Max giusti festeggia 40 anni di carriera: dal ritorno a teatro a the wall su canale 5

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Max Giusti celebra 40 anni di carriera tra teatro e televisione, con due appuntamenti che segnano un periodo particolarmente intenso: il ritorno a The Wall nel preserale di Canale 5 e lo spettacolo 40 e sto in scena alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma il 16 luglio. La cornice è quella di un bilancio artistico, pensato sia come festa sia come nuova sfida, tra contenuti rinnovati e omaggi agli anni che hanno costruito la sua notorietà.

40 e sto: ritorno alla cavea con un progetto tra novità e classici

Il 16 luglio Max Giusti salirà sul palco della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma con 40 e sto. Lo show viene descritto come un percorso che mescola materiali nuovi e contenuti ripresi, riorganizzati e aggiornati. L’impianto richiama soprattutto gli ultimi quindici anni, mantenendo riconoscibilità grazie alle parti di imitazioni e parodie che hanno accompagnato il grande pubblico.
Nel parlare del numero esatto degli anni, Giusti precisa che il debutto risalirebbe alla stagione ’84-’85, con un calcolo che sposterebbe il traguardo da 40 a 41, celebrato comunque in questo momento. La scelta della Cavea viene collegata anche all’idea di tornare in un contesto considerato ideale per l’esibizione dal vivo.
Per la struttura dello spettacolo, il conduttore racconta di aver immaginato una formula di tipo “meglio di”, senza rinunciare a una componente di freschezza: una parte del repertorio risulta attualizzata, mentre l’altra include pezzi inediti. All’interno dello show trovano spazio anche le sue consuete imitazioni-parodie.

The Wall su canale 5: rientro nel preserale e nuovo momento a mediaset

Dal 13 luglio Max Giusti torna anche nel preserale di Canale 5 con The Wall. Il periodo viene definito positivamente da Giusti, che legge l’approdo a Mediaset come un passaggio importante dopo esperienze come Caduta Libera e Scherzi a parte. Pur riconoscendo la dimensione legata ai risultati di ascolto, l’interesse dichiarato resta centrato sulla soddisfazione di essere su un palinsesto considerato favorevole e sul ritorno al palco con lo show dal vivo.

l’incontro nella sede quotidiana: equilibrio tra tv e teatro

Giusti ha incontrato alcuni giornalisti in un luogo collegato alla sua quotidianità: il giardino a bordo piscina del ristorante La Pisanella, gestito insieme al circolo sportivo Play Pisana. Il contesto viene descritto come una seconda casa, anche perché l’abitazione dista poco, e come uno spazio utile per mantenere equilibrio tra televisione e teatro.

welfare mediaset e figure di riferimento

Il ritorno a The Wall viene associato anche a un ambiente che sostiene, con un focus sul welfare presente a Cologno Monzese, esteso dal supporto per l’infanzia fino ad attività quotidiane e servizi. Tra le figure citate come punti di riferimento emergono in particolare due nomi.

Nel racconto di Giusti, un ruolo centrale è affidato a Pier Silvio Berlusconi, definito come «un editore con una visione». Accanto a lui vengono menzionati altri colleghi che avrebbero inciso sul suo percorso.

  • Pier Silvio Berlusconi
  • Gerry Scotti
  • Paolo Bonolis

palco, pubblico e tempi della comicità: come è cambiata la gestione dello show

La relazione con il palco oggi viene descritta come più sicura. Giusti spiega che la paura delle origini è stata sostituita da una maggiore capacità di valutare ritmo e battute in base all’accoglienza. L’idea è che con il tempo si sviluppi un istinto per capire quando tagliare o modificare una parte dello spettacolo, con un adattamento più immediato a ciò che arriva dalla platea.
Il momento in cui ha percepito di avercela fatta viene ricondotto al Sistina, definito come «il salotto buono di Roma». Il paragone usato sottolinea la delicatezza del contesto e la difficoltà nel portare contenuti in un luogo considerato esigente.
Per quanto riguarda il pubblico più complesso, Giusti indica Napoli: viene ricordato che il calore non coincide con applausi “a scena aperta”, ma può arrivare in seguito, attraverso una lunga fase di attenzione e reazione finale. La conquista, quindi, avviene centimetro dopo centimetro.

