi svolgono già tutto il lavoro. Il contesto viene reso tramite cartello accanto alla zona e indicazioni sulla parte esterna del camion, che rendono immediato cosa stia accadendo.
Il gioco di contrapposizione nasce dal fatto che un camion di “Mrs. Gibson’s Preserves” finisce da un dirupo e precipita direttamente dentro “the La Brea Tar Pits”. Il rovesciamento ironico resta sottinteso, ma sufficiente a rendere il pannello un “fermo immagine” dell’abilità di The Far Side nel bilanciare umorismo intelligente e umorismo stupido.

  • La Brea Tar Pits (luogo)
  • “Mrs. Gibson’s Preserves” (autocarro)
  • cartelli e indicazioni (elementi che chiariscono la scena)

the far side al massimo livello: energia da twilight zone e svolte imprevedibili

prima pubblicazione: 18 agosto 1993

Viene evidenziata una componente in stile Twilight Zone: non solo per la presenza di mostri, ma soprattutto per la logica di colpi di scena e per un senso di imprevedibilità che caratterizza l’apertura della porta della vignetta. In questo caso, la scena parte da un contesto domestico e conduce a un’escalation inaspettata.
La narrazione descrive un proprietario che accompagna alcuni ospiti in casa, avvertendo che il cane potrebbe essere impazzito. Il pannello mostra un cane, identificato come Fluffy, impegnato a costruire un Killdozer nel seminterrato. Il risultato viene collegato a una comicità “da folle scienziato”, resa ancora più efficace da dettagli come il colpo di fulmine visibile nella finestra in alto a destra, che completa l’atmosfera della gag.

  • Fluffy (pastore/poodle nel pannello)
  • il proprietario di Fluffy (voce di guida del tour)
  • ospiti in visita (presenza nella scena)
  • Killdozer (robot/veicolo costruito dal cane)

giochi di parole e pensiero letterale: la punchline costruita su una frase nota

prima pubblicazione: 19 ottobre 1992

La struttura della vignetta viene descritta come un processo visibile: si afferma che si possano “seguire i passaggi” della costruzione della battuta, riconoscendo una sequenza che parte da un’espressione nota. Il punto di partenza è “nature abhors a vacuum”, cioè il concetto legato al vuoto, ma la gag funziona perché le parole vengono trattate in senso letterale.
La scena introduce una donna in un vestito floreale, collocata nel contesto tipico di The Far Side. Il cartone viene spiegato come un incastro che mette insieme: frase familiare, interpretazione letterale e un personaggio femminile riconoscibile. Da qui nasce l’effetto comico: il risultato è una vignetta in cui il significato della frase diventa “azione” e produce l’assurdità.
In chiusura viene sottolineato come Larson sfrutti i diversi significati della parola “vacuum”: la comicità dipende proprio dal modo in cui il pannello gioca su equivalenze linguistiche e sull’uso di contesto per far scattare l’ironia.

  • la donna (personaggio in abito floreale)
  • “nature” (resa in chiave letterale)
  • “vacuum” (gioco sul doppio significato)

la svolta cupa: the far side riscrive il destino di houdini con un “finger trap”

prima pubblicazione: 8 marzo 1991

Il pannello con didascalia “Houdini’s final undoing” viene collegato alla tendenza di The Far Side a prendere in giro figure reali della cultura pop. In questo caso, il bersaglio è Harry Houdini, noto come grande artista della fuga. La fonte ricorda anche l’esistenza di una versione “apocrifa” della sua morte, legata a un colpo allo stomaco e a un’emorragia interna, ma l’elemento centrale resta la proposta di Larson: una alternativa grottesca al destino storico.
Nella vignetta, Houdini viene bloccato da una “finger trap”, cioè un giocattolo per bambini. L’escalation comica sta nel contrasto tra la fama dell’evasore e la sconfitta legata a un oggetto semplice. Il risultato viene presentato come una dissoluzione ulteriore: Houdini si consuma fino a diventare soltanto uno scheletro, perché non riesce a liberarsi dalle dita, in particolare dai polpastrelli coinvolti nel meccanismo.

  • Harry Houdini (personaggio nella vignetta)
  • “finger trap” (ostacolo comico)
  • lo scheletro (esito finale del pannello)

il “come si disegna”: the far side crea un manuale finto e deraglia intenzionalmente

prima pubblicazione: 19 luglio 1990

In una delle proposte più note, viene simulato un approccio divulgativo: Larson presenta un quadro apparentemente strutturato come un processo step-by-step per disegnare The Far Side. La promessa viene però trattata in modo ironico, perché il pannello non fornisce davvero un metodo reale: il punto è usare la premessa come pretesto per un deragliamento comico, funzionale alla formula della serie.
La descrizione fittizia avanza con dettagli sul modo in cui sarebbero costruiti i personaggi: si afferma che si parta dallo scheletro e poi si aggiungano progressivamente organi vitali, muscoli e infine pelle e vestiti. Un passaggio importante collega anche il ruolo delle scelte anatomiche alla capacità di creare personaggi che finiscono in situazioni strambe. La logica del pannello è definita come un modo per “riempire” anche in senso letterale il cast di figuranti.

