Serie queste 3 serie potevano raccogliere l’eredità di stranger things ma hanno fallito

La ricerca di un nuovo erede di Stranger Things è iniziata molto prima della conclusione della serie Netflix. Quando un fenomeno si afferma con tale forza nell’immaginario collettivo, l’industria tende a inseguire dinamiche simili: adolescenti in pericolo, misteri soprannaturali, nostalgia pop e la sensazione di un mondo apparentemente ordinario che nasconde un lato oscuro. In questa cornice, tre titoli hanno mostrato elementi in linea con il modello, ma si sono fermati in anticipo, non raggiungendo la stessa stabilità.

i am not okay with this: poteri telecinetici e crescita instabile

Un primo esempio è I Am Not Okay With This, pubblicato nel 2020 e tratto dall’omonima graphic novel di Charles Forsman. La storia segue Sydney Novak, adolescente introversa e segnata dal dolore per la morte improvvisa del padre. Il quotidiano è attraversato da disagio, incomprensioni e emozioni confuse, soprattutto nelle relazioni con Dina e con Stanley, ragazzo eccentrico che entra progressivamente nella sua sfera con una tenerezza inattesa.
La svolta arriva con l’emergere di poteri telecinetici nei momenti di maggiore stress emotivo, rendendo il percorso personale sempre più vulnerabile e potenzialmente pericoloso. Per questa combinazione—ragazza con poteri misteriosi, tessitura da coming of age con venature di thriller e contrappunto tra fragilità e minaccia soprannaturale—molti hanno scorto affinità con Eleven. Anche qui il soprannaturale non funziona come semplice effetto: nasce insieme alle paure, alla solitudine e alla scoperta di sé. Il risultato è un tono più intimo e malinconico, capace di differenziarsi senza spezzare del tutto l’aggancio emotivo.

In particolare, il materiale ha messo in campo un intreccio che richiama una dinamica riconoscibile, sostenuta da personalità e relazioni centrali come:

  • Sydney Novak
  • Dina
  • Stanley

Nonostante le premesse, la continuità non si è consolidata. La serie è stata cancellata dopo una sola stagione, interrompendo sul nascere la possibilità di costruire un universo più ampio e di trasformarsi in un’alternativa stabile. L’elemento decisivo, quindi, è stato l’assenza di tempo: la promessa è rimasta incompleta e non si è convertita in un fenomeno duraturo.

paper girls: amicizia e viaggio nel tempo al posto dell’orrore

Un percorso parallelo riguarda Paper Girls, arrivato nel 2022. Si tratta di un adattamento di una celebre serie a fumetti che ruota attorno a quattro ragazzine in una cittadina americana tra la fine degli anni Ottanta. Erin, Mac, KJ e Tiffany vengono travolte da eventi inspiegabili che le catapultano in una guerra nel tempo, obbligandole a confrontarsi con forze più grandi e con versioni future di se stesse.
Il punto di contatto con Stranger Things nasce da più fattori: ambientazione anni Ottanta, amicizia come motore narrativo e il contrasto tra provincia americana e qualcosa di incomprensibile. L’identità generazionale, unita a un intreccio sci-fi, ha reso il progetto immediatamente leggibile per chi cercava un racconto con affinità di impianto. La differenza sostanziale, però, sta nel motore principale: qui il fulcro è il viaggio nel tempo e nello spazio, non l’orrore soprannaturale.

Il gruppo protagonista assume un peso decisivo, con figure come:

  • Erin
  • Mac
  • KJ
  • Tiffany

La somiglianza, quindi, non viene cancellata, ma orienta l’esperienza verso una direzione diversa. Non è bastato a garantire l’affermazione nel panorama. La serie si è fermata dopo otto episodi ed è stata cancellata prima di consolidare una propria base di pubblico. Con ambizioni così ampie, l’interruzione precoce ha favorito il rischio tipico: rimanere apprezzata soprattutto da una nicchia, senza arrivare al più ampio riconoscimento generalista.

silverpoint: portale soprannaturale e atmosfera più family

Il terzo titolo è Silverpoint, produzione britannica trasmessa tra il 2022 e il 2023. La costruzione riprende in modo diretto l’impostazione del modello. Il racconto segue un gruppo di ragazzi che indaga su una scomparsa di bambini. Dal mistero iniziale emerge gradualmente una realtà soprannaturale più vasta, con un percorso guidato da curiosità e bisogno di capire cosa si celi dietro eventi inizialmente inspiegabili.
Il collegamento con Stranger Things si manifesta soprattutto nella presenza di un portale soprannaturale, accostato in modo esplicito al Sottosopra della serie Netflix. Per questo, tra le alternative uscite dopo il successo dei fratelli Duffer, Silverpoint appare tra quelle più influenzate dall’immaginario originale: mistero, dimensione parallela e scoperta progressiva del pericolo.

La struttura ruota attorno a un gruppo giovane, con la storia che prende forma attraverso:

  • ragazzi investigatori

Il nodo che impedisce l’ascesa come vero successore riguarda il tono. Pur partendo da premesse simili, la serie si rivolge a un pubblico più giovane e risulta più addomesticata. L’atmosfera resta più confinata in una dimensione family, con distanza dalle tonalità cupe, dal linguaggio più adulto e dalle immagini disturbanti che hanno contribuito a rendere Stranger Things un evento trasversale. Di conseguenza, nonostante le somiglianze tematiche, non si è creata una presa equivalente sullo stesso livello di ampiezza.

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