12 far side quotes incredibilmente divertenti
the far side mette in scena battute che nascono da punti di vista impossibili e da dialoghi compatti capaci di trasformare un’intera situazione in poche righe. La forza di gary larson sta nella capacità di “entrare” nella mente dei personaggi, anche quando l’assurdità supera qualsiasi logica comune. Qui vengono raccolti alcuni esempi particolarmente memorabili, con citazioni e dettagli che spiegano perché queste vignette continuano a restare nella memoria.
12) “conducting a little more ‘research’?”
prima pubblicazione: 26 agosto 1987
Questa vignetta di the far side ha alimentato discussioni, non per intenti offensivi, ma perché una parte del pubblico non ha trovato la gag divertente. Nel quadro, una coppia di scimpanzé si muove dentro un contesto di “cura” e sospetto: la moglie ispeziona il marito, tornando ogni volta con nuove “prove”. Dopo aver trovato “another blonde hair”, la chimpanzé formula l’affondo: “conducting a little more ‘research’ with that jane goodall tramp?”.
- scimpanzé moglie
- scimpanzé marito
Il punto centrale è il contrasto tra la dinamica apparentemente domestica e la frase che richiama una figura pubblica in modo provocatorio, tanto da generare reazioni tra i lettori al momento della pubblicazione.
11) “as curses go…”
prima pubblicazione: 29 settembre 1987
La scena è ambientata in un contesto legato all’antichità: due egittologi stanno lavorando in una tomba quando una sorpresa violenta interrompe subito l’operazione. Uno dei personaggi, chiamato “belsky”, finisce colpito da un guanto da pugilato a molla, con conseguenze immediatamente visibili: sguardo infuriato, occhi segnati e occhiali e cappello fuori posto.
La reazione dell’altro egittologo sposta il tono verso la comicità con una frase che riassume la logica della battuta: “as curses go, that sure beats having your descendents strangled in the night by a walking corpse”. La battuta richiama l’idea popolare del mostro “mummia” legata al cinema classico, e funziona perché l’uscita viene consegnata con un’aria leggera, come se l’incidente fosse quasi un male minore.
- belsky
- collega egittologo
10) “no ‘pie-for-pie’ justice”
prima pubblicazione: 20 febbraio 1988
Il cuore della gag è una scena da western rielaborata in modo surreale e compatto. Un sheriff davanti a una prigione affronta una posse decisa a farsi giustizia da sola. L’assurdità emerge nella scelta degli oggetti: i membri della posse portano torte, trasformando l’idea di punizione collettiva in una minaccia culinaria.
Il detenuto è un clown, implicando che sia accaduto qualcosa legato alle torte. Quando la situazione sta per degenerare, lo sheriff blocca tutto con una dichiarazione secca e quotabile: “there’ll be no pie-for-pie justice”.
- sheriff
- clown prigioniero
- posse con torte
9) “that’s not uncle floyd!”
prima pubblicazione: 2 marzo 1988
Questa vignetta rientra in un filone ricorrente: la presentazione di foto di famiglia come materiale “personale”, ma osservato da un angolo estremamente bizzarro. Qui gli osservatori sono amebe che guardano un proiezione di immagini. La comicità nasce dal fatto che la distinzione tra chi appartiene alla famiglia e chi è semplicemente un oggetto indistinguibile (“an air bubble”) diventa un problema reale.
La frase più riconoscibile arriva con urgenza: “no, wait! that’s not uncle floyd!”, seguita dall’imprevista domanda: “who is that?”. Il risultato valorizza la capacità della serie di far funzionare la battuta anche partendo da punti di vista minuscoli e incongrui.
- amebe osservatrici
8) “awkward on land”
prima pubblicazione: 14 ottobre 1988
In un dialogo tra anatre, il tema dell’etichetta diventa un pretesto per la gag. Una delle due dice: “i’m one of those species they always describe as ‘awkward on land’”. Il dettaglio visivo decisivo sono le zampe enormi del personaggio parlante, che rafforzano l’idea di “imbarazzo” in modo immediato.
La seconda anatra guarda verso il basso con un atteggiamento facilmente interpretabile: la sensazione è quella di un commento silenzioso del tipo “è ovvio”. Il punchline funziona anche perché si presta a diventare una frase adattabile, spendibile in contesti quotidiani, anche se non tutti afferrano il riferimento originale.
