Film che sono flop al box office: 10 grandi film che hanno fallito e perché 1 è ancora una tragedia
Capita spesso che un flop al botteghino venga immediatamente associato a un film di scarsa qualità. In realtà, diversi titoli considerati tra i più riusciti nel tempo non sono riusciti a raggiungere i risultati attesi al momento dell’uscita, per ragioni legate a promozione, concorrenza e contesto del mercato. Di seguito vengono raccolti alcuni esempi in cui i numeri iniziali non hanno potuto definire il valore destinato a emergere negli anni.
videodrome: budget elevato, impatto immediato debole
budget: $5,9 milioni; incassi: $2,1 milioni
Videodrome, diretto da David Cronenberg, è indicato come un classico poco valorizzato al debutto nel 1983. Nonostante le ambizioni, in sala non è riuscito a generare i risultati sperati, per poi ritrovare attenzione grazie alla diffusione su home video. La proposta è descritta come surreale nell’esplorare la fascinazione umana verso contenuti estremi, diventando anche un lavoro innovativo per il periodo, in un momento in cui i registi beneficiavano di maggiori margini dopo anni di restrizioni legate alle regole studio come il Hays Code.
Il film viene ricordato per il modo in cui affronta i temi attraverso lo stile personale di Cronenberg, centrato sul body horror. Tra le scene più celebri viene citata quella in cui un videotape viene inserito nello stomaco, oltre al momento in cui Max Renn forza la propria testa dentro una televisione.
- David Cronenberg (regia)
- Max Renn (personaggio citato)
popstar: never stop never stopping: commedia di culto, lancio difficile
budget: $20 milioni; incassi: $9,7 milioni
Popstar: Never Stop Never Stopping, commedia del 2016 creata da The Lonely Island, viene indicata come un titolo che ha costruito nel tempo una base di fan. Al momento dell’uscita in sala non è riuscita a coprire gran parte dei costi di produzione. Secondo la fonte, l’uscita è avvenuta nello stesso periodo di Teenage Mutant Ninja Turtles: Out of the Shadows, elemento che viene presentato come probabile causa del mancato radicamento al botteghino.
Nonostante il bilancio negativo, il film viene descritto come una delle migliori commedie degli anni 2010. Il tono è quello di un’umorismo rapido e continuo, con battute che si susseguono ad alta frequenza. La pellicola viene anche riportata come un commento alla industria musicale e alle dinamiche ascesa-caduta delle celebrità, pur non essendo definita come un tema nuovo. A rendere riconoscibile il titolo, secondo la fonte, è soprattutto la forza delle gag e la loro capacità di trasformare la storia in un riferimento immediato.
Un ruolo determinante viene attribuito anche alla colonna sonora, presentata come uno dei punti più forti dell’opera, in grado di unire catchiness e comicità.
- The Lonely Island (creazione)
- Teenage Mutant Ninja Turtles: Out of the Shadows (competitor indicato per la stessa finestra di uscita)
furiosa: a mad max saga: successo quasi sul budget, ma profitto insufficiente
budget: $168 milioni; incassi: $174,4 milioni
Furiosa: A Mad Max Saga, spin-off atteso da George Miller dopo Mad Max: Fury Road, viene riportato come un film che non ha conquistato l’impatto sperato da critica e pubblico. Nella fonte viene specificato che l’incasso è riuscito a rientrare appena nei costi di produzione, ma la classificazione come flop deriva dalla mancanza di profitto.
La pellicola viene descritta come un prequel che amplia l’universo di Mad Max e approfondisce il percorso di Furiosa, spiegando come sia diventata una delle Imperators fidate di Immortan Joe. Il ritmo è segnalato come più lento rispetto a Fury Road, con una maggiore attenzione allo studio del personaggio. L’azione resta presente, ma la maggiore enfasi sul lato umano viene indicata come elemento che ha allontanato una parte dei fan.
