Naruto: tutte le bestie con la coda e i jinchuriki della serie

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Le nove bestie a coda (Bijuu) rappresentano il cuore della struttura di potere nel mondo di naruto. La loro presenza influisce sugli equilibri tra villaggi, sulle strategie di guerra e sul destino dei legami tra shinobi e creature. Attraverso un’origine radicata nel folklore giapponese e cinese, queste entità diventano fondamentali per comprendere la logica del mondo narrativo e l’utilizzo dei jinchūriki. Di seguito viene ricostruito il ruolo delle Bijuu e vengono presentate, in ordine, alcune tra le più note.

bijuu e jinchūriki: funzione e significato nel mondo di naruto

Nel contesto di naruto, le nove bijuu possono muoversi nel territorio come demoni in libertà oppure essere impiegate come armi da guerra dai vari villaggi ninja. In entrambi i casi, la loro esistenza mantiene un bilanciamento del potere tra le nazioni. Per sfruttare l’immensa energia racchiusa nelle bestie, spesso si ricorre al contenimento in un ospite umano, cioè il jinchūriki.

Il racconto introduce in modo progressivo l’intero insieme delle creature, rendendole sempre più rilevanti nel corso della storia. Con l’aumentare della complessità del background legato alle Bijuu, viene anche proposta una canzone per aiutare a ricordare le nozioni di base, citata come strumento utile tra le curiosità legate alla serie.

shukaku: la bestia a una coda della sabbia

gaara e il legame con shukaku, una coda e un carattere orgoglioso

Shukaku risulta legato soprattutto al villaggio della sabbia. Il primo jinchūriki conosciuto associato alla bestia è Bunpuku, successivamente sostituito dal passaggio verso un Gaara non ancora nato, sigillato mentre si trovava nel grembo materno. L’aspetto di Shukaku richiama quello di un tanuki, cane procione giapponese. La creatura mostra un marcato orgoglio e un bisogno di compensare la condizione di essere una sola coda, arrivando a considerare Kurama come rivale.

Quando Gaara inizia a trattare Shukaku come un’entità pari, invece che come puro strumento bellico, il rapporto assume una forma più stabile e meno strumentale.

  • jinchūriki: Gaara
  • precedente jinchūriki citato: Bunpuku

matatabi: la bestia felina infuocata a due code

yugito nii e il controllo di un’energia più gestibile

Matatabi appartiene al filone delle Bijuu legate a strategie antiche: viene illustrata come un esempio di come i ninja abbiano sfruttato le bestie a coda nel passato. In un’epoca precedente, viene catturata da Hashirama e poi venduta al villaggio della nuvola, con l’obiettivo di favorire pace e equilibrio tra i cinque grandi villaggi.

La bestia può richiamare due creature del folklore giapponese: bakeneko e kasha. Il suo jinchūriki, Yugito Nii, diventa poi jonin nel proprio villaggio, lavorando sul controllo della Bijuu. Il racconto sottolinea che, tra le bestie, Matatabi appare meno aggressivo, elemento che renderebbe l’apprendimento del controllo potenzialmente più semplice. Le tecniche impiegate si basano su attacchi a base di fuoco.

  • jinchūriki: Yugito Nii

isobu: la bestia marina corazzata a tre code

rin nohara, il sigillo e la ripresa dell’energia nel mondo

Isobu è associata al villaggio della nebbia. Come per Matatabi, anche Isobu viene consegnata da Hashirama alla nazione di riferimento, con una logica di bilanciamento tra villaggi. Quando scoppia la guerra, la bestia viene sigillata forzatamente in Rin Nohara, terzo membro del team di Kakashi Hatake insieme a Obito, con l’intento di liberarla sul villaggio della foglia ignaro del piano. La rivelazione dell’inganno porta Rin a sacrificarsi, così da impedire danni alle persone amate.

Il testo chiarisce anche un meccanismo ricorrente: quando un jinchūriki muore, la bestia si ristabilisce col passare del tempo. Isobu torna quindi a essere sigillata in Yagura Karatachi, quarto mizukage della nebbia. Nel momento in cui Isobu viene introdotta, risulta “libera” in natura, suggerendo che Yagura debba essere deceduto e che la bestia sia stata ripristinata una seconda volta. In quanto creatura legata alla nebbia, utilizza prevalentemente tecniche basate sull’acqua.

  • jinchūriki citata: Rin Nohara
  • jinchūriki (successivo): Yagura Karatachi

son gokū: il re delle scimmie a quattro code

roshi e un rapporto improntato al rispetto

Son Gokū viene consegnata al villaggio della roccia e in seguito sigillata in Roshi. Tra le coppie Bijuu/jinchūriki descritte, la relazione di Roshi con la creatura viene presentata come rispettosa, anche se lo shinobi si ritrova a rammaricarsi di non aver appreso mai il vero nome della bestia. L’ispirazione di Son Gokū è collegata al re delle scimmie della storia leggendaria Journey to the West.

Son Gokū si distingue per agilità e per essere il più abile nell’arte del taijutsu tra le bestie a coda. Le tecniche principali vengono descritte come basate su lava. Verso la fine di naruto, una parte del chakra di ciascuna Bijuu resta dentro Naruto, permettendo di combinare un rasengan con l’energia di Son Gokū per un attacco che viene indicato come quasi decisivo nello scontro con Madara e nella fase in cui viene tagliata una struttura gigantesca.

