Pretty lethal review: mean girls diventa john wick, ma il film non va davvero in profondità
Un balletto che diventa sopravvivenza, in un film ad alta velocità costruito su dinamiche tra giovani ballerine e un contesto criminale. “Pretty Lethal” si inserisce nell’area d’azione con un’idea precisa: trasformare la danza in parte integrante delle azioni in combattimento, cambiando il ritmo rispetto ai titoli che cercano lo stesso tipo di intrattenimento.
Di seguito vengono analizzati i nodi narrativi, l’impostazione dei personaggi e la resa delle scene d’azione, con particolare attenzione al modo in cui coreografie e dramma convivono nello stesso spazio, fino a diventare un elemento distintivo dell’intera esperienza.
pretty lethal: un’azione che punta sulla danza come linguaggio di combattimento
“Pretty Lethal” si distingue perché il combattimento non viene trattato come semplice alternanza tra colpi e inseguimenti. Nel film, la coreografia assume un ruolo centrale: le sequenze sono concepite affinché la danza resti visibile anche mentre la tensione sale.
La regia di Vicky Jewson e il lavoro del team stunt, collegato al mondo 87North Productions, puntano a creare una cifra stilistica riconoscibile: una sensazione diversa rispetto a produzioni che utilizzano la danza come semplice decorazione o come richiamo di contesto. Il risultato è un sapore più caratteriale, dove i movimenti sembrano pensati per accompagnare tanto l’intensità quanto l’identità dei protagonisti.
Punti di forza emersi fin da subito:
- la danza integrata nelle azioni
- un’impronta distintiva per i personaggi
- un tono più vicino alla teatralità
pretty lethal trama: tra insecertezze, viaggio e ostaggi
La storia segue un gruppo di ballerine: Bones (Maddie Ziegler), Princess (Lana Condor), Zoe (Iris Apatow), Chloe (Millicent Simmonds) e Grace (Avantika). Lo spettacolo a Budapest può rappresentare l’occasione per arrivare a livello internazionale, ma il film mostra fin dall’inizio tensioni interne, con incomprensioni e difficoltà a comunicare.
Dopo l’arrivo in Europa, un autobus diretto attraverso i boschi remoti della Romania subisce un guasto. Le ballerine e la loro insegnante si muovono per cercare un trasporto alternativo, raggiungendo un alloggio gestito da Devora, ex prodigio della danza interpretata da Uma Thurman, che offre aiuto.
In quel frangente, il figlio arrogante di un gangster locale uccide improvvisamente l’insegnante davanti a loro. Da qui si apre la dinamica principale: Devora prende in ostaggio il gruppo, cercando di capire come gestire la situazione, mentre le ballerine iniziano a ribaltare progressivamente gli equilibri.
personaggi principali e cast
- Maddie Ziegler nei panni di Bones
- Lana Condor nei panni di Princess
- Iris Apatow nei panni di Zoe
- Millicent Simmonds nei panni di Chloe
- Avantika nei panni di Grace
- Uma Thurman nei panni di Devora
pretty lethal: ritmo rapido e retroscena tagliato
Il film ha una durata di 88 minuti e accelera in modo netto verso la parte più “operativa” della trama. L’impianto narrativo porta il pubblico rapidamente alla situazione centrale, costruita su morte iniziale e presa d’ostaggi.
La sequenza d’apertura chiarisce velocemente il conflitto tra Princess e il resto del gruppo: la sua personalità legata all’ego si scontra con il senso di inadeguatezza di Bones, che non si sente provenire da contesti altolocati come le altre. Il desiderio di un miglior coordinamento emerge, ma la costruzione di ulteriore tensione e di ulteriori strati sui personaggi risulta limitata.
Effetto del montaggio accelerato:
- arrivo rapido alla situazione di pericolo
- poca sedimentazione di tensioni aggiuntive
- mancanza di ulteriori livelli sui protagonisti
pretty lethal e i personaggi: buone idee, lavoro incompleto
All’interno del gruppo, Grace risulta tra le figure più efficaci. Il personaggio viene impostato come una figura religiosa e incisiva, che spinge le proprie convinzioni sulle compagne, con l’idea di “salvare l’anima” dal destino negativo. Questo tratto costruisce sia identità sia contrasti, e in seguito viene ribaltato con un momento chiave: quando un antagonista le somministra una sostanza fingendo di aiutarla a calmarsi, le credenze di Grace vengono esaltate e trasformate in un elemento capace di generare anche ironia.
La sceneggiatura, invece, lavora in modo meno incisivo su Zoe e Chloe, fratelli/sorelle nel gruppo. Zoe viene rappresentata soprattutto come figura che osserva e indirizza l’altra, mentre Chloe appare spesso come soggetto destinato a reagire alle scelte altrui. L’origine di alcuni atteggiamenti di Chloe, mostrati con scelte discutibili, non viene costruita con la necessaria preparazione nei primi minuti, rendendo più improvviso il percorso del personaggio.
pretty lethal: azione con punti riusciti e sequenze poco rifinite
Anche quando il film punta a coordinare danza e combattimento, la riuscita delle scene di lotta non appare sempre uniforme. La presenza del team stunt 87North Productions fa aspettare una coreografia più precisa e “pulita”, ma la resa risulta talvolta confusa: colpi che sembrano arrivare tardi e avversari che paiono fermarsi sul posto per far atterrare l’azione finale.
La sensazione generale è che alcune fasi siano disordinate, con un ritmo dell’impatto poco naturale. Nonostante questo, esistono anche passaggi dove il linguaggio della danza viene effettivamente inserito nelle sequenze, conferendo coerenza alle azioni e rendendo alcune scene più incisive.
Come viene bilanciata la parte action:
- coreografie efficaci in alcune sequenze
- combattimento non sempre preciso
- momenti con impatto migliorabile
pretty lethal su prime video: dati tecnici e disponibilità
Il film è previsto in streaming su Prime Video con partenza dal 25 marzo 2026.
Specifiche principali:
- Durata: 88 minuti
- Regia: Vicky Jewson
- Sceneggiatura: Kate Freund
- Produzione: Kelly McCormick, Mike Karz, Piers Tempest, Bill Bindley