10 finali di serie difficili da guardare oggi

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Concludere una serie amata spesso comporta un impatto emotivo immediato: la narrazione si chiude, il ritmo cambia e l’ultima immagine resta impressa più di qualunque altra scena. In alcuni casi, però, il finale risulta deludente, spiazzante o troppo difficile da rivedere. Di seguito sono raccolte alcune delle uscite finali più note in cui si concentra una forte sensazione di “addio” oppure in cui la conclusione finisce per appannare quanto costruito negli episodi precedenti.

finali con l’addio più doloroso: “goodbyeee” e la chiusura emotiva

blackadder goes forth: “goodbyeee”

Il finale di Blackadder, intitolato “Goodbyeee”, colpisce per il contrasto tra il tono comico che ha caratterizzato la serie e la scelta di chiudere su una pagina tragica. Quattro stagioni hanno costruito personaggi capaci di far ridere, ma l’ultima parte della storia li colloca nel contesto della prima guerra mondiale, dove ogni via d’uscita diventa un’illusione.
La stagione finale mostra strategie per sottrarsi alle trincee, tra cui la finzione della follia. Nel caso dell’episodio “Goodbyeee”, tale tentativo non funziona: la chiusura conduce a un’uscita definitiva, con l’azione trasformata in una scena lenta e conclusa dal dissolversi in un campo di papaveri. Anche dopo molti anni, risulta difficile da guardare.

  • blackadder
  • baldrick

finali che evidenziano cosa si sarebbe potuto fare: “objects in space”

firefly: “objects in space”

Il finale di Firefly, “Objects in Space”, viene descritto come particolarmente doloroso soprattutto durante le riletture della serie. Il motivo principale è il richiamo costante a un potenziale rimasto interrotto: la storia si rivela capace di crescere episodio dopo episodio, ma il destino del progetto resta legato a un cancellazione anticipata.
In questo episodio, i inseguitori sembrano finalmente raggiungere river, trasformando il percorso in qualcosa di più imminente e concreto. Dopo una lunga permanenza nel mistero, l’episodio offre uno spazio alla mente della protagonista, aprendo diverse strade narrative per la stagione successiva che, però, non arriverà.

  • river tam
  • i suoi inseguitori

finali complicati che lasciano punti interrogativi: “overview”

the oa: “overview”

The OA è presentata come una delle proposte televisive più ambiziose: la serie attraversa multiversi, include elementi legati alla religione e solleva interrogativi esistenziali. L’intreccio, spesso, risulta estremamente complesso e, proprio per questo, non coinvolge allo stesso modo tutti gli spettatori.
La serie viene cancellata al termine della seconda stagione, poco dopo aver lanciato un cliffhanger tra i più sorprendenti. Nel finale, quando la storia sembra impossibile da rendere ancora più strana, si introduce una nuova dimensione del multiverso: gli attori usano i propri nomi e interpretano varianti di se stessi. Anche chi apprezza la rilettura, incontra difficoltà davanti all’ultimo episodio, perché la chiusura resta frustrante e potrebbe non essere mai spiegata.

  • prairie
  • le versioni dei personaggi

finali che rovesciano il tono: “the getaway” e la perdita di identità narrativa

dexter: “the getaway”

Dexter parte con una struttura avvincente, basata su colpi di scena e su un cast che rende credibile la figura dell’anti-eroe. Nel tempo, però, emergono letture diverse sul progressivo peggioramento della qualità: una parte del pubblico individua un calo già dopo la seconda stagione, mentre altri riconoscono in Trinity Killer un punto culminante.
La conclusione, comunque, risulta fortemente impopolare. La narrazione finale viene descritta come dominata da comportamenti giudicati innaturali dei personaggi: tra questi, viene citato anche l’elemento secondo cui debra finisce per innamorarsi di dexter, suo fratellastro. L’effetto complessivo è quello di un addio che “togliere tutto ciò che rendeva unica la serie”, lasciando il protagonista in silenzio. Da qui nasce anche il tentativo dei vari spinoff di rimediare all’impressione del finale.

  • dexter morgan
  • debra morgan

finali famosi che non convincono: “the iron throne”

game of thrones: “the iron throne”

Il finale di Game of Thrones, indicato come uno dei più noti, viene associato al problema del “non riuscire ad atterrare” dopo aver costruito un’opera fantasy considerata un punto di svolta per la televisione. Pur restando presenti aspetti visivi e momenti che continuano a funzionare, l’arco narrativo della “mad queen” viene definito troppo accelerato e non allineato con quanto preparato fino a quel momento.
Oltre alla traiettoria di Daenerys, viene citata come grave anche la morte di jaime e cersei lannister. Pur essendo coerente con l’idea di una fine insieme, la scena vista da vicino appare inefficiente: il fatto che tyrion li raggiunga rende possibile pensare che sarebbe bastato spostarsi per evitare i massi. Ne risulta una trasformazione di un momento potenzialmente iconico in una situazione considerata ridicola e quindi difficile da digerire.