  • jinchūriki: Roshi

kokuō: la bestia maestosa a cinque code

han e le tecniche basate sul vapore

Kokuō entra a far parte del contesto della roccia dopo essere stata legata a Son Gokū. In seguito la bestia viene passata a un jinchūriki potente chiamato Han. All’interno della narrazione Kokuō è descritta come una Bijuu meno centrale rispetto ad altre, ma utilizza tecniche connesse a vapore: l’idea è aumentare il punto di ebollizione del chakra e migliorare la forza fisica.

Nonostante il potenziale, il testo evidenzia la preferenza per una vita più tranquilla nei pressi della foresta.

  • jinchūriki: Han

saiken: la bestia a sei code dal corpo melmoso

utakata, la fase “bloody mist” e abilità ad acqua

Saiken, insieme a Isobu, appartiene alla cornice del villaggio della nebbia. La distribuzione delle bestie viene spiegata in base a una logica per cui le coda complessive assegnate alle diverse nazioni arriverebbero a circa nove code (con un’eccezione citata per la sabbia). Saiken viene sigillata in Utakata, inizialmente residente nel villaggio della nebbia, ma poi allontanatosi durante il periodo buio noto come “bloody mist”.

Come avviene per molti jinchūriki, Utakata muore per mano dell’akatsuki che mira alle Bijuu. Saiken mostra abilità di tipo acquatico e un aspetto simile a una limaccia, con attacchi che includono sostanze appiccicose e corrosive.

  • jinchūriki: Utakata

chōmei: la bestia a sette code simile a un coleottero volante

fu e un carattere più pacifico

Chōmei viene presentata con un’analogia a un insetto giapponese: un coleottero del tipo citato come richiamo alla creatura. Tra le Bijuu, Chōmei viene indicata come particolarmente placida e non assimilabile in modo immediato alla tipica figura demoniaca. In passato viene sigillata in Fu, ninja femmina del villaggio delle cascate, dopo che la bestia viene venduta alla nazione da Hashirama.

Le capacità offensive includono la possibilità di lanciare “bijuu bomb”. Il testo mette in evidenza anche la pericolosità amplificata dalla capacità di volo. Nelle flashback della serie, Chōmei appare in uno stato larvale durante la rappresentazione dei cuccioli delle bestie con hagoromo ōtsutsuki.

  • jinchūriki: Fu

gyūki: la bestia a otto code con sembianze da polpo e toro

killer b e il controllo ottenuto tramite affinità

Gyūki viene consegnata al villaggio della nuvola insieme a Matatabi, ma la nazione incontra difficoltà nel trovare chi possa controllarla. Una delle figure tenta l’impresa: blue b, legato alla discendenza del terzo raikage. Quando Gyūki causa una devastante evasione, il raikage deve intervenire sigillando la bestia, evento che porta alla morte del nipote.

Gyūki finisce poi sigillata in Killer B. Viene descritto un rapporto di amicizia tra ninja e Bijuu che rende possibile estrarre la potenza della creatura senza vincoli automatici, attingendo alle energie “a richiesta”. Anche dopo la necessaria estrazione durante la quarta grande guerra ninja, Gyūki viene successivamente re-sigillata in B. La bestia viene raffigurata come yōkai dal corpo simile a un toro, con corna e code tentacolari, ed è considerata una delle più potenti.

  • jinchūriki: Killer B
  • jinchūriki citato (tentativo precedente): Blue B

kurama: la bestia a nove code, la più potente

naruto uzumaki, l’origine del sigillo e il legame trasformativo

Tra le Bijuu, Kurama è la sola non catturata dal primo hokage. La bestia vaga in libertà finché Madara la trova e la costringe a combattere contro Hashirama. Kurama viene sconfitto e sigillato prima nella moglie di Hashirama, mito uzumaki, per poi essere trasferito a kushina. In seguito, l’intervento di Obito porta alla liberazione della bestia, con conseguenze devastanti, fino al nuovo sigillo dentro Naruto e Minato.

La creatura viene descritta come simile a una kitsune, una volpe mitologica giapponese con nove code, ed è considerata la più forte tra le Bijuu. Inizialmente Kurama fornisce aiuto solo quando la vita di Naruto è in pericolo, ma nel tempo Naruto riesce a incanalare l’energia fino a sbloccare il pieno potenziale del rapporto tra jinchūriki e Bijuu. Il legame con Naruto viene presentato come determinante nel cambiamento, trasformandolo in un alleato e, sorprendentemente, in un supporto anche per altri appartenenti alla famiglia Uzumaki.

  • jinchūriki: Naruto Uzumaki
  • figure collegate al sigillo citate: Mito Uzumaki, Kushina, Minato, Obito

coda e linee comuni delle bijuu: miti, trattamenti e conseguenze

Molte bestie vengono collegate a leggende mitiche, con dettagli specifici riportati nel racconto. Viene anche indicato che, in boruto: naruto next generations, alcune Bijuu (come kokuō e matatabi, insieme ad altre) si allontanano dall’umanità una volta liberate da Naruto. Il testo collega questa scelta alle decadi di trattamento duro subite dalle creature da parte dei villaggi ninja.

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