Anche Elon Musk contro Christopher Nolan per The Odyssey: cosa è successo
La nuova versione cinematografica di The Odyssey di Christopher Nolan continua a generare discussioni online ancora prima dell’uscita nelle sale. Il centro della tensione è un passaggio di casting che ha riacceso una polemica già avviata mesi fa, collegata alla scelta di Lupita Nyong’o e ai ruoli legati alla tradizione mitologica dell’epica omerica.
the odyssey di nolan e la conferma di lupita nyong’o
Nei mesi precedenti l’arrivo del film, l’attenzione si è concentrata su Christopher Nolan e sul suo nuovo lavoro, indicato come adattamento del poema omerico. La produzione vede Matt Damon nel ruolo di Odisseo e, in base alle informazioni disponibili, la controversia nasce dalla conferma di Lupita Nyong’o in Elena di Troia—figura cardine collegata all’origine della guerra narrata nell’Iliade.
La situazione si complica perché la stessa attrice sarebbe chiamata anche a interpretare Clitennestra, descritta come sorella di Elena e moglie di Agamennone. Questa doppia attribuzione, riportata come dettaglio definitivo, ha riaperto lo scontro che su X aveva già preso forma quando si trattava ancora di indiscrezioni.
le critiche su x e il ruolo attribuito a elon musk
Il dibattito rilanciato su X ha coinvolto principalmente Elon Musk, indicato come uno dei promotori delle osservazioni critiche sul casting. Musk avrebbe ripubblicato e commentato post contrari alle scelte di Nolan, inserendosi in una traiettoria di attacchi che, secondo quanto riportato, si sarebbe consolidata nel tempo.
Tra i messaggi rilanciati viene citato anche quello del commentatore conservatore Matt Walsh. Nel contenuto attribuito, Walsh sostiene che non sarebbe credibile considerare Nyong’o adatta alla figura della “donna più bella del mondo”, e afferma che il regista avrebbe evitato di assegnare il ruolo a un’attrice bianca per non esporsi ad accuse di razzismo. La risposta collegata al dibattito riporta un breve assenso: «Vero».
- Elon Musk
- Matt Walsh
le accuse su premi e inclusione: il collegamento contestato
Ulteriore elemento della polemica riguarda l’interpretazione delle scelte di casting come strategia finalizzata ai riconoscimenti. Musk sostiene che Nolan «vuole i premi», collegando la scelta di Nyong’o agli standard di rappresentazione e inclusione dell’Academy, richiamati come criteri utili per l’idoneità all’Oscar nella categoria miglior film.
Nel resoconto disponibile, viene sottolineato che quei criteri non imporrebbero necessariamente una specifica composizione del cast. Secondo la ricostruzione riportata, un progetto può soddisfare le condizioni anche attraverso vari aspetti: leadership creativa, composizione della troupe, programmi di accesso all’industria oppure iniziative di distribuzione e marketing. Da qui nasce una contestazione all’idea che una sola decisione di casting garantisca automaticamente una candidatura.
precedenti polemiche e ampliamento del fronte
Il confronto non sarebbe limitato a questi giorni. A febbraio, quando il ruolo di Nyong’o non risultava ancora confermato ufficialmente, Musk avrebbe commentato un post che definiva la scelta un «insulto» a Omero, sostenendo: «Chris Nolan ha perso la sua integrità».
Negli ultimi giorni, la discussione avrebbe poi coinvolto anche Elliot Page, indicato come parte del cast. In base a quanto riportato, alcuni rumor lo avrebbero avvicinato al possibile ruolo del fantasma di Achille, pur senza conferme. Contemporaneamente, sarebbero stati rilanciati contenuti che deridono l’attore, secondo quanto descritto, alimentando ulteriormente il livello di tensione.
- Elon Musk
- Elliot Page
il confronto culturale e la “troll army” attorno alle scelte
La pressione sul film, secondo la ricostruzione, viene associata a una presunta “troll army”: un gruppo di utenti e commentatori che interpretano scelte di casting non tradizionali come segnali di adesione alla cultura “woke”. Lo schema, sempre nel resoconto, sarebbe già stato visto in altre occasioni legate a franchise e adattamenti.
Tra i riferimenti citati rientrano:
- Star Wars
- The Rings of Power
- Biancaneve
Nel caso specifico di The Odyssey, una delle linee critiche attribuite riguarda la fedeltà a Omero. Il punto contestato viene inserito in un contesto più ampio: l’epica, come presentata, è un materiale mitologico trasmesso nel tempo attraverso riscritture, con dèi, mostri e figure narrate per secoli.
il paragone con troy e il concetto di “fedeltà” messa in discussione
Tra le argomentazioni dei detrattori compare anche il confronto con Troy di Wolfgang Petersen. La produzione del 2004 viene descritta come modello più “fedele” perché affidava Achille a Brad Pitt e Elena a Diane Kruger.
Nel resoconto, però, viene evidenziato che anche quel film avrebbe adottato ampie libertà rispetto ai testi antichi: verrebbero indicati cambiamenti come eliminazione degli dèi, modifiche al destino di Menelao e rielaborazioni relative al rapporto tra Achille e Patroclo, oltre a variazioni di passaggi decisivi nella vicenda degli Atridi. In sintesi, anche un adattamento percepito come più aderente all’immaginario classico risulterebbe comunque una rilettura profonda.
- Brad Pitt (Achille)
- Diane Kruger (Elena)
nolan tra grande formato e scontro prima ancora dell’uscita
Al momento, The Odyssey resta un film ancora non visto dal pubblico, ma già diventato terreno di scontro culturale. Nolan, reduce dal successo di Oppenheimer, avrebbe costruito un cast imponente e una produzione pensata per il grande schermo. In parallelo, le polemiche descritte sembrano muoversi su un terreno che trasforma ogni decisione artistica in un referendum politico prima ancora che cinematografico.