politicamente corretto: rispetto, contesto e libertà con limiti

Sul tema del politicamente corretto, Giusti ribadisce una posizione precisa: per lui rappresenta una coscienza da gestire attraverso il contesto e il modo in cui le frasi vengono dette. Secondo la visione riportata, il punto non sarebbe la censura, ma il rispetto. La libertà viene descritta come un principio che termina quando inizia quella degli altri.
Il cambiamento delle dinamiche della comicità viene collegato anche alla crescita della stand up comedy, che avrebbe spinto Giusti a muoversi sul palco in modo più rapido. L’elemento che incide maggiormente sul tono degli show sarebbe la trasformazione del clima generale: dai riferimenti agli anni ’80, caratterizzati da benessere e spensieratezza, si arriva a una realtà diversa, che richiede adattamenti.
Per questo motivo, viene indicato che oggi vengono rimossi i passaggi che non portano davvero comicità. Anche la componente di riflessione più seria prima del finale sarebbe stata eliminata, perché non più sostenibile nei tempi attuali e perché la regola principale resta far ridere in modo non banale.
In relazione ai proclami dal palco, Giusti dichiara di non sentirsi nelle condizioni di indicarli come doverosi. La sua posizione insiste sul fatto che, se qualcuno vuole esprimersi, è una scelta personale, ma lui non si sente di farlo e preferisce non impartire lezioni su ciò che sarebbe giusto o sbagliato.

origini al trullo, gratitudine e percorso televisivo

Le origini tornano spesso nel racconto: Giusti parla di una crescita al Trullo in una famiglia semplice e sottolinea elementi come gratitudine e anche rivalsa. Viene ricordato che il percorso di studio sarebbe stato interrotto presto. Un episodio collegato al linguaggio emerge quando venne proposta la versione inglese di “Aggiungi un posto a tavola” per il Covent Garden, rifiutata per la questione della lingua.
Con un passaggio dedicato ai figli, Giusti afferma di aver scelto per loro la scuola internazionale. Il ricordo riguarda anche il suo inglese, descritto come ricco di perifrasi per compensare un vocabolario limitato, con l’imbarazzo che si leggerebbe negli occhi dei bambini durante i viaggi.
Nel percorso televisivo, The Wall viene indicato come tassello dell’idea di un sogno realizzato. Il rafforzamento della presenza a Mediaset viene collegato anche alla continuità ottenuta con Scherzi a parte, citato con riferimento a una performance al 26% di share e una media oltre il 23%, con il ritorno previsto nella stagione successiva.

cinema, radio e progetti futuri: cosa resta aperto

Oltre alla televisione, Giusti cita esperienze nel cinema. Vengono ricordati tre film da protagonista: “Appena un minuto” di Francesco Mandelli, “La seconda chance” di Umberto Carteni e “Dicono di te” sempre di Carteni. In due dei casi viene precisato che Giusti avrebbe anche scritto la sceneggiatura. L’esperienza indicata come più soddisfacente sarebbe legata a “La seconda chance”, svolta senza scrivere direttamente la sceneggiatura.
Per il futuro, Giusti riconosce che il tempo dedicato al cinema sembra ridursi, perché tra tv e teatro il ritmo attuale rende difficile inserire nuove lavorazioni. Si accenna anche alla possibilità di una serie tv, considerata l’attuale tendenza del settore, con la presenza di meno “snobismo” rispetto al passato da parte dei grandi nomi.
Anche la radio resta parte importante del percorso. Con Radio2 SuperMax, Giusti è stato a lungo tra i volti di punta di Rai Radio2. Pur specificando che in seguito è cambiato editore, la scelta resta presentata come un’esperienza in cui ci si sarebbe divertiti molto.

test e possibili ritorni: le indiscrezioni senza certezze

Per i progetti futuri, Giusti sceglie prudenza: dopo il recupero di Scherzi a parte con una versione innovativa e il pubblico in studio, circolerebbero ipotesi su altri test e su possibili ritorni di titoli storici. Tra questi viene citato anche Ok il prezzo è giusto, annunciato da Pier Silvio Berlusconi per la prossima stagione, ma Giusti dichiara di non avere informazioni dirette.
Quando viene richiesto l’appuntamento televisivo preferito nella storia della tv, la risposta indicata è Portobello, definito come una base da cui sarebbe nata una parte della televisione contemporanea. Pur restando il desiderio di rivedere quel formato, Giusti afferma di non sentirsi nelle condizioni di rifarlo.
Per Sanremo, la chiusura resta legata a una cautela: viene detto che a chi non piacerebbe, ma che parlare dell’argomento porta sfortuna. Inoltre, viene evidenziato che l’impegno richiesto sarebbe lungo e complesso. Rimane comunque un’apertura condizionata: se venisse chiesto e arrivasse una liberatoria, la risposta potrebbe cambiare.


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