Far side comics divertenti con battute spiazzanti e finali esplosivi
Le comiche della serie The Far Side di Gary Larson si sono affermate per un umorismo assurdo e spesso sovvertitore, costruito su immagini capaci di provocare spit-take, reazioni di sorpresa e anche istanti di incredulità. Le vignette qui selezionate provengono da una fase più matura dell’autore, quando il nome della testata era ormai consolidato e le idee potevano spingersi oltre quanto accaduto in precedenza. Il risultato è una sequenza di pannelli ricordati per la loro forza visiva e per l’effetto finale, tipicamente rapido e imprevedibile.
In più, alcune battute risultano legate proprio al modo in cui la scena viene presentata: nessun appiglio logico, ma una virata che cambia senso all’istante. La combinazione tra non-sequitur e dettagli rende ogni pagina un piccolo detonatore di risate, con un impatto immediato sul lettore.
the far side: coonskin cap e rovesciamento totale della logica
prima pubblicazione: 24 agosto 1987
La vignetta presenta due cacciatori con cappelli in pelliccia che restano interdetti davanti a un passante insolito: un procione indossa qualcosa che corrisponde, in termini pratici, a una testa umana portata come se fosse un cappello. Il ribaltamento è voluto e costruisce un meccanismo “contraccambio”: quando la violenza viene rappresentata dall’animale, la percezione collettiva reagisce in modo diverso rispetto a ciò che avviene nella scena “normale” di partenza.
La comicità emerge proprio da questo contrasto tra aspettativa e realtà, con una comunicazione affidata alla sola immagine e con un finale che può causare sbalzi immediati di reazione.
- cacciatori con cappelli
- procione
the far side: “something has definitely gone awry” e l’assurdità del programma
prima pubblicazione: 17 dicembre 1987
In questa vignetta l’impostazione richiama l’ambito del fitness, ma la chiusura spinge verso l’umorismo assurdo senza offrire una spiegazione coerente. È presente la figura di un responsabile che comunica a Mr. Miller che il programma di allenamento ha portato a un risultato completamente fuori scala. Il protagonista appare infatti con la testa umana e il corpo di un elefante.
Il senso della battuta deriva da un salto visivo che rende la conclusione inevitabilmente comica: il lettore viene portato a cercare una logica, ma l’immagine interrompe ogni aspettativa, lasciando spazio a una risata proprio perché la sequenza non “torna”.
- manager di “jerry’s gym”
- mr. miller (testa umana e corpo d’elefante)
the far side: “just plain nuts” e la diagnosi ripetuta
prima pubblicazione: 13 marzo 1990
La vignetta colloca la scena in un contesto clinico e mette al centro l’idea che molte storie “strane” richiedano una forma di supporto. Qui il professionista è diretto: nel suo taccuino compare la dicitura “just plain nuts!”, sottolineata in modo marcato più volte. La presenza della parola funziona come chiave del finale, trasformando una frase apparentemente semplice in una sentenza comica.
Il meccanismo è coerente con lo stile della serie: una situazione costruita con tono formale incontra una diagnosi che produce spiazzamento e risata immediata.
- psichiatra/medico
- paziente (solo nominato come parte della scena)
the far side: party interspecie e il problema del pianoforte
prima pubblicazione: 23 marzo 1990
Nel pannello la festa viene presentata come un momento che procede “bene”, finché non entra in gioco un elemento scatenante: Tantor vede la tastiera d’avorio di un pianoforte. Da quel punto la situazione prende una direzione totalmente diversa, con l’evento che degenera rapidamente e trascina l’intero gruppo verso una reazione collettiva fatta di sguardi preoccupati.
La scena segue l’impostazione tipica: la didascalia guida verso il punto di svolta e, al termine, il lettore coglie il motivo del caos. Il finale include l’idea di un’uscita di scena precipitosa e l’avvio di un movimento che rende la “convivenza” del contesto comico del tutto instabile.
- tarzan
- jane
- tantor (elefante)
- personaggi umani e scimmieschi presenti alla festa
the far side: “that chair’s just not safe” e l’esagerazione dell’avvertimento
prima pubblicazione: 20 agosto 1990
La vignetta costruisce una delle interruzioni più efficaci del catalogo: l’avvertimento viene pronunciato con tono troppo leggero rispetto alla gravità reale. Una donna dice alla sua ospite Doreen di non sedersi su una sedia, con la frase “That chair’s just not safe”, mantenendo un understatement che accresce l’effetto comico.
