Cannes 2026 Asghar Farhadi sulla guerra in Iran ogni omicidio è un crimine
Al Festival di Cannes 2026, Asghar Farhadi ha scelto di affrontare pubblicamente il tema del conflitto con parole dirette, collegando la riflessione alla dimensione delle vittime civili e alla condanna della violenza in ogni forma. A fare da cornice alle dichiarazioni, anche l’accoglienza riservata a Histoires Parallèles (Parallel Tales), arrivato dopo una prima mondiale segnata da un lungo applauso.
asghar farhadi a cannes 2026: guerra, civili e responsabilità
Nel corso della conferenza stampa collegata a Histoires Parallèles (Parallel Tales), il regista premio Oscar ha parlato della guerra che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele. L’intervento ha avuto un taglio fermo, con particolare attenzione alle conseguenze sulle persone innocenti, includendo sia bambini sia cittadini che non hanno alcun ruolo nelle dinamiche di scontro.
Farhadi, presente alla manifestazione sulla Croisette per sostenere il film in concorso, ha risposto a una domanda sulla situazione nel suo Paese. Pur vivendo fuori dall’Iran dal 2023, il regista ha indicato di essere tornato recentemente a Teheran, dove avrebbe percepito da vicino il clima di tensione e di dolore.
“ogni omicidio è un crimine”: le parole del regista
La riflessione di Farhadi ha toccato eventi diversi, ma con un filo comune centrato sulla responsabilità morale rispetto alla perdita di vite umane. Le dichiarazioni hanno richiamato sia la morte di manifestanti uccisi mentre protestavano, sia le vittime causate dalla guerra, sottolineando che la sofferenza resta ingiustificabile anche quando viene inserita in un contesto politico o militare.
innocenti, manifestazioni e guerra: una stessa condanna
Secondo le parole riportate, si tratta di due tragedie parimenti dolorose, destinate a restare impresse. Farhadi ha poi insistito su un punto: l’indignazione per i civili uccisi dai bombardamenti non significherebbe approvazione verso le esecuzioni e non ridurrebbe l’empatia per chi muore durante le proteste.
rappresaglie iraniane e vittime: il rifiuto di qualunque giustificazione
Nell’argomentazione, il regista ha collegato la necessità di riconoscere la sofferenza di tutte le parti, senza trasformare il dolore in un elemento di legittimazione. Le sue conclusioni sono state particolarmente nette: “ogni omicidio è un crimine” e non sarebbe accettabile, in nessuna circostanza, che un essere umano perda la vita, sia nel quadro della guerra, sia in caso di esecuzioni o massacri di manifestanti.
histoires parallèles accolto a cannes con una standing ovation
Le dichiarazioni di Farhadi sono arrivate a poche ore dalla première mondiale di Histoires Parallèles (Parallel Tales). Il film è stato seguito da una standing ovation durata circa cinque minuti e mezzo durante il Festival di Cannes.
cast e protagonisti del film
La nuova pellicola di Farhadi ha come protagonisti Isabelle Huppert, Virginie Efira, Vincent Cassel, Adam Bessa, Pierre Niney e Catherine Deneuve. La narrazione segue Sylvie, una scrittrice interpretata da Huppert, che osserva i vicini dalla finestra con l’obiettivo di trovare spunti per il suo nuovo romanzo.
la trama: confine tra realtà e finzione
La storia descrive un’evoluzione progressiva dell’immaginazione: l’incontro con Adam finisce per confondere l’idea di ciò che è reale con ciò che appartiene alla finzione, fino a rendere sempre più instabile il confine tra le due dimensioni.
farhadi e l’impegno pubblico contro violenza e repressioni in iran
Negli ultimi anni Farhadi è stato indicato come una delle voci più critiche rispetto alla situazione politica e sociale dell’Iran. In passato, il regista aveva anche avanzato richieste pubbliche ai cineasti iraniani, invitandoli a prendere posizione contro violenza e repressioni nel Paese.
Personaggi e membri del cast presenti nella fonte:- Isabelle Huppert (Sylvie)
- Virginie Efira
- Vincent Cassel
- Adam Bessa
- Pierre Niney
- Catherine Deneuve
