Canzonissima 2026, pagelle seconda puntata: Arisa 9, Fabrizio Moro 8, Jalisse non convincono
Canzonissima 2026 torna con una seconda serata densa di dediche speciali, emozioni in primo piano e performance che, in alcuni casi, non riescono a raggiungere l’intensità attesa. La serata è andata in onda su Rai 1 con Milly Carlucci e ha aperto la stagione delle valutazioni ufficiali con un verdetto netto per alcuni interpreti e più discussioni per altri. A guidare la classifica, un’interpretazione premiata ad alti livelli, mentre diversi ospiti hanno ricevuto voti non sufficienti rispetto alle aspettative.
pagelle seconda puntata canzonissima 2026: voti e giudizi artista per artista
Il tema della serata ruota attorno a brani scelti per una dedica significativa, con un’alternanza tra momenti di coinvolgimento emotivo e scelte che risultano più complesse da sostenere sul palco. La giuria, nel complesso, divide i giudizi tra chi riesce a valorizzare il testo e chi invece fatica a farlo proprio.
omaggio a gino paoli e apertura della serata: voto 10
L’apertura della serata è stata affidata a Michele Bravi, chiamato a intonare le prime strofe di “Ti lascio una canzone”. L’intervento si discosta dal contesto ordinario della gara e assume una funzione di congedo, resa ancora più intensa dalla comparsa di un filmato d’archivio sul ledwall. La scena conquista un riconoscimento pieno per il carattere essenziale e autentico dell’omaggio.
- Michele Bravi
vittorie e riconoscimenti: arisa, fausto leali e le alte valutazioni
Il focus principale della seconda puntata riguarda le esibizioni in grado di trasformare un brano noto in un’occasione personale. In cima al rendimento spicca il risultato di Arisa, mentre Fausto Leali consolida la propria posizione con una proposta decisa e in controtendenza rispetto alle attese.
arisa: “la leva calcistica della classe ’68” di francesco de gregori, voto 9
Il successo della serata è attribuito ad Arisa, che porta sul palco “La leva calcistica della classe ’68” di Francesco De Gregori con una lettura convincente e marcatamente personale. Il brano viene reso in modo rarefatto, quasi sospeso, e il contributo interpretativo è sostenuto anche dalle parole introduttive della cantante: il richiamo al gesto del rigore viene presentato come un invito a non vivere l’azione con paura. Il risultato complessivo viene giudicato meritevole del voto assegnato.
- Arisa
fabrizio moro: “anima fragile” di vasco rossi, voto 8
Fabrizio Moro partecipa con una scelta che viene definita impegnativa sul piano emotivo e interpretativo. La dedica è collegata al primo amore, e l’esecuzione viene descritta come generosa nel modo di affrontare il testo, trasformando la proposta in un momento capace di coinvolgere il pubblico. La performance viene letta come un contributo autentico all’interno della competizione.
- Fabrizio Moro
irene grandi: “la donna cannone” di francesco de gregori, voto 8
Irene Grandi conquista la valutazione per mestiere, personalità e controllo vocale. “La donna cannone” viene indicata come un brano carico di rischi, perché espone all’inevitabile confronto con interpretazioni già note. La soluzione adottata è quella di amplificare i toni più ruvidi, rendendo la performance diversa e meno sovrapponibile alle versioni ascoltate in passato.
- Irene Grandi
paolo jannacci: “vengo anch’io. no, tu no” di enzo jannacci, voto 8
Paolo Jannacci propone un passaggio di testimone legato alla figura di Enzo Jannacci. Il brano, nato nel contesto della Canzonissima del 1968, diventa un omaggio costruito intorno all’idea di che cosa un padre avrebbe voluto per il proprio figlio. La performance viene descritta come entusiastica e travolgente, capace di riportare in vita il brano e di rafforzarne lo spessore dopo decenni di classicità.
- Paolo Jannacci
- Enzo Jannacci
fausto leali: “almeno tu nell’universo” di mia martini, voto 7
Fausto Leali viene valutato con un giudizio positivo per la scelta definita coraggiosa e non allineata alle consuetudini interpretative dell’artista. La proposta, su un brano considerato ampio e complesso, viene sostenuta con l’obiettivo di portare il testo in una dimensione popolare e attuale. La dedica alla moglie è indicata come un elemento commovente e la performance viene letta come una conferma del valore del cantante anche attraverso scelte non banali.
