Stranger things 10 serie tv simili che sembravano il prossimo grande successo
Stranger Things ha segnato un’epoca, con misteri sovrannaturali, legami tra giovani protagonisti e un’estetica riconoscibile. Con la chiusura della serie, diventa centrale la ricerca di un possibile successore, capace di intercettare lo stesso tipo di coinvolgimento: atmosfera da provincia americana, intrecci ad alta intensità e presenze “oltre il normale”. Di seguito vengono raccolti diversi titoli che, per temi, ambientazioni o meccaniche narrative, sono stati associati a quella scia.
i am not okay with this: crescita, dolore e poteri telecinetici
una giovane adolescente affronta il lutto e scopre facoltà misteriose
i am not okay with this nasce da un fumetto di Charles Forsman e racconta la storia di sydney novak (Sophia Lillis), una ragazza intrappolata in un grief costante dopo la morte improvvisa del padre. Tra l’allontanamento dell’amica dina (Sofia Bryant) e l’interesse di stanley (Wyatt Oleff), che sviluppa un attaccamento continuo, Syd smette di credere pienamente nella vita.
La direzione cambia quando emergono poteri telecinetici, accompagnati anche da sentimenti romantici verso Dina. Il progetto, presentato come coming-of-age con elementi thriller, è stato apprezzato rapidamente da molti spettatori, ma la diffusione viene interrotta in modo netto: l’emergenza legata al covid-19 porta alla cancelation della serie, un punto rimasto a lungo aperto per il pubblico.
- sydney novak (Sophia Lillis)
- dina (Sofia Bryant)
- stanley (Wyatt Oleff)
school spirits: misteri scolastici e dopo-vita in primo piano
una studentessa si ritrova in un club di fantasmi
school spirits viene associata spesso a stranger things per l’idea di base legata a un ambiente “chiuso” e a presenze anomale. La serie, pur contando tra i nomi noti peyton list (Maddie) e milo manheim (Wally), viene descritta come un gioiello nascosto anche dopo lo sviluppo fino a tre stagioni pubblicate su paramount+.
Il focus, a differenza del soprannaturale “mostruoso” di stranger things, si sposta maggiormente su fantasmi e aldilà. In più, gli spiriti legati a split river high school corrispondono a periodi storici differenti, ma l’insieme del racconto non punta a una cohesion estetica paragonabile alla forza visiva che ha sostenuto a lungo il successo della serie di riferimento.
- peyton list nel ruolo di Maddie
- milo manheim nel ruolo di Wally
silverpoint: indagine su bambini scomparsi e portali soprannaturali
un caso di sparizioni porta a un varco simile all’“oltremondo”
silverpoint eredita l’idea che un’ipotesi iniziale possa diventare il punto di partenza per eventi sempre più inquietanti. In una cornice teen, il racconto segue un gruppo di giovani che indaga sul caso di bambini scomparsi. L’evoluzione del caso conduce a un portale soprannaturale paragonato, per struttura, a quello associato all’“upside down” di stranger things.
La differenza sostanziale riguarda il tono: stranger things include linguaggio maturo, temi scomodi e scene di morte più esplicite. silverpoint, al contrario, viene presentata come più kid-friendly, quindi un adattamento “PG” della stessa tensione fantastica, funzionale sia a chi conosce già il modello sia a chi entra nel genere senza quel riferimento.
goosebumps: un riadattamento moderno con trama stagionale
una stagione di sparizioni e mostri in 1994, tra auto infestata e minacce parassitarie
Con goosebumps (remake del 2023), la proposta cambia registro: viene messo in evidenza un nuovo approccio ai classici di r. l. stine, con trame originali distribuite in modo coerente lungo le stagioni. In questo percorso risulta rilevante anche il ruolo di isa briones, citata per la sua interpretazione di margot nel contesto della serie.
Nella seconda installazione, nota come goosebumps: the vanishing, la storia ruota intorno a un gruppo di adolescenti che scompare misteriosamente nel 1994. Le minacce presenti includono mostri e oggetti inquietanti: al posto delle figure più note collegate a demogorgons o mind flayers, compaiono elementi come un’auto infestata e un mostro parassita in grado di trasformarsi in polvere. La chiusura dell’arco narrativo coincide anche con la fine complessiva della serie goosebumps.
- isa briones nel ruolo di margot
the midnight club: racconti dell’orrore e mistero sul centro hospice
un ensemble di giovani malati terminali racconta storie mentre cresce una cospirazione
the midnight club, pensata da mike flanagan, si inserisce nel filone horror con una struttura particolare. L’idea alla base è quella del club omonimo: un gruppo di giovani adulti con malattie terminali vive in un hospice e, ogni notte, si riunisce per narrarsi storie di paura.
Il quadro narrativo attinge anche all’opera di christopher pike, includendo il romanzo del 1994 e racconti brevi. Oltre alle vignette spaventose, cresce però una componente più ampia: l’ambientazione dell’hospice diventa il perno di un mistero, con una cospirazione che si svela lentamente. Il racconto richiama alcuni paralleli con sottotrame legate a esperimenti sotterranei presenti in stranger things, pur mantenendo una propria identità.