  • jon snow
  • daenerys targaryen
  • jaime lannister
  • cersei lannister
  • tyrion lannister

finali che amplificano il disagio: “the stockholm syndrome part 2”

the big bang theory: “the stockholm syndrome part 2”

In The Big Bang Theory, molte battute sono state percepite come invecchiate male. Proprio perché, nel corso degli episodi, i personaggi sono spesso diventati più comprensibili e “riscattati”, l’ultima parte finisce per risultare ancora più dolorosa da rivedere.
Il nodo centrale riguarda la scelta narrativa nel momento in cui sheldon raggiunge l’obiettivo più importante della propria vita: vincere un premio nobel. In quel contesto, viene mostrato come testardo e rifiuta di dare priorità a un piccolo incidente legato a howard e alle sue vicende familiari. La costruzione, qui, viene giudicata come una messa in scena che non valorizza l’occasione che dovrebbe contare di più.
Un altro elemento citato riguarda penny, indicata come madre “accidentalmente” in una situazione che richiama la storia non pianificata di bernadette. La scelta rischia di indebolire una decisione mantenuta nel tempo, spesso trattata senza un’evoluzione positiva.

  • sheldon cooper
  • howard wolowitz
  • bernadette rostenkowski
  • penny
  • leonard hofstadter

finali che chiudono un’era: “carry on”

supernatural: “carry on”

Supernatural dispone di una chiusura complessa: dopo quindici stagioni, qualunque opzione non avrebbe potuto soddisfare tutti. Anche per questo, il finale viene descritto come inevitabilmente emotivo. Vedere sam e dean morire è già di per sé un colpo forte, ma il peso maggiore deriva dalla consapevolezza che sia la fine di un periodo intero.
La scena conclusiva mostra i due fratelli ritrovarsi su un ponte, in una versione di paradiso priva della burocrazia precedente. Viene anche osservato che, in un finale alternativo considerato come “originale”, si sarebbe potuto rivedere un numero maggiore di personaggi. La produzione durante il periodo del 2020 pandemic limita infatti le possibilità e rende questa chiusura più difficile, perché non consente l’idea di un ultimo saluto più ampio.

  • sam winchester
  • dean winchester
  • altri personaggi della serie

finali definitivi e spettacolari: “the last farewell”

little house on the prairie: “the last farewell”

Molte serie longeve terminano lasciando spazio a un ritorno. Little House on the Prairie, invece, chiude in modo netto, con un evento che rende immediatamente percepibile la fine. “The Last Farewell” viene presentato come un film televisivo che conclude la serie facendo esplodere gran parte degli edifici di Walnut Grove.
All’interno della chiusura viene specificato un dettaglio: la chiesa viene risparmiata, perché gli autori valutano che l’immagine di un luogo religioso distrutto sarebbe risultata irrispettosa. Nonostante questo, la devastazione della maggior parte del paese (esclusa la chiesa e la casa degli Ingalls) sottolinea la chiusura definitiva. Anche se diversi episodi della serie riescono a portare gli spettatori a piangere, il quadro complessivo porta a una nota tragica, con l’idea che un costruttore riesca ad acquistare la città.

  • laura ingalls
  • charles ingalls
  • la comunità di walnut grove

finali al tempo stesso felici e difficili da accettare: “happy ending”

schitt’s creek: “happy ending”

Schitt’s Creek è considerata tra le migliori sitcom di sempre. La serie mette in moto un percorso di crescita personale: ogni personaggio affronta cambiamenti importanti, e l’ultimo episodio diventa l’ultima occasione in cui molti di loro si ritrovano insieme prima di prendere strade diverse.
Pur essendo un finale felice, la chiusura viene descritta come amara per lo spettatore, perché la qualità della serie rende il distacco più complesso. Inoltre, viene indicato che, con il passare del tempo e in seguito alla scomparsa di catherine o’hara (interprete di moira), l’ultima parte della storia potrebbe risultare ancora più commovente per chi segue i personaggi.

  • moira rose
  • alexis rose
  • jocelyn rose
  • roland “david” rose
  • patrick
  • altri membri della famiglia e personaggi

finali che chiudono in modo inevitabilmente cupo: “saul gone”

better call saul: “saul gone”

Better Call Saul viene raccontata come uno spinoff capace di superare le aspettative: molti lo hanno collegato addirittura a un livello superiore a Breaking Bad, mentre altri preferiscono non andare così lontano. In ogni caso, il finale viene descritto come capace di “colpire” anche senza esplosioni narrative continue.
Si era a lungo discusso se l’anti-eroe avrebbe potuto evitare le conseguenze delle proprie azioni. La chiusura, invece, presenta un destino più duro per entrambi: jimmy e kim. Secondo la ricostruzione della trama finale, jimmy potrebbe riuscire a creare contatti in carcere, ma il dolore maggiore nasce nel vedere kim wexler ridotta a una situazione domestica, come se non fosse più in grado di decidere nulla. La conclusione, quindi, viene indicata come particolarmente pesante da sostenere emotivamente.

  • jimmy mcgill
  • kim wexler
  • personaggi secondari coinvolti nel finale

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