- Fausto Leali
- Mia Martini
enrico ruggeri: “quello che le donne non dicono” di fiorella mannoia, voto 7
Enrico Ruggeri riceve il voto 7 per la capacità di far propria una canzone nata e strutturata secondo una concezione diversa. La dedica alla madre viene collegata alla profondità del testo, con un rimando anche alla genesi raccontata in altre circostanze, legata alle vacanze di Ruggeri a Marotta. La teatralità viene indicata come fattore che rende la proposta ancora più sentita, tenendo conto anche di una recente operazione che richiede cautela nell’interpretazione.
- Enrico Ruggeri
- Fiorella Mannoia
michele bravi: “se io fossi un angelo” di lucio dalla, voto 7
Michele Bravi viene riconosciuto per ingresso e impostazione discreti, con un’esecuzione che accompagna il brano fino a dove serve. Anche “Se io fossi un angelo” viene indicato come un brano ad alto rischio interpretativo. La dedica agli operatori dei centri oncologici pediatrici viene descritta come sentita e valorizzata con cura. La performance viene valutata come coerente e d’impatto.
- Michele Bravi
- Lucio Dalla
voti medi e insufficienti: malika ayane, leo gassmann, vittorio grigolo, jalisse ed elettra lamborghini
La parte centrale e conclusiva delle pagelle evidenzia scelte che non riescono a decollare pienamente. La giuria attribuisce valutazioni comprese tra 5 e 4,5, con criticità legate alla resa del brano, all’equilibrio tra contesto e interpretazione e alla difficoltà nel far diventare la dedica parte integrante della performance.
malika ayane: “fotoromanza” di gianna nannini, voto 5,5
Malika Ayane riceve un voto medio per una dedica alle donne libere che fa da cornice, ma per un’esecuzione giudicata non pienamente convincente. La voce viene descritta come efficace, precisa e puntuale; Emerge la sensazione che la canzone le appartenga fino a un certo punto. Il brano viene associato a una muscolarità tipica della Nannini, e questa caratteristica non viene indicata come pienamente raggiunta o adottata dall’interprete.
- Malika Ayane
- Gianna Nannini
leo gassmann: “tanto pe’ cantà” di ettore petrolini, voto 5,5
Leo Gassmann è giudicato in modo non sufficiente per un’impostazione orientata alla caciara e alla goliardia, talvolta ritenuta eccessiva. Il brano viene trasformato in un omaggio all’ultima fila di un pullman in gita scolastica, ma la proposta non raggiunge un livello di convinzione adeguato.
- Leo Gassmann
- Ettore Petrolini
vittorio grigolo: “o sole mio”, voto 5
Vittorio Grigolo ottiene un giudizio controverso: la performance viene descritta come stratosferica e capace di garantire una standing ovation. Il voto basso viene motivato dal fatto che l’artista, indicato come tenore lirico di alto livello, si trova in un contesto che non corrisponde pienamente alla natura della proposta. Viene citato un “cortocircuito di contesto” tra brani in scaletta, ritenuto poco adatto a valorizzare appieno la performance e anche lo stesso Grigolo. Il risultato, pur riconosciuto come qualità, viene considerato fuori misura rispetto allo show.
- Vittorio Grigolo
jalisse: “per sempre sì” di sal da vinci, voto 5
Jalisse riceve una valutazione insufficiente legata alla scelta del brano e alla lettura complessiva dell’impostazione. Il testo vincitore dell’ultimo Sanremo viene interpretato in un programma come Canzonissima e questo posizionamento viene percepito come un tentativo “ruffiano”, ritenuto non apprezzato. Anche il commento di Simona Izzo viene indicato come troppo sprezzante e qualunquista, con un tono giudicato eccessivo, pur considerando condivisibile il concetto espresso.
- Jalisse
- Sal Da Vinci
- Simona Izzo
elettra lamborghini: “alta marea” di antonello venditti, voto 4,5
Elettra Lamborghini riceve il voto più basso della seconda puntata. Il racconto della storia legata a Lolita, cavalla scomparsa sei anni fa, viene definito toccante e sincero. Il problema individuato riguarda però il confronto tra le esibizioni: “Alta marea” viene descritta come un brano che richiede voce e peso specifico, oltre a un confronto inevitabile con la versione originale dei Crowded House. La performance viene interpretata come un tentativo di dimostrarsi cantante e interprete a tutti gli effetti, ma con la necessità di prestare maggiore attenzione a canzoni considerate distanti da coprire senza perdere intensità.
- Elettra Lamborghini
- Antonello Venditti
- Crowded House
- Lolita