- anatra parlante
- anatra ascoltatrice
7) “that’s not real ketchup”
prima pubblicazione: 11 marzo 1991
Il formato della scena è quello del cinema, ma l’intero cast è composto da bottiglie di ketchup. Inquadratura dopo inquadratura, l’ambientazione porta a una situazione “da adulti” sproporzionata per un personaggio considerato troppo giovane: un bambino ketchup viene portato a vedere un film eccessivamente cruento.
Nel film, una bottiglia giace a terra, mentre un’altra guarda con orrore. Il genitore cerca di rassicurare: “don’t worry, jimmy, they’re just actors”. L’infante, però, rimane sconvolto e la risposta successiva arriva come ulteriore conferma: “that’s not real ketchup”. Il risultato è una comicità fondata sull’inevitabile trauma del piccolo, che non si convince davvero.
- genitore bottiglia di ketchup
- jimmy (bambino bottiglia di ketchup)
- altre bottiglie di ketchup nella sala
6) “our rebellious young calf”
prima pubblicazione: 9 aprile 1991
La vignetta ruota attorno a un conflitto generazionale e al tema dell’abbigliamento provocatorio. Una mucca parla agli amici mentre il figlio entra di colpo e rischia di creare problemi: il motivo è evidente, perché il vitellino arriva con vestiti in pelle che risultano fuori luogo e pensati per “shockare”.
La madre spiega chiave della gag: “he’s into wearing leather for the shock value” mentre il vitellino, descritto come “rebellious calf matthew”, attraversa la scena mostrando la scelta discutibile.
- mucca madre
- amici della mucca
- matthew (vitellino ribelle)
5) “a watched head never gets eaten”
prima pubblicazione: 16 ottobre 1992
Questa vignetta utilizza un meccanismo tipico di the far side: partire da un’idea oggettivamente inquietante e ridurla a proverbio rovesciato. Il punto è una variante ironica del detto “a watched pot never boils”. Qui diventa: “a watched head never gets eaten by ants”.
Nel quadro, “little bear” sta osservando un cowboy sepolto fino al collo nella sabbia, in attesa che accada la sorte più crudele. A dargli una lezione è un guerriero più anziano e “saggio”, che insiste sul fatto che l’attenzione cambia l’esito. Il cowboy reagisce con un’espressione rassegnata, completando l’effetto paradossale della punchline.
- little bear
- guerriero anziano
- cowboy sepolto nella sabbia
4) “a little slice of heaven”
prima pubblicazione: 26 novembre 1992
La scena si sposta su hell, luogo ricorrente nella comicità di the far side. In un ristorante infernale, la domanda implicita è semplice: cosa potrebbe portare un diavolo a rimandare indietro un piatto? La risposta è secca e comica allo stesso tempo: “a little slice of heaven”.
Il funzionamento della battuta deriva dall’evidenza linguistica: l’espressione “slice of heaven” indicava qualcosa di perfetto sulla Terra, ma l’ambientazione rende il significato inaccettabile. La comicità cresce perché la frase viene trattata come un cibo decisamente inadatto al contesto infernale.
- commensale all’inferno
- personaggio di contesto infernale (legato al servizio/alla scena)
3) “look, boy! a stickman!”
prima pubblicazione: 9 aprile 1993
Questa vignetta sfrutta un altro scenario classico: l’aula di tribunale. In the far side, anche il genere giudiziario diventa farsa e la corte risulta “fuori posto” in modo deliberatamente comico. Qui un querelante sale sul banco dei testimoni per accusare un imputato: la causa sarebbe legata al fatto che l’imputato avrebbe mandato il proprio cane contro il querelante.
L’elemento visivo è la gag principale: il querelante, durante l’interrogatorio, è disegnato come una figura stilizzata a bastoncino, con lineamenti arrabbiati. Il resto del tribunale mantiene lo stile di disegno caratteristico della serie. In tribunale, il legale ribadisce i fatti con un dettaglio specifico: “you distinctly heard the defendant turn to his dog and say, ‘look, boy! a stickman!”.
- querelante (figure a bastoncino)
- avvocato del querelante
- imputato
- giuria