Trono di spade rivelazione che riscrive la storia di westeros
sette anni dopo il finale della serie originale, le cronache del ghiaccio e del fuoco continuano a riservare sorprese significative. una nuova narrazione ambientata nel passato di westeros dimostra come le leggende possano nascere e trasformarsi molto prima di diventare storia ufficiale, guidate da una musica che funge da bussola e da memoria collettiva. l’insieme di episodi disponibili su hbo max italia mette in luce una dynamicità narrativa che riallinea i temi classici con nuove chiavi interpretative. la terza puntata, conosciuta come lo scudiero, evidenzia un dettaglio capace di risuonare anche agli occhi di chi credeva chiuso il capitolo de il trono di spade.
a knight of the seven kingdoms: la canzone come bussola narrativa
la narrazione conferma che la musica svolge un ruolo di memoria condivisa, richiamando momenti di potere e conflitto. se nei racconti originari brani come le piogge di castamere servivano a imprimere la brutalità delle scelte politiche, qui la melodia funge da guida tra taverne, racconti tramandati e allusioni. nel corso dell’episodio, alice dalle tre dita viene cantata in bettola da lyonel baratheon e discussa da egg, ma è il brano il martello e l’incudine a offrire la chiave interpretativa centrale, collegando la memoria storica a una storia narrata e ricordata in modo familiare.
la musica come memoria in westeros
la canzone fa da collante tra presente e passato, richiamando una dinastia e un insieme di eventi che hanno formato la lore di game of thrones. le note diventano testimoni di una tradizione che va oltre i grandi eventi, trasformando versioni distorte in strumenti di celebrazione, monito e propaganda. la ribellione blackfyre e la battaglia del campo di erbrossa emergono come motif centrali della narrazione, con riferimenti ai protagonisti di casa targaryen.
i brani chiave nello scudiero
alice dalle tre dita è una melodia ritornante cantata in ambienti popolari, associata a lyonel baratheon e osservata da egg. la vera rivelazione arriva però con il martello e l’incudine, brano che richiama una narrazione storica di blackfyre e del conflitto tra due fazioni della dinastia targaryen.
significato storico dei brani
la canzone descrive la battaglia del campo di erbrossa, incentrata su due principi targaryen, baelor e maekar, zio e padre di egg. la tattica narrativa attribuisce a maekar la resistenza attraverso una linea di scudi, mentre baelor aggira le forze avversarie con unità delle terre della tempesta e dorniani, chiudendo la trappola contro i rivali.
assenze rilevanti e ambiguità interpretative
tra i riferimenti celebrati, la canzone omette figure chiave come brynden rivers, noto bloodraven, e aegor rivers, detto bittersteel. secondo l’iconografia presentata, bloodraven, schierato con i targaryen, avrebbe potuto avere un ruolo decisivo, guidando gli arcieri dall’alto e incidendo pesantemente sull’esito della battaglia. bittersteel, invece, avrebbe continuato a combattere oltre la morte del pretendente, mantenendo viva la linea blackfyre.
conseguenze per la memoria di westeros
l’elaborazione narrativa suggerisce che la memoria di westeros venga plasmata non solo dai grandi eventi, ma dalle versioni che diventano canzoni, moniti e strumenti di persuasione. a knight of the seven kingdoms sta già rimodellando la percezione della ribellione blackfyre, promettendo riflessi che potrebbero influire sui futuri capitoli della saga.
- lyonel baratheon
- egg (aegon v)
- baelor targaryen
- maekar targaryen
- daemon blackfyre
- brynden rivers, bloodraven
- aegor rivers, bittersteel
- uomini delle terre della tempesta
- dorniani