Dragon ball super avrebbe raggiunto la perfezione se modificasse questo dettaglio
dragon ball super si presenta come una serie capace di offrire momenti di fascino visivo e di potenziale narrativo, ma è attraversata da limiti strutturali che hanno condizionato la sua evoluzione. l’analisi evidenzia come, nonostante idee robuste e picchi interessanti, la trama abbia sofferto di una linea temporale rigida e di una centrale assunzione dei combattimenti che ha limitato la profondità dei personaggi e delle dinamiche emotive.
dragon ball super: potenziale narrativo e confronto con la tradizione dbz
La serie avrebbe potuto avvicinarsi a un vero capolavoro se avesse seguito una filosofia narrativa simile a quella di dbz, con una centralità dei personaggi, una posta emotiva chiara e un uso del tempo come strumento narrativo, non come limite. la scelta di privilegiare il buildup emotivo e la progressione dei protagonisti avrebbe potuto donare maggiore coerenza agli archi e una sensazione di continuità tra le saghe.
centralità dei personaggi e uso del tempo
in dragon ball z la narrazione si reggeva su traiettorie riconoscibili, legami interpersonali significativi e una tensione costante, bilanciata da un humor volutamente infantile ma non distruttivo. il passaggio del tempo permetteva ai personaggi di crescere, cambiare e ridefinirsi, senza uno status quo rigido. al contrario, in super molti archi risultano freddi rispetto alle potenzialità dei protagonisti principali, lasciando spazio a figure esterne come Trunks del futuro, Broly, Granolah o Merus per tenere alta la posta emotiva.
il ruolo di personaggi nuovi e la direzione narrativa
l’introduzione di nuove figure non è di per sé negativa, ma la concentrazione sui volti iconici come goku e vegeta finisce per limitare l’evoluzione di altri personaggi. anche quando emerge una promessa narrativa, viene spesso relegata a contesti che non incidono davvero sul tono o sull’esito delle trame successive. alcune saghe, ben che vadano, faticano a offrire una crescita reale dei protagonisti principali.
l’evoluzione della narrazione e gli archi principali
dragon ball z non si fondava solo su combattimenti iconici; la gestione della narrazione privilegiava una costruzione solida del racconto, con protagonisti dalle traiettorie definite e temi ricorrenti che alimentavano la tensione. il successo non scaturiva dall’eccesso di hype, ma da una coerenza interna che rendeva ogni cambiamento narrativo significativo e duraturo.
dragon ball super: broly è spesso indicato come il miglior prodotto lanciato sotto il marchio super. il film applica con naturalezza le regole narrative tipiche di dbz, offrendo una tensione reale, personaggi coerenti e una storia che nasce dalle conseguenze degli archi precedenti. anche alcune saghe del manga, soprattutto quelle scritte in larga parte da to yotarou, tendono ad avvicinarsi allo spirito toriyamiano, pur restando imperfette.
il vero limite di dragon ball super risiede nella sua occasione mancata. non si tratta di una cattiva produzione, ma resta acerba nella gestione delle personalità e del tempo: con un maggiore focus sui personaggi e su trame in grado di lasciare segni duraturi, super avrebbe potuto rappresentare un degno erede di dbz, anziché restare un capitolo controverso e meno incisivo rispetto ad altri esperimenti del franchise.
- goku
- vegeta
- trunks del futuro
- broly
- granolah
- merus
- goten