10 film classici da vedere con i più grandi remake e imitazioni

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Nel cinema, quando un film funziona, l’industria tende a replicarne formule e componenti narrative. Alcune pellicole, diventate punti di riferimento, sono state oggetto di imitazioni numerose, talvolta fedeli nella struttura, altre volte arricchite con dettagli differenti. Di seguito vengono riepilasciati i casi più noti tra i classici, con focus su caratteristiche ricorrenti e sul perché certe storie abbiano generato tante copie.

quali film classici sono stati imitati più spesso

Le imitazioni possono essere palese o più subdole: spesso si riprende l’ossatura della trama, aggiungendo variazioni per mantenere la novità. In alcuni casi, i film presi di mira sono veri e propri pilastri che hanno definito o rafforzato sottogeneri. Gli ambiti più frequentemente coinvolti riguardano sci-fi, horror e action, dove elementi riconoscibili e ambientazioni forti rendono la replica più immediata.
Le copie non vanno confuse con gli adattamenti: due pellicole nate dallo stesso materiale di partenza non rientrano automaticamente nell’idea di “ripoff”. Inoltre, con il passare del tempo e con una maggiore attenzione legale, la tendenza complessiva di copiare in modo diretto risulta ridimensionata rispetto ai periodi più intensi.

10) raiders of the lost ark: l’archeologia dell’avventura

raiders of the lost ark presenta un approccio legato ai serial cinematografici classici. Nonostante ciò, tra gli anni ottanta e novanta si è assistito a una crescita di imitazioni che hanno ripreso in modo evidente elementi legati alla saga firmata da spielberg. Molti titoli, pur con differenze, condividono l’idea di un esploratore eroico e la presenza di reperti perduti legati a poteri di natura soprannaturale.
Alcuni esempi richiamano direttamente quella formula, come:

  • king solomon’s mines
  • national treasure
  • the mummy (1999)

9) the matrix: inseguire il trend del cyberpunk

le molte copie di the matrix vengono descritte più come corsa alle tendenze che come vera rielaborazione creativa. il successo del cyberpunk degli anni novanta ha reso il genere particolarmente attraente e, tra le componenti distintive, spiccano l’uso del bullet time e le scene d’azione impostate con arti marziali.
Nei primi anni duemila si sono moltiplicati i cloni, con titoli che puntavano soprattutto su estetica e ambientazione, tra cui:

  • the one
  • equilibrium

In generale, quando il filone ha iniziato a perdere slancio, la spinta imitativa è diminuita rapidamente.

8) alien: l’orrore fantascientifico nello spazio

alien ha cambiato in modo stabile il modo di concepire lo horror sci-fi, rendendo evidente la redditività di storie costruite su creature, paura e ambienti chiusi. la navicella nostromo diventa un modello: corridoi bui e atmosfera claustrofobica offrono un contesto ideale e, allo stesso tempo, replicabile anche con budget contenuti.
La prima ondata di imitazioni ha avuto un andamento rapido, con produzioni che sfruttavano la stessa idea di base, tra cui:

  • forbidden world
  • galaxy of terror

Il successo del film, però, ha lasciato tracce più profonde anche in produzioni successive a budget maggiore, come:

  • leviathan

In sintesi, molte pellicole moderne di sci-fi horror vengono ricondotte a quel punto di riferimento.

7) dawn of the dead: i non-morti come linguaggio

tra le imitazioni legate agli zombie, il film citato come più ricco di copie è dawn of the dead. anche night of the living dead viene menzionato come candidato ideale, ma è dawn of the dead a risultare quello più replicato. george romero costruisce un secondo capitolo che sviluppa la mitologia già stabilita, allontanandosi dalla visione più classica e spostando il focus verso una nuova rappresentazione del sottogenere.
Le produzioni italiane mostrano un interesse particolare, fino a portare a un sequel non ufficiale:

  • zombi 2

romero, in modo più generale, consolida un modello di zombie che diventa di riferimento per progetti successivi, tra cui:

  • the walking dead
  • 28 days later

6) the exorcist: possessione e ritorno periodico

the exorcist viene indicato come il primo film horror a ricevere una nomination per best picture agli oscar. L’impatto commerciale ha reso la pellicola una base molto appetibile per imitazioni: la pratica del rito cattolico di esorcismo entra nella cultura popolare tramite una narrazione resa immediata, anche se semplificata.
Dopo l’uscita, appaiono numerose copie a basso costo, come:

  • abby
  • the possessed

Il lascito resta presente: ogni racconto con possessione o esorcismo viene descritto come profondamente collegato all’originale del 1973. Inoltre, forme di “satanic panic” contribuiscono al ritorno del tema nel mainstream ciclicamente, anche a distanza di tempo.

