Game of thrones jaime lannister: piano originale per sedere sul trono di spade
Spoiler per Game of Thrones. Un dettaglio storico legato alla creazione di A Song of Ice and Fire emerge da un’idea iniziale mai realizzata: nell’abbozzo originario della saga, il finale sarebbe arrivato prima e con una scelta inattesa al Trono di Spade. Il testo ricostruisce come si presentava l’outline di George R.R. Martin, quali elementi restavano riconoscibili e quali invece cambiavano in modo radicale, fino ad arrivare a una circostanza precisa: l’ipotesi che Jaime Lannister diventasse re.
outline originale di game of thrones: una storia più breve e una svolta inattesa
Nei primi anni in cui George R.R. Martin lavorava al materiale che avrebbe portato a A Song of Ice and Fire, venne preparato un outline da inviare all’agenzia. In base a quanto ricostruito, quel materiale comprendeva anche una lunga bozza iniziale, con una struttura narrativa composta da sezioni che in seguito avrebbero mantenuto un’identità simile e altre che risultavano del tutto irriconoscibili rispetto alla versione definitiva.
Il piano originario prevedeva tre libri: Game of Thrones, A Dance of Dragons e The Winds of Winter. Questi volumi, nel percorso reale della saga, sono stati poi espansi rispetto all’impostazione iniziale.
stark e lannister: punti di contatto e modifiche fondamentali
Nella versione più antica, le contrapposizioni tra Stark e Lannister restavano centrali. Era previsto anche l’elemento per cui Robb avrebbe avuto una morte precoce, mentre Daenerys e il suo gruppo avrebbero attraversato il mare per confrontarsi con la trama a est. Allo stesso tempo, gli Others venivano delineati come antagonisti principali.
Accanto a questi elementi, vennero segnalate modifiche di grande impatto, tra cui una decisione molto specifica: l’idea di far arrivare Jaime al Trono di Spade.
il trono di spade e jaime lannister: come sarebbe stato nell’outline iniziale
Nel materiale originario, Jaime Lannister veniva descritto in modo diverso rispetto alla caratterizzazione successiva. L’outline lo presentava come una figura più chiaramente negativa, lontana dalla dimensione più articolata che viene poi attribuita a Jaime, con la componente “morally grey” tipica della versione nota nei libri e nello schermo.
In questa impostazione iniziale, sembrava che alcune caratteristiche attribuite a Cersei, Joffrey e Tywin finissero per confluire in maniera più diretta su Jaime, creando un profilo più “tutto in una persona”.
piano per jaime re: un meccanismo narrativo rapido e non spiegato
Secondo l’ipotesi riportata, la logica sarebbe partita da un evento: Tyrion avrebbe ucciso Joffrey “giustamente”, e subito dopo sarebbe toccato a Jaime sedersi sul trono. L’outline non specificava però il passaggio in dettaglio, limitandosi a indicare che Jaime avrebbe eliminato coloro che si trovavano prima di lui nella successione, così da rendersi legittimato al potere.
Questa impostazione viene descritta come una scelta che avrebbe accorciato la storia, perché comprimerebbe molte linee narrative dei Lannister in un numero minore di protagonisti. Il risultato sarebbe una saga più rapida, con meno spazio per trasformazioni e contrasti che, secondo la ricostruzione, risultano tra i momenti più incisivi dell’universo di Game of Thrones.
perché jaime re non avrebbe avuto coerenza: istituzioni, diritto e realismo
Un altro punto sottolineato riguarda la coerenza interna. La narrazione di Martin viene collegata all’uso di istituzioni reali e a un’attenzione particolare alla logica applicata anche in un contesto fantasy. In tale cornice, l’idea di Jaime sul trono avrebbe ridotto il senso di realismo che caratterizza l’approccio alla saga.
Nel quadro citato, Jaime risulterebbe praticamente senza diritti in quanto legato a una posizione familiare che, come zoccolo narrativo, non giustificherebbe la salita al trono. L’unica strada descritta per rendere possibile la sua incoronazione richiederebbe l’eliminazione dell’intera linea alternativa, includendo anche i figli di Cersei, assumendo che rimanessero parte della stessa versione dell’impianto.
rischio di cliché e distanza dall’impostazione di martin
La proposta viene anche letta come un ritorno a dinamiche più tipiche del fantasy tradizionale: l’“zio malvagio” sul trono, descritto come affascinante e tra i migliori combattenti, richiama schemi narrativi già consolidati. In contrapposizione, la scelta reale di Martin viene collegata a un percorso in cui Jaime viene progressivamente reso più complesso e in cui vengono effettuate altre modifiche per mantenere l’impianto credibile e coerente.
effetto a catena: l’espansione dell’outline e il destino della serie
Secondo la ricostruzione, l’incapacità di completare la storia nei tempi previsti sarebbe collegata anche a una decisione considerata “corretta” da un punto di vista creativo: l’aver scelto di espandere l’impostazione iniziale. In questo scenario, un’eventuale storia finita seguendo l’abbozzo originario avrebbe potuto concludersi prima, ma difficilmente avrebbe raggiunto lo stesso livello di fenomeno culturale.
figure presenti nel racconto della saga e nel cast televisivo
Nel materiale televisivo richiamato risultano associate alcune identità legate al mondo di Game of Thrones:
- Kit Harington (profilo fotografico nel cast)
- Isaac Hempstead Wright (profilo fotografico nel cast)
- Brandon Stark (etichettatura presente nell’elenco)