Sanremo 2026 pagelle: come suonano al primo ascolto le canzoni in gara

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le prime valutazioni sui brani in gara a sanremo 2026 offrono una fotografia istantanea del festival, delineando una scena con varietà stilistica, proposte che ambiscono a emozionare e una produzione che guarda al presente. le pagelle, nell’ottica di fornire una chiave di lettura sia oggettiva sia soggettiva, mirano a inquadrare l’atmosfera e l’impatto potenziale dei pezzi senza anticipare giudizi definitivi. l’approccio resta mirato a offrire una guida immediata, riconoscendo che le memorie musicali possono cambiare con il tempo.

sanremo 2026, le pagelle delle canzoni in gara

tommaso paradiso – i romantici

tommaso paradiso propone una ballata romantica che rientra nel filone mestiere e cuore tipico del suo percorso artistico, realizzata insieme a una squadra autorevole che comprende davide petrella e davide simonetta. il brano mantiene una coerenza stilistica con il passato dell’artista, evitando scossoni ma offrendo una costruzione sonora curata e autentica. richiami a dalla e a le tasche piene di sassi di jovanotti emergono come citazioni sapienti, senza però tradire la sua voce sana e riconoscibile. voto 7

malika ayane – animali notturni

in questa traccia, malika ayane mostra una versione rinnovata, capace di coniugare guizzo e gusto. l’artista ritorna sul palco di sanremo con una proposta audace, meno prevedibile e nettamente meno conservatrice. l’uso di influenze anni ’70 unite a una raffinata attestazione europeista, caratterizza un universo sonoro elegante e inedito, aperto da un apertura ultralineare e un ritornello che resta impresso. il pezzo sfoggia una direzione decisa e una concretezza musicale che risulta coerente con la crescita artistica di ayane. voto 7,5

sayf – tu mi piaci tanto

sayf presenta una fotografia pulita di un periodo attuale, in cui l’amore è strumento per descrivere stati d’animo e tensioni quotidiane. il brano osserva l’Italia con uno sguardo giovane ma non superficiale, con strofe che evocano toni narrativi simili a Paolo conte e tocchi di stile max gazze, mentre il ritornello fluttua in una dimensione contemporanea tra linguaggio crudo e provocazioni tipiche di riferimenti urbani. la coerenza del mondo sonoro emerge nella sua identità oltre le etichette, e l’inciso resta particolarmente incisivo fin dal primo ascolto. voto 6,5

patty pravo – opera

patty pravo interpreta opera, brano orchestrale firmato da giovanni c accamo. l’impostazione narrativa celebra il concetto di arte individuale, offrendo una ballata elegante e lineare che accompagna la voce iconica dell’artista. la firma tra testo e musica crea un effetto di armonia, ma nell’economia attuale delle canzoni si percepisce la mancanza di uno stile che resti impressa a lungo. la celebrazione di una carriera longeva campeggia, ma la traccia appare incompiuta al primo ascolto, non ancora capace di lasciare una memora duratura. voto 6

luchè – labirinto

luchè debutta al festival con labirinto, un brano che combina una voce roca e una scrittura tipicamente urbana con una parte melodica che si estende in un ritornello più ampio. la dinamica è costruita per crescere: una strofa che si fa strada in modo discreto, seguita da un’esplosione controllata. il ritornello si distingue per semplicità efficace, sostenuto da una produzione in grado di unire tensione e accessibilità. luchè propone una traccia emotiva e notturna, coerente con la sua identità artistica. voto 7

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