5) halloween: il slasher definito dai tropi

halloween non è presentato come il primo film slasher, ma come quello che consolida i tropi diventati sinonimo dell’intero sottogenere. la figura di michael myers, con la maschera e l’idea di violenza non motivata, viene collegata al clima degli anni settanta. il punto decisivo è l’enorme popolarità, percepita anche come opportunità economica per numerosi produttori, con conseguente proliferazione di copycat nel giro di pochi anni.
Il ripoff più noto è associato a:

  • friday the 13th

Anche quando non risulta immediato, viene sottolineato che halloween rappresenta uno dei film horror più copiati mai realizzati. Alcune componenti diventano indispensabili nel genere, tra cui:

  • un killer mascherato
  • una vittima ignara (spesso una babysitter)
  • ambientazioni suburbane

4) die hard: l’azione “come die hard ma…”

l’azione è un genere basato su cliché, ma il numero di imitazioni di die hard viene descritto come eccessivo per essere considerato solo casuale. john mclane, interpretato da bruce willis, viene identificato come un uomo “medio” in una situazione critica, lontano dagli eroi muscolosi di molte pellicole dell’epoca. Da qui nasce l’etichetta implicita delle imitazioni: “come die hard ma…”.
Le copie seguono spesso una struttura comune: un eroe solitario intrappolato in un luogo ristretto, un gruppo di antagonisti, e la necessità di combattere per uscire nonostante lo svantaggio. Questa configurazione richiede poche esigenze produttive e consente un contenimento dei costi.
Esempi citati di cloni:

  • under siege
  • sudden death

3) the road warrior: il deserto post-apocalittico replicabile

mad max è descritto come un classico d’azione realizzato con budget ridotto, ma the road warrior è quello che attiva la maggior parte delle imitazioni. Con il mondo post-apocalittico in piena evidenza, viene definito uno stile riconoscibile: una sorta di terra desertica e un immaginario centrato su veicoli e rottami. Per molte produzioni, bastavano elementi essenziali come deserto e auto malandate per tentare di replicare il modello.
Negli anni ottanta sono usciti numerosi titoli derivati, con valutazioni non uniformi tra cui:

  • steel dawn
  • battletruck

Viene anche considerata la possibilità che altre grandi produzioni, come:

  • waterworld

abbiano preso ispirazione da quel tipo di impostazione.

2) star wars: l’epica spaziale come formula condivisa

le fondamenta di star wars vengono definite archetipiche, tanto da risultare presenti in molte altre storie. Nonostante la visione di george lucas, l’impianto della space opera si presta facilmente a essere sfruttato da altri produttori. La struttura semplice ma efficace rende l’idea molto imitabile, anche quando i dettagli non riescono a raggiungere lo stesso livello.
Si citano produzioni che cercano di entrare nell’area d’azione mentre la saga originale è ancora in corso, come:

  • battle beyond the stars

Tra gli ingredienti tipici delle imitazioni di star wars vengono indicati:

  • un giovane protagonista ingenuo
  • un impero malvagio
  • un potere mistico capace di sostenere l’esito finale del bene

1) jaws: la voracità del “jawsploitation”

jaws avrebbe potuto scoraggiare le imitazioni grazie a una produzione considerata complessa e problematica. Nonostante questo, la prospettiva di guadagni legati a un film su un attacco di squalo ha attirato copie. L’originale viene descritto come una distillazione del tema “animali in fuga” e lo condensa nella bocca di una delle creature più inquietanti della natura. Il risultato, però, non si ripete con la stessa efficacia nelle repliche.
Negli anni settanta nasce il cosiddetto jawsploitation. Tra le opere citate come esempi, compaiono:

  • cruel jaws
  • orca

Il film genera anche imitazioni più libere nei decenni successivi, come:

  • deep blue sea
  • lake placid

dato che jaws viene indicato tra i migliori film di sempre, appare coerente che altri tentino di copiarne l’impianto.


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