  • i personaggi (cast in chiave “costruita”)
  • scheletro (primo elemento della finta procedura)
  • organi e muscoli (strati narrativi del processo)
  • pelle e vestiti (conclusione della sequenza)

umorismo spinto oltre il limite: la gag escalation sul cane con il giubbotto di dinamite

prima pubblicazione: 6 febbraio 1988

Nel pannello descritto, la scena coinvolge un cane spinto al limite da un proprietario presentato come abusante. Quando l’animale raggiunge la soglia, l’azione diventa estrema: il cane minaccia di far esplodere sia sé stesso sia il proprietario grazie a un giubbotto di dinamite. La frase attribuita al cane viene riportata come un comando diretto: “C’mon, KICK ME”, con un ribaltamento cupo che porta la gag su un piano di escalation comica.
Il testo segnala anche la difficoltà di gestire una punchline basata su un presupposto problematico: alcuni lettori potrebbero reagire negativamente alla premessa. Nondimeno, la costruzione della battuta viene indicata come un modo per trasformare tristezza in assurdità, perché l’animale antropomorfo diventa capace di rovesciare i ruoli.

  • cane (protagonista della minaccia)
  • proprietario (figura che scatena la escalation)
  • giubbotto di dinamite (elemento centrale della gag)

the far side “per bambini”: la parodia dei giochi con oggetti nascosti

prima pubblicazione: 1 novembre 1987

Un pannello di grandi dimensioni, identificato come super-sized Sunday di The Far Side, prende di mira l’idea dei giochi in cui si devono individuare oggetti nascosti. La vignetta parte da un mash-up volutamente assurdo: invece di creature del bosco o fiori, compaiono elettrodomestici in mezzo alla natura.
In basso, una didascalia in stile domanda propone: “Kids, how many major appliances can you find”. Il contesto viene interpretato come una risposta alle critiche dell’epoca: nel 1987 The Far Side era diventato un fenomeno più ampio, e una delle accuse più ricorrenti riguardava la presunta inadeguatezza per i bambini. Larson costruisce un pannello che appare innocuo, ma che include comunque un meccanismo per “distorcere” la lettura, facendo trovare la soluzione ruotata e non corrispondente all’immagine nella sua forma standard.

  • bambini (destinatari indicati dalla didascalia)
  • elettrodomestici (oggetti nascosti nella scena)
  • soluzione capovolta (elemento che cambia la percezione)

the far side che continua all’infinito: la dinamica della risata che non finisce

prima pubblicazione: 27 luglio 1986

Un’altra vignetta viene presentata come un esempio di comicità che potrebbe teoricamente proseguire senza fermarsi. Qui l’effetto deriva da una struttura multi-passaggio, con una comunicazione della punchline che si muove avanti e indietro tra le scene. Il testo sottolinea che la battuta viene “annunciata” già dal primo pannello, ma continua a colpire quando arriva con precisione più avanti; in aggiunta, l’ultimo fotogramma chiude il cerchio rendendo la gag ancora più memorabile.
La scena: un dinosauro dalla coda appuntita colpisce una piccola mosca con il proprio tail, distruggendo una porzione di parete mentre cerca di scacciare l’insetto. Subito dopo, un’altra mosca entra dalla finestra aperta, lasciando intravedere cosa accadrebbe in un possibile “pannello successivo”. L’equilibrio tra azione e conseguenze viene indicato come una dimostrazione della padronanza della forma del fumetto.

  • dinosauro (personaggio)
  • mosca 1 (oggetto della reazione)
  • mosca 2 (nuovo elemento che rende la sequenza ciclica)
  • finestra e parete danneggiata (supporto visivo della gag)

the far side in un solo pannello: impostazione e payoff da “rollercoaster”

prima pubblicazione: 9 gennaio 1985

Una vignetta viene descritta come un esempio in cui setup e payoff funzionano senza bisogno di più pannelli. La didascalia indica una raccolta di esempi della formula: “how Nature says, ‘Do not touch’”. Il pannello inizia con un serpente a sonagli, poi introduce un pesce palla coperto di spine e prosegue con un gatto con la schiena inarcata. Ogni passaggio mantiene l’idea che la “natura” comunichi un avvertimento, ma in modi sempre più strani.
La chiusura, considerata la parte decisiva, mostra un uomo che porta un tubo galleggiante attorno alla vita, trasporta una bazooka e indossa una scarpa sulla testa. L’effetto viene paragonato a un “rollercoaster”: la sequenza sale lungo un percorso riconoscibile e poi precipita in modo improvviso dentro una spirale assurda. Il risultato è indicato come un cartoon entrato nella categoria delle uscite più leggendarie della serie.

  • serpente a sonagli (prima scena dell’elenco)
  • pesce palla (seconda scena)
  • gatto con schiena inarcata (terza scena)
  • uomo con tubo e bazooka (scena finale)
  • scarpa sulla testa (dettaglio conclusivo)

un’illustre storia d’amore fallita: komodo dragon e bugia dichiarata

prima pubblicazione: 24 dicembre 1984

La vignetta viene presentata come un racconto romantico finito male, spesso ricordato per la sua natura estremamente memorabile e per la presenza di una frase altamente citabile. La citazione riportata concentra l’energia folle del personaggio: “I’m a Komodo dragon, largest member of the lizard family and a filthy liar”. In base alla descrizione, l’energia del dialogo è paragonata a quella di sketch televisivi noti per ritmo e assurdità.
Il pannello include anche l’idea di una creatura in “doppia veste”, dove un lucertolone mascherato rivela la propria identità. La combinazione tra inganno e rivelazione contribuisce alla sensazione di stranezza persistente, rendendo la vignetta una delle più riconoscibili del repertorio.

  • lucertola/Komodo dragon (personaggio)
  • girlfriend (persona coinvolta nella scena)
  • mascheramento e rivelazione (meccanica della battuta)

Gary Larson viene associato a un’abilità costante nel trasformare premesse stravaganti in risultati finali che risultano rapidi, chiari visivamente e impossibili da dimenticare. L’effetto complessivo è quello di un catalogo in cui la battuta non è solo la battuta: è una costruzione basata su scelte precise, dettagli e slittamenti improvvisi.

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