La serie termina in modo prematuro: the midnight club viene cancellata dopo una sola stagione, lasciando la componente enigmatica senza soluzione.
- mike flanagan (creatore)
- christopher pike (autore di riferimento)
emergence: una madre surrogata e un’operazione alla ricerca dell’esperimento
una giovane recluta poteri inspiegabili, ma il controllo esterno arriva rapidamente
emergence viene presentata come un prodotto che intercetta un tipo specifico di relazione affettiva: jim hopper e eleven in stranger things hanno creato un legame molto seguito, e il parallelo viene richiamato anche qui con la figura di jo evans (allison tolman). Nel ruolo principale è presente una donna che, in seguito a un incidente aereo, si prende cura di piper (alexa swinton), una bambina perduta e con memoria frammentaria.
Quando piper mostra poteri inspiegabili, jo si trasforma in protettrice, ma la protezione non è semplice: operativi misteriosi cercano la “perduta” creatura, collegata a un precedente esperimento. Il confronto diventa più difficile, e la serie viene chiusa dopo 13 episodi.
- jim hopper interpretato da david harbour (richiamo)
- eleven (richiamo)
- jo evans (allison tolman)
- piper (alexa swinton)
paper girls: gruppo affiatato e viaggi nel tempo e nello spazio
un adattamento cult del fumetto con atmosfera anni ottanta
paper girls viene inserita nel confronto come caso di sci-fi moderno che non si limita a riproporre la formula, ma la rielabora tramite il materiale di partenza: l’opera è un adattamento di un fumetto con status cult. Tra le affinità segnalate spiccano tinte anni ottanta, un gruppo ristretto di amiche e una cornice in una piccola città del midwest. Il punto chiave è l’obiettivo narrativo: invece di scontrarsi con creature legate a d&d, le protagoniste attraversano tempo e spazio per proteggere i propri cari.
La serie viene anche indicata come potenziale successore ideale per chi cerca un’esperienza simile, ma la produzione si arresta dopo otto episodi.
yellowjackets: psicologia, wilderness e doppia linea temporale
una squadra di giovani sopravvive e perde progressivamente l’umanità
yellowjackets sceglie fin dall’inizio una strategia di racconto volutamente aperta, lasciando allo spettatore lo spazio per costruire interpretazioni su cosa sia successo davvero tra le due linee temporali. Il thriller psicologico segue una squadra di calcio femminile che, dopo lo schianto dell’aereo durante la fase verso le nazionali, resta bloccata nella wilderness canadese. La sopravvivenza si trasforma rapidamente in una perdita di controllo: la linea dell’umanità si dissolve.
Secondo la descrizione disponibile, l’impianto evolverebbe da un mistero “in stile” stranger things verso un percorso più scuro e corporeo: l’attenzione passa a colpa dei sopravvissuti, mania psicotica e dinamiche legate alla crescita. La performance di streaming conferma un interesse forte, rendendo la serie un caso a sé.
hysteria!: 1989 nel michigan tra possessione e isteria collettiva
un ritorno possibile con atmosfera paranormale e morti improvvise
hysteria! è indicata come un candidato da sostituzione per stranger things perché rispetta diversi elementi chiave: l’azione si colloca nel 1989, la storia è ambientata in michigan e si muove lungo una linea sottile tra fenomeni paranormali e semplice isteria. In happy hollow, i protagonisti affrontano possessioni demoniache e una sequenza di eventi inquietanti: decessi, scomparse e altri disturbi nel tessuto della cittadina.
Il finale della prima stagione lascia indizi per un possibile seguito, ma il progetto viene interrotto: peacock decide di fermare la serie dopo un solo ciclo. Oltre alle somiglianze, viene segnalato anche un margine comico che avrebbe potuto permettere esperimenti, rendendo la cancellazione particolarmente frustrante per chi aspettava continuità.
locke & key: chiavi magiche, porte proibite e minaccia familiare
il soprannaturale si infiltra nella casa mentre la famiglia cerca di proteggersi
locke & key viene distinta da molte proposte simili perché non subisce una chiusura anticipata: la serie è strutturata fin dall’inizio come un racconto in tre stagioni, con una pianificazione portata a termine. Per chi cerca componenti fantasy in linea con quanto apprezzato in stranger things, questo titolo viene indicato come un’alternativa particolarmente adatta.
La narrazione segue la famiglia locke: la madre e i tre figli si trasferiscono nella casa di famiglia a matheson, massachusetts. Mentre il gruppo affronta il lutto per la figura paterna, esplora la keyhouse, scoprendo chiavi magiche che aprono porte con effetti specifici e che, allo stesso tempo, liberano un’entità pericolosa capace di minacciare l’intera famiglia.
- locke family (famiglia protagonista)