Serie sci-fi oscure da vedere assolutamente se ami il genere
La fantascienza televisiva permette di esplorare mondi, idee e personaggi in modi differenti rispetto ad altri formati narrativi. Tra titoli noti e produzioni meno ricordate, esiste una varietà capace di offrire mistero, avventura, riflessioni e perfino humor, con serie che hanno fatto strada senza necessariamente raggiungere livelli di popolarità mainstream.
Di seguito si raccolgono otto proposte di science fiction con caratteristiche precise: alcune affondano le radici in contesti storici come il tokusatsu giapponese e il fantasy low-budget anni ’70, altre vivono in ambienti spaziali e sociali futuristici, altre ancora scelgono un ritmo più filosofico o un taglio più leggero con risvolti emotivi.
ultra q (1966)
1966: origine del franchise tokusatsu
La serie giapponese Ultra Q è parte della Ultra Series dal 1966 e, pur essendo nello stesso anno di Ultraman, non coincide con l’inizio della saga. Questo primato spetta proprio a Ultra Q, che si distingue dalle aspettative legate ai fan di Ultraman perché non mette al centro un supereroe ingrandibile che cambia forma.
La trama segue un trio di investigatori: un giornalista e due piloti che analizzano fenomeni bizzarri e sovrannaturali. Spesso gli eventi sono collegati all’arrivo di mostri o alieni.
Rispetto agli show successivi, Ultra Q si avvicina più a strutture basate su mistero e tensione, simili a The Twilight Zone e The Outer Limits. Anche quando viene affrontato il tema del kaiju, l’impostazione resta orientata alla curiosità e all’enigma. Il cast di creature è definito da una forte creatività: alcuni appassionati notano anche l’impiego di costumi e oggetti già utilizzati in produzione legate a Godzilla. In questo contesto, Eiji Tsuburaya, indicato come figura chiave nello sviluppo di Ultra Q, risulta essere stato supervisore degli effetti speciali per vari film della Toho.
lexx (1997-2002)
1997-2002: spazio opera e deviazioni creative
Lexx nasce in una fase in cui la televisione science fiction puntava su scala e ambizione, con serie come Star Trek: Deep Space Nine, Babylon 5 e Farscape. Anche senza arrivare allo stesso livello di riconoscimento dei contemporanei, lo show viene descritto come un caso interessante per la capacità di muoversi fuori dagli schemi.
La storia si colloca in una società futuristica in guerra con una razza di insetti. Al centro c’è un gruppo eterogeneo di individui che si ritrova a bordo dell’astronave a forma di insetto, Lexx, usata per esplorare la galassia e combattere i nemici.
La prima stagione si compone di quattro film televisivi, prima di passare a un formato episodico più tradizionale nelle restanti tre stagioni. Ogni stagione presenta inoltre un tono differente: alcuni episodi sono impostati in modo serio, altri integrano umorismo oscuro, elementi legati al sesso e persino parodia esplicita. In complesso, il progetto viene indicato come ambizioso grazie a cast e respiro narrativo.
sliders (1995-2000)
1995-2000: viaggio tra universi paralleli
Sliders propone una premessa basata su un’idea intrigante: un giovane studente universitario inventa un dispositivo per viaggiare, o “slidare”, tra universi paralleli. In scena, durante una dimostrazione del congegno a un amico e a un mentore, accade un problema che porta l’apparecchio a perdere le coordinate: il gruppo rimane così bloccato tra mondi diversi finché non termina il conto alla rovescia.
Le prime due stagioni riescono a valorizzare maggiormente la proposta, con tempo dedicato all’esplorazione delle nuove realtà incontrate dai protagonisti. Vengono segnalate anche molteplici versioni alternative della storia, tra cui un mondo in cui i dinosauri non si sono estinti e un altro in cui gli Stati Uniti hanno perso la guerra d’indipendenza americana.
Successivamente, interventi di controllo, tagli di budget e contrasti creativi avrebbero reso le ultime tre stagioni meno coerenti, con maggiore attenzione all’azione e con un finale di episodio concluso su un cliffhanger non risolto. Nonostante queste difficoltà, la serie resta interessante quando le premesse trovano spazio per espandersi.
humans (2015-2018)
2015-2018: synth e dipendenza tecnologica
Humans è una serie britannica articolata in tre stagioni tra il 2015 e il 2018. La collocazione è in un universo alternativo in cui la società umana basa gran parte del proprio lavoro sull’impiego di robot umanoidi chiamati synths.
L’avvio narrativo mostra un padre che introduce in casa un synth, Anita, per supportare le attività domestiche senza consultare la moglie. Da lì, le tensioni crescono man mano che Anita diventa sempre più coinvolta nella vita della famiglia.
La serie trae origine dal dramma svedese del 2012 Real Humans e, pur non essendo considerata la più originale per quanto riguarda il concetto di partenza, viene apprezzata per l’esecuzione. Vengono evidenziati temi come intelligenza artificiale, natura della coscienza e dipendenza dalla tecnologia. Il riconoscimento del pubblico viene collegato anche al ruolo di Gemma Chan come elemento decisivo della riuscita della storia.