La sedia, però, è tutt’altro che innocua: sono presenti spunzoni sulla parte alta, un tranello grande sul sedile e, in aggiunta, un serpente appeso sopra la sedia. L’immagine resta impressa perché condensa pericoli multipli in un’unica scena e rende il contrasto tra calma verbale e rischio visivo estremamente forte.
- ospite: doreen
- ospitante (donna che avverte)
the far side: “wolf in sheep’s clothing” rovesciato in casa
prima pubblicazione: 30 dicembre 1991
La vignetta prende l’espressione nota “wolf in sheep’s clothing” e la traduce in versione letterale. L’ambiente domestico diventa il luogo dove l’inganno, anziché restare una metafora o un’azione di caccia, viene trasformato in un’abitudine. Il lupo risulta infatti in costume da pecora e vive la scena dentro casa.
Il tono della battuta è affidato a un’interazione riportata da un personaggio femminile: una moglie afferma che “portare” quel travestimento in casa sarebbe “un po’ troppo kinky”. Il punto comico nasce dal cambio di contesto: la stessa mascherata che potrebbe avere senso “nell’azione”, perde ogni coerenza quando viene mantenuta per comodità e piacere.
- lupo (in costume da pecora)
- moglie del lupo
the far side: la “war on ducks” arriva al culmine
prima pubblicazione: 8 giugno 1992
Nel pannello i paperi diventano il fulcro di una gag costruita come se fossero una sostanza d’abuso. Un gruppo di lupi “si snorta” un quack per reagire all’avanzare della civiltà e alle “pressioni umane”. L’immagine rinforza l’assurdità: un lupo in primo piano ha la testa di un anatroccolo incastrata dentro una narice, mentre sullo sfondo altri lupi appaiono instabili o storditi.
La composizione aggiunge ulteriori elementi: altri paperi vengono portati sotto le braccia e lo sguardo dei personaggi segnala un comportamento sospetto, come se fosse presente un equivalente comico di una “squadra” incaricata di controllare la situazione.
- lupi (più personaggi in scena)
- paperi
the far side: “a small ninja sword” scatena caos in un diner
prima pubblicazione: 24 giugno 1992
In un diner, alcuni uomini sono seduti al bancone e stanno tentando di mangiare quando uno di loro inizia a soffocare. Un altro uomo interviene con una manovra efficace, eseguendo la procedura di emergenza per liberare l’ostruzione. L’elemento inatteso è che ciò che blocca non è legato al cibo, ma a un oggetto del tutto estraneo alla tavola.
La vignetta introduce una svolta: al posto di “Joe” o di un boccone mal digerito, il problema è “a small ninja sword”, una piccola spada da ninja. Il risultato è un non-sequitur che ribalta l’interpretazione immediata e rende la risata legata proprio allo scarto improvviso tra contesto alimentare e causa del soffocamento.
- uomini al bancone (più personaggi)
- persona che soffoca
- persona che interviene
the far side: satana pone una domanda scomoda in modo comico
prima pubblicazione: 25 giugno 1993
La scena colloca Satana nel suo salotto mentre osserva le anime sofferenti all’inferno, molte delle quali sembrano rivolgersi verso l’alto in una preghiera vana. Dentro questo contrasto, il personaggio pone una domanda sorprendentemente infantile alla moglie: “Am i a butthead?” (tradotta come un dubbio sulla propria “testardaggine” o “sciocchezza” in termini colloquiali).
Il meccanismo comico nasce dall’accostamento tra la gravità dell’ambiente e la scelta di parole leggere. La battuta finale si appoggia proprio su questa discrepanza di tono, creando una conclusione che sorprende e fa emergere la risata immediata.
- satana
- margaret (moglie)
- anime sofferenti all’inferno (presenti nella scena)
the far side: la rivolta dei cani e il “downside” della pacchia
prima pubblicazione: 21 febbraio 1994
Il finale è affidato a una conclusione scioccante. In una scena domestica, tre barboncini si radunano mentre la loro proprietaria lavora in cucina. Nel momento in cui non è presente, i cani hanno un piano: “once we kill her, the pampering will end”. È la frase che chiude la vignetta e rende la scena immediatamente memorabile per il contrasto tra l’idea di affetto e un piano di aggressione.
All’interno del gruppo, compare anche “fluffy” come voce dissenziente e la risposta include il riconoscimento di un “downside”: dopo la fine dell’intimità e delle cure, la vita da animali domestici verrebbe meno. La vignetta, però, non specifica ulteriori dettagli sul seguito del progetto, lasciando il resto come conseguenza implicita della battuta.
- tre barboncini (tra cui “fluffy”)
- proprietaria dei cani