- George Miller (regia)
- Nico Lathouris (sceneggiatura, come indicato)
- Furiosa (personaggio al centro della storia)
- Immortan Joe (personaggio di riferimento)
brazil: capolavoro distopico, flop iniziale superato dall’home video
budget: $15 milioni; incassi: $9,9 milioni
Brazil di Terry Gilliam viene presentato come un’opera distopica tra le più influenti, citata anche per l’ispirazione proveniente da racconti distopici precedenti, tra cui 1984 di George Orwell. Nella fonte viene però sottolineato che il film resta autonomo, offrendo uno sguardo originale su un mondo logorato dalla burocrazia.
Nonostante il valore cinematografico, al rilascio iniziale non ha raggiunto l’impatto desiderato: anche con un passaparola positivo, Brazil non è riuscito a recuperare il budget di produzione. La fonte aggiunge che una svolta decisiva è arrivata con la pubblicazione su home video, che ha fatto crescere la popolarità fino a consolidarlo come classico.
- Terry Gilliam (regia)
- George Orwell (autore dell’opera citata come ispirazione)
the thing (1982): reazioni negative, poi riconoscimento come capolavoro horror
budget: $15 milioni; incassi: $19,6 milioni (rilascio iniziale)
Il racconto legato a The Thing (1982), versione di John Carpenter, viene indicato come uno dei riferimenti più noti tra gli appassionati di horror. Il film rappresenta un progetto di passione seguito per anni dal regista, ma all’uscita si è scontrato con recensioni molto negative da parte della critica, che nella fonte vengono descritte come un elemento capace di far mettere in discussione a Carpenter la prosecuzione della carriera.
Con il passare del tempo, la percezione è cambiata e The Thing è diventato un classico del genere. Nella fonte vengono messi in evidenza l’uso di effetti pratici e la gestione della suspense: il terrore nasce dal fatto che un alieno in grado di cambiare forma possa nascondersi tra i membri di una squadra. Viene inoltre sottolineata l’efficacia delle scelte produttive e il fatto che il film, rimanendo più vicino alla novella da cui è tratto, mostra come un remake possa funzionare quando viene realizzato con cura.
- John Carpenter (regia)
- Bill Lancaster (sceneggiatura, come indicato)
- John W. Campbell Jr. (sceneggiatura, come indicato)
it’s a wonderful life: flop al debutto, consacrazione grazie alla tv
budget: $3,18 milioni; incassi: $3,3 milioni
It’s a Wonderful Life viene descritto come un classico natalizio che, nel 1946, non ha trovato riscontro economico. La fonte evidenzia che l’opera ha superato di poco la soglia del budget di produzione di $3,18 milioni, tanto che nemmeno la presenza di Jimmy Stewart risulta sufficiente a evitare una lettura complessivamente negativa del debutto al botteghino.
La risalita viene attribuita alla programmazione televisiva: man mano che i diritti passavano di mano, il film ha continuato a essere trasmesso a Natale con continuità, a partire da oltre un decennio dopo l’uscita. Questo ciclo di proiezioni ha favorito una nuova forma di apprezzamento, fino a portare It’s a Wonderful Life a essere considerato tra i migliori film di Natale.
- Frank Capra (regia)
- Jimmy Stewart (attore, come indicato)
- James Stewart (cast; personaggio: George Bailey)
- George Bailey (personaggio)
scott pilgrim vs. the world: budget alto, culto immediato solo dopo
budget: ~$85 milioni; incassi: $47,8 milioni
Scott Pilgrim vs. the World viene indicato come uno dei film più amati e citati del periodo, con un seguito che cresce nel tempo. Al momento dell’uscita in sala, però, la pellicola non è riuscita a recuperare pienamente i costi, finendo per floppare proprio per la mancata copertura di un budget elevato.
La fonte sottolinea che l’esperienza teatrale non ha impedito al titolo di costruire un enorme seguito di culto, sostenuto soprattutto dal passaggio su supporti home media. Nel tempo, le avventure di Scott Pilgrim e la ricerca di un rapporto con Ramona Flowers sono diventate celebri tra gli appassionati. Viene inoltre menzionato come l’universo narrativo abbia trovato sviluppo con l’anime Scott Pilgrim Takes Off, indicato come acclamato, e con il videogioco Scott Pilgrim Ex.
