Backrooms cosa sono e la storia dietro il film horror di a24
A24 si prepara a portare sul grande schermo un’idea nata dal web: Backrooms. Il progetto trae origine da una leggenda metropolitana collegata a un’immagine inquietante diffusa online e, dopo l’anticipazione del trailer, riapre una domanda precisa: che cosa sono davvero le Backrooms e perché continuano a esercitare un forte impatto sulla cultura pop?
backrooms: definizione e caratteristiche principali
Le Backrooms vengono descritte come un labirinto senza fine composto da stanze vuote. L’aspetto richiama ambienti simili a un ufficio o a un magazzino, con illuminazione fluorescente molto intensa e una decorazione caratterizzata da un tono giallastro che arriva fino a pavimento e soffitto.
Questa dimensione non risulta legata a una collocazione geografica: viene presentata come un purgatorio situato fuori dallo spazio e dal tempo. L’ingresso avviene tramite il “no-clipping”, passando attraverso pavimenti o pareti, come se la realtà contenesse angoli difettosi e instabili, con un parallelismo concettuale a ciò che accade in un videogioco.
- stanze infinite e struttura labirintica
- luce fluorescente e colorazione giallastra
- assenza di posizione nello spazio e nel tempo
- ingresso tramite no-clipping
cosa succede a chi entra nelle backrooms
Secondo la leggenda, chiunque possa finire nelle Backrooms rischia di restare intrappolato senza riuscire a trovare l’uscita. L’ambiente è descritto come privo di vita umana, ma non privo di presenze: le stanze sarebbero abitate da entità invisibili che rendono i visitatori oggetto di osservazione o di inseguimento.
La narrazione richiama anche immagini note al pubblico: l’impianto ricorda l’impossibilità del labirinto legato al mito greco del Minotauro, così come gli spazi ultraterreni presenti in varie fiabe, dove lo scenario fantastico diventa una trappola psicologica e simbolica.
- intrappolamento senza via d’uscita
- entità invisibili e sensazione di essere seguiti
- richiamo a miti e fiabe (labirinto e spazi ultraterreni)
da dove arrivano le backrooms: origine e diffusione
La nascita del fenomeno viene ricondotta a 4chan. Come per altri meme di successo negli anni recenti, l’idea prende forma a partire da una fotografia diffusa online e poi rielaborata dalla comunità.
l’immagine iniziale e il contesto
La fotografia originale sarebbe stata scattata durante la ristrutturazione di un negozio HobbyTown a Oshkosh, nello stato del Wisconsin, e successivamente pubblicata su un blog nel 2003. Nel 2011 l’immagine arrivò su 4chan, dove venne osservata come una foto disturbante e inquietante.
la descrizione che consolida la leggenda
Nel 2019, un utente anonimo di 4chan aggiunse una descrizione carica di inquietudine. In quel testo veniva introdotta l’idea che, se l’attenzione viene meno e si finisce nelle zone “sbagliate”, la conseguenza è l’arrivo nelle Backrooms, con un riferimento a una vastità di stanze vuote e isolate e alla presenza di qualcosa che avrebbe già “sentito” chi entra.
- 4chan come punto di svolta per la diffusione
- HobbyTown (Oshkosh, Wisconsin) come contesto dell’immagine
- 2003 per la pubblicazione su blog
- 2011 per l’approdo su 4chan
- 2019 per la descrizione che trasforma l’immagine in leggenda
backrooms online: da creepypasta a fenomeno culturale
Dal momento in cui la leggenda ha iniziato a circolare, le Backrooms hanno conquistato rapidamente l’attenzione collettiva, generando un ampio ecosistema narrativo. La comunità originale ha progressivamente sviluppato la lore tramite brevi racconti creepypasta, mentre il concetto è diventato sempre più noto, con autori che hanno introdotto livelli di complessità e una rete più ampia di elementi.
In rete le Backrooms sono ormai trattate come un genere a sé: ci sono storie horror, contenuti su YouTube e TikTok, oltre a produzioni videoludiche, con particolare riferimento a Roblox. La loro influenza viene collegata anche a serie televisive note, tra cui Severance e The Amazing Digital Circus.
La diffusione avrebbe inoltre favorito fenomeni paralleli come il trend dei “Liminal Spaces” e un filone su TikTok chiamato “Mall World”.
- storie horror e sviluppo della lore
- contenuti su YouTube e TikTok
- videogiochi, con focus su Roblox
- influenza su Severance e The Amazing Digital Circus
- collegamenti con liminal spaces e “Mall World”
A24 e backrooms: l’ingresso nel cinema
Con l’adattamento firmato A24, le Backrooms stanno per consolidarsi nel circuito della cultura pop mainstream. La produzione rappresenta un ulteriore passaggio del folklore digitale verso il grande schermo, in continuità con precedenti trasposizioni legate a fenomeni web come nel caso di Slender Man, da cui è stato tratto un horror nel 2018.
direzione creativa e ruolo di kane parsons
La regia è affidata a Kane Parsons, conosciuto online come “Kane Pixels”. Il coinvolgimento di Parsons risulta centrale perché è indicato come il creatore di una serie famosa dedicata proprio alle Backrooms, realizzata tramite video atmosferici in soggettiva, capaci di contribuire in modo determinante alla crescita del fenomeno.
uscita nelle sale e impatto atteso
Il film è presentato al pubblico nelle sale dal 27 maggio. In caso di riscontro positivo, viene considerata la possibilità che emergano nuovi apporti dal panorama digitale, con ulteriori idee e talenti che possano trovare spazio anche in ambito cinematografico.
ospiti e figure presenti
- Kane Parsons

