Action rpg migliori di fallout: 5 giochi da provare subito

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La serie Fallout è diventata un punto di riferimento nell’azione RPG, grazie a scelte del giocatore, narrazione ramificata e costruzione del mondo. In un panorama in evoluzione, alcuni titoli recenti propongono esperienze affini ma con miglioramenti mirati: combattimento più soddisfacente, mondi più reattivi e strutture narrative più incisive. Di seguito sono raccolti cinque action RPG che, pur richiamando lo spirito della saga di Bethesda, puntano su elementi capaci di elevare l’esperienza.

the outer worlds: scelte incisive e ritmo più compatto

The Outer Worlds viene spesso percepito come un erede ideale di Fallout: New Vegas. Il legame si manifesta soprattutto in un impianto fondato su decisioni del giocatore, dinamiche tra fazioni e una storia che alterna toni sarcastici e scelte difficili. Sullo sfondo emerge una distopia legata alle corporation, con un’interpretazione personale dell’atmosfera post-apocalittica.
La differenza principale riguarda la struttura del racconto, più stretta ma senza rinunciare all’agency. Ogni scelta produce conseguenze più immediate, e le opzioni di dialogo risultano centrali: l’approccio permette di influire sugli esiti tramite intelligenza, carisma o inganno, con varianti più sfumate rispetto a semplici controlli legati alle statistiche.
Un altro punto di forza è il combattimento, reso più fluido da una combinazione bilanciata tra attacchi a distanza e corpo a corpo. Inoltre, l’inserimento di abilità dei compagni arricchisce gli scontri, rendendo più vantaggiosa la strategia rispetto alla corsa e al ricorso esclusivo alla forza bruta.
La progressione, infine, viene sostenuta da un pacing efficace: l’avventura evita il “gonfiore” tipico di alcuni open world e privilegia missioni che contano davvero, creando un percorso più coerente e rifinito.

  • Obsidian Entertainment (sviluppo)

horizon zero dawn: puzzle di combattimento e narrazione più definita

Horizon Zero Dawn applica la formula action RPG con risultati particolarmente evidenti nella progettazione del mondo e in un sistema di lotta innovativo. L’ambientazione descrive una Terra post-post-apocalittica, dominata da creature meccaniche, con un contrasto visivo netto rispetto alle lande desolate associate a Fallout.
Nel combattimento la distanza dalla saga è marcata: non si tratta solo di puntare e colpire, ma di smontare strategicamente i nemici meccanici tramite trappole, frecce elementali e targeting preciso. Ogni incontro diventa una sorta di sfida a problem solving, dove preparazione e abilità hanno un peso superiore rispetto al solo accumulo di equipaggiamento o statistiche.
Anche la componente narrativa assume una forma più compatta e centrata: la protagonista Aloy porta con sé un percorso personale più definito rispetto a personaggi personalizzabili spesso percepiti come “più vuoti” in contesti simili. La storia si articola attorno al viaggio individuale e al mistero del collasso del mondo, con una resa che punta a coinvolgimento emotivo e impatto cinematografico.
La worldbuilding è inoltre stratificata. Le informazioni sul mondo vengono scoperte durante l’esplorazione, evitando spiegazioni forzate. Questo permette una scoperta naturale, con una fusione più organica tra narrazione e gioco.

  • Aloy

kingdom come deliverance: realismo storico e combattimento senza scorciatoie

Kingdom Come: Deliverance si rivolge a chi cerca un’impronta più realistica rispetto all’impostazione tipica di Fallout. Ambientato nella Boemia medievale, il gioco punta su accuratezza storica, racconto ancorato e un livello di immersione legato alla simulazione della vita quotidiana.
La componente di combattimento è impostata con difficoltà elevata: sono richiesti timing, posizionamento e padronanza delle tecniche. A differenza dei sistemi più permissivi di Fallout, gli scontri qui risultano spesso duri e poco indulgenti, con progressi che si percepiscono come meritati sia sul personaggio sia sulle abilità acquisite.
Un ulteriore elemento distintivo è l’assenza di tropi fantasy. Nel gioco non emergono mostri o magia: la cornice è quella di una storia umana di sopravvivenza e ambizione in un mondo medievale. Questo realismo contribuisce a costruire una identità separata rispetto alla rappresentazione più stilizzata e caotica.

  • Personaggi storicamente contestualizzati
  • Contesto medievale in Boemia

red dead redemption 2: immersione sistemica e narrativa costruita

Red Dead Redemption 2 non si presenta come RPG “puro” nel senso classico, ma integra meccaniche di ruolo sufficienti per competere con l’impostazione tipica della saga Fallout. L’elemento centrale è un mondo estremamente dettagliato, con un forte senso di presenza e una capacità di raccontare tramite l’ambiente.
Il realismo viene sostenuto da sistemi che influenzano il comportamento del gioco. Ogni parte dell’esperienza contribuisce: dalla gestione delle armi alle interazioni con gli NPC, con reazioni che cambiano in base a quanto il giocatore si comporta. Questo tipo di dinamica crea un’immersione che, anche nei capitoli più ambiziosi di Fallout, risulta più difficile da replicare con la stessa intensità.
La trama è un altro punto di spicco. La storia di Arthur Morgan si caratterizza per un’impostazione personale ed emotiva, supportata da scrittura e doppiaggio di alto livello. La narrazione, pur essendo guidata da una struttura precisa, mira a lasciare un’impressione duratura, offrendo un racconto accuratamente costruito.
Anche i contenuti secondari sono presentati come parte integrante del contesto: incontri casuali, caccia e esplorazione contribuiscono all’autenticità del mondo. In questo modo il materiale non appare come “riempitivo”, ma rafforza la sensazione di coesione complessiva.

  • Arthur Morgan
  • NPC del mondo di gioco

elden ring: esplorazione libera e difficoltà basata su abilità

Elden Ring rappresenta una linea di evoluzione diversa per l’action RPG. L’impostazione è meno focalizzata su un racconto guidato dal dialogo e più orientata a esplorazione e padronanza delle meccaniche. Sviluppato da FromSoftware, il progetto combina la difficoltà tipica dello studio con un open world molto vasto e con un’espansione indicata come Shadow of the Erdtree.
Il combattimento è il vero cuore dell’esperienza: ogni scontro richiede precisione, tempismo e adattamento. A differenza dei giochi Fallout, dove è spesso possibile sovrastare gli avversari tramite statistiche o equipaggiamento, Elden Ring impone un livello di abilità più diretto. Ogni boss richiede apprendimento reale e un confronto basato sulle prestazioni.
Il mondo aperto si distingue anche per come invita a muoversi al di fuori della guida. Invece di affidarsi a indicatori e obiettivi evidenti, favorisce la curiosità e la scoperta: dungeon nascosti, boss e segreti premiano chi esplora in modo naturale, senza impostazione “a checklist”.
Anche la componente narrativa segue un criterio differente. Il lore viene disseminato attraverso l’ambiente, le descrizioni degli oggetti e segnali sottili, consentendo di ricostruire la storia del mondo tramite osservazione e interpretazione. Questa scelta crea un’atmosfera di mistero e coinvolgimento, contrapponendosi a metodi più diretti di racconto.

  • FromSoftware (sviluppo)
  • Shadow of the Erdtree (espansione)

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