- Edgar Wright (regista, come richiamato dalla fonte)
- Scott Pilgrim (personaggio)
- Ramona Flowers (personaggio)
- Scott Pilgrim Takes Off (anime citato)
- Scott Pilgrim Ex (videogioco citato)
willy wonka and the chocolate factory: successo ritrovato con la tv
budget: $3 milioni; incassi: $4 milioni
Willy Wonka and the Chocolate Factory risulta essere un adattamento ormai iconico del libro di Roald Dahl, ma in origine non ha avuto un impatto da blockbuster. Secondo la fonte, l’opera è riuscita appena a raggiungere il budget di produzione, e l’affermarsi in sala è risultato difficile.
La rinascita arriva quando il film viene riproposto in televisione durante gli anni 1970. Da quel momento viene ricordato come uno dei lavori più riusciti per l’interpretazione di Gene Wilder e come uno dei migliori adattamenti dalle opere di Dahl. La fonte cita anche l’uscita di una versione più aderente realizzata da Tim Burton, Charlie and the Chocolate Factory, segnalando che l’adattamento è stato visto come controverso e oggetto di critiche da parte di alcuni fan per la minore capacità di replicare il fascino dell’originale, nonostante segua strade diverse rispetto alla storia di Dahl.
- Roald Dahl (autore del libro, citato)
- Gene Wilder (attore, come indicato)
- Tim Burton (realizzatore di un adattamento citato)
- Peter Ostrum (cast; personaggio: Charlie Bucket)
- Charlie Bucket (personaggio)
- Mel Stuart (regia)
the shawshank redemption: prestazioni sotto le aspettative, poi esplosione con i riconoscimenti
budget: $25 milioni; incassi: $16 milioni (rilascio iniziale)
The Shawshank Redemption, adattamento firmato da Frank Darabont della novella di Stephen King, è indicato come una delle storie di riscatto più importanti della storia del cinema. Nella fonte si afferma che al debutto nel 1994 il film abbia ottenuto risultati inferiori alle aspettative, arrivando a generare al massimo $16 milioni prima di essere ritirato dalle sale.
Il cambiamento viene associato alla candidatura per Best Picture, che ha acceso l’interesse del pubblico. Di conseguenza, nel 1995 il film risulta essere diventato il titolo più noleggiato nei negozi video, con un forte impatto sui profitti legati alla fruizione domestica. Questo passaggio viene descritto come determinante per trasformare The Shawshank Redemption in un fenomeno culturale, tale da farlo considerare da molti tra i migliori film di sempre, nonostante non abbia vinto l’Oscar come miglior film.
- Frank Darabont (regia)
- Stephen King (autore della novella, citato)
- Tim Robbins (cast; personaggio: Andy Dufresne)
- Andy Dufresne (personaggio)
- Morgan Freeman (cast citato)
the iron giant: flop in sala, successo di culto con l’home video
budget: ~$50 milioni; incassi: $31,7 milioni
The Iron Giant, film d’animazione sci-fi diretto da Brad Bird, viene descritto come un classico dell’infanzia per molti spettatori cresciuti negli anni ’90. La fonte sottolinea la presenza di elementi come cuore, azione e comicità, oltre a un personaggio estremamente memorabile che comunica poco oltre frasi essenziali. Nonostante il valore riconosciuto, non risulta essere stato sviluppato un seguito, nonostante la richiesta dei fan.
Il mancato successo iniziale è attribuito a un flop al botteghino: secondo quanto riportato, la pellicola avrebbe avuto un divario di circa meno di $20 milioni rispetto al budget di produzione. Il riconoscimento è arrivato in seguito con la pubblicazione su home video, quando il film ha consolidato un seguito di culto e ha conquistato soprattutto il pubblico giovane, mantenendo nel tempo un posto speciale nella memoria collettiva.
- Brad Bird (regia)
- Tim McCanlies (sceneggiatura, come indicato)