Asghar farhadi racconta di essere rimasto scosso dalla guerra in iran durante la lavorazione di parallel tales
Asghar Farhadi porta a Cannes Film Festival Parallel Tales e trasforma la conferenza stampa in un momento carico di tensione emotiva e di contenuto politico. Il regista iraniano, due volte premio Oscar, sposta subito l’attenzione dalla libertà creativa al centro del suo lavoro svolto in Francia verso un riferimento diretto alla tragedia che colpisce il suo Paese. Le dichiarazioni raccolgono dolore, responsabilità morale e impossibilità di restare distanti davanti alle conseguenze della guerra e delle repressioni interne.
All’interno dell’incontro, Farhadi collega le sue riflessioni alla poetica che lo ha contraddistinto negli ultimi anni: conflitti morali, verità frammentate e tensioni sociali. Il film, liberamente ispirato al Decalogo di Krzysztof Kieslowski, si affianca così a un discorso più ampio sulla dimensione collettiva del trauma.
asghar farhadi a cannes: parole su guerra, repressioni e vittime civili
Durante la conferenza stampa, Asghar Farhadi affronta apertamente il tema delle sofferenze in Iran, dichiarando di sentirsi ancora profondamente scosso. Il regista richiama la perdita di civili, bambini e manifestanti, inserendo queste morti nel quadro della guerra e delle repressioni interne. In questo modo, il discorso pubblico risulta orientato verso la dimensione umana della tragedia, più che verso aspetti legati alla produzione.
L’interrogativo sulla libertà creativa emersa durante le riprese in Francia viene infatti rapidamente superato, lasciando spazio a una presa di posizione che mette al centro il costo reale degli eventi. A rafforzare il contesto emotivo dell’intervento interviene un dettaglio relativo al periodo immediatamente precedente la première.
dettagli emersi nell’incontro con la stampa
Nel corso della comunicazione con i giornalisti, Farhadi collega la dimensione etica all’attualità, sottolineando un principio preciso: “qualsiasi omicidio è un crimine”. In questa cornice, risulta impossibile separare il dolore per le vittime delle proteste da quello per i civili colpiti dai bombardamenti.
Il regista racconta inoltre di aver ricevuto poco prima della première la notizia della scomparsa di Krzysztof Piesiewicz, storico collaboratore di Krzysztof Kieslowski. Secondo quanto emerso, Piesiewicz aveva convinto Kieslowski ad adattare uno degli episodi del Decalogo.
parallel tales e la cornice morale ispirata al decalogo di kieslowski
Parallel Tales viene presentato come un progetto che prende ispirazione in modo libero dal Decalogo di Kieslowski. Al centro della storia c’è Isabelle Huppert, protagonista nei panni di una scrittrice che osserva la vita dei vicini tramite un telescopio. Il dispositivo dell’osservazione diventa il punto di partenza per una riflessione su responsabilità morale e sull’impossibilità di mantenere una distanza emotiva stabile davanti al dolore altrui.
L’impianto del Decalogo viene richiamato come riferimento non casuale: la serie originale affrontava i dilemmi etici della società polacca post-comunista. In parallelo, il nuovo lavoro ricollega quella struttura a un’Europa segnata da inquietudini sociali e da una crescente distanza emotiva, trasformando lo sguardo sul mondo in un interrogativo continuo su ciò che si può (o non si può) fare.
voyeurismo, empatia e impossibilità di restare neutrali
La figura interpretata da Isabelle Huppert viene letta come possibile simbolo dello spettatore contemporaneo: un soggetto che guarda tragedie, guerre e violenze da lontano senza riuscire a intervenire davvero. Questo elemento rende coerenti le dichiarazioni di Farhadi e la struttura narrativa del film, perché il punto non riguarda solo l’Iran, ma la difficoltà più generale di mantenere empatia in un contesto dominato da conflitti permanenti.
La scelta di raccontare il trauma attraverso intimità e osservazione quotidiana contribuisce a rendere il film particolarmente incisivo sul piano politico, nella misura in cui il dolore collettivo emerge attraverso prospettive vicine e quotidiane.
Le opere di Farhadi vengono collegate a questo approccio: l’attenzione a gesti apparentemente semplici che si trasformano in indagini morali. In continuità con questa impostazione, Parallel Tales rielabora il tema della responsabilità personale davanti alle conseguenze del male.
filmografia richiamata e continuità stilistica di asghar farhadi
Nel presentare il nuovo progetto, il percorso del regista viene inquadrato anche attraverso titoli che mostrano la continuità della sua scrittura cinematografica. Il nuovo lavoro viene accostato a Un Eroe e About Elly, dove l’osservazione e la tensione morale partono da situazioni concrete per arrivare a questioni più ampie sul comportamento umano.
- Parallel Tales (con Isabelle Huppert)
- Una Separazione
- Il cliente
- Un Eroe
- About Elly
- Decalogo di Krzysztof Kieslowski
personaggi e figure citate: riferimenti chiave dell’intervento
Nell’insieme delle dichiarazioni e delle indicazioni sul film, vengono richiamate personalità e figure legate sia alla realizzazione di Parallel Tales sia all’eredità artistica da cui il progetto trae ispirazione. L’intervento include sia nomi direttamente connessi alla produzione e alla scena cinematografica, sia riferimenti storici al lavoro di Kieslowski.
- Asghar Farhadi (regista)
- Isabelle Huppert (protagonista)
- Krzysztof Kieslowski (autore del Decalogo)
- Krzysztof Piesiewicz (storico collaboratore di Kieslowski)
- Parallel Tales (film presentato a Cannes)