Nonostante un numero limitato di episodi complessivi (indicati in 24), la serie migliora nel progredire delle stagioni, con una progressione che rende la proposta più solida e incisiva.
final space (2018-2021)
2018-2021: avventura animata con risvolti emotivi
Final Space, di Olan Rogers, è un adult animated series che punta a un intrattenimento più leggero ma dotato di sostanza. La trama segue l’astronauta Gary Goodspeed, amico di un’alieno piccolo e affettuoso ma dotato della capacità di distruggere pianeti. I due intraprendono un viaggio attraverso la galassia, in compagnia di un equipaggio che aumenta nel tempo, con l’obiettivo di scoprire se l’universo abbia davvero un “fine”.
La serie viene confrontata, per impianto e ritmo, con titoli come The Simpsons e Futurama: i momenti comici e i personaggi non vengono descritti come rivoluzionari, ma il complesso della storia resta un’esperienza valida. La prima stagione risulta la più simile a un format centrato sull’umorismo, mentre in seguito crescono le posta in gioco e l’attenzione verso l’evoluzione dei protagonisti.
A sostenere la qualità entrano in gioco anche animazione e lavoro vocale. In particolare, vengono citati Tika Sumpter, Tom Kenny, Steven Yeun e Coty Galloway come parte significativa della resa complessiva.
class (2016)
2016: cancellazione dopo una sola stagione
Class è collegata alla galassia narrativa di Doctor Who, franchise attivo fin dagli anni ’60 e attraversato da diversi spin-off. Questa serie, però, dura solo una stagione: viene indicata la cancellazione dopo otto episodi.
La storia segue un gruppo di studenti al Coal Hill Academy che finisce coinvolto in un caos alimentato dalle avventure temporali del Doctor. Queste incursioni nel tempo causano minacce mostruose che oltrepassano i confini tra spazio e tempo per arrivare sulla Terra.
Pur partendo da un contesto appartenente a Doctor Who, Class sorprende per il tono: non si limita a un’impostazione adatta a un pubblico generalista. Vengono segnalati temi più cupi e momenti in grado di risultare gruesome. L’uso di elementi scioccanti viene presentato come funzionale e non decorativo, contribuendo a rafforzare tensione e percezione del pericolo.
La crescita dei personaggi e la costruzione del mondo vengono descritte come componenti integrate, con meno sovraccarico di lore rispetto ad altre esperienze della saga. Il numero ridotto di episodi facilita anche l’ingresso per chi non ha già una familiarità ampia con l’universo di Doctor Who.
land of the lost (1974-1977)
1974-1977: fantasy low-budget e fascino vintage
Land of the Lost arriva negli anni ’70 in un periodo in cui i fratelli Sid e Marty Krofft erano associati a proposte in grado di catturare l’immaginazione dei bambini. Nel corso del decennio, il duo produce una serie di show di fantascienza e fantasy a budget contenuto, diventati col tempo cult, come H.R. Pufnstuf, The Bugaloos e Sigmund and the Sea Monsters.
Tra i loro lavori più ambiziosi del 1974, Land of the Lost mantiene una caratterizzazione nostalgica. La trama segue una famiglia la cui zattera finisce fuori rotta e li trascina in una terra misteriosa abitata da dinosauri, scimmie umanoidi e da una popolazione sotterranea di creature rettiliane antropomorfe, oltre ad altri eventi strani.
La produzione, vincolata dalle possibilità tipiche della televisione per ragazzi del periodo del sabato mattina, viene comunque descritta come un impegno notevole per l’epoca: sono citati trucco e makeup, compositing con cromakey e anche dinosauri in stop-motion in interazione con il cast in live action. Il risultato viene indicato come capace di stimolare la curiosità di chi guardava.
devs (2020)
2020: indagine e temi su libero arbitrio e determinismo
Devs è una miniserie del 2020 realizzata con la collaborazione di Alex Garland, noto per lavori come Ex Machina, Annihilation e Civil War. La transizione dal cinema alla televisione genera interesse perché lo stile viene associato a una presenza costante di riflessione e attenzione ai dettagli.
La storia segue una giovane donna che indaga la scomparsa del fidanzato dopo la sua promozione nella divisione segreta “devs” dell’azienda tecnologica in cui entrambi lavorano. L’indagine porta a scoprire sempre più aspetti: la compagnia, il suo CEO e un nuovo computer quantistico in sviluppo.
La serie viene definita come un percorso lento e ragionato, con un forte peso filosofico. La struttura usa un mistero simile a un’indagine legata a un omicidio come cornice per affrontare idee su libero arbitrio e determinismo. L’esperienza complessiva viene sintetizzata come un viaggio di fantascienza in grado di lasciare un’impressione marcata.