Anime nuove da non guardare: ecco quali non valgono il tuo tempo

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La scena anime contemporanea mostra livelli di qualità spesso elevati, con serie capaci di sorprendere per animazione e scrittura. In parallelo, però, esistono anche produzioni che, pur partendo da premesse interessanti, non riescono a mantenere quanto promesso. Di seguito vengono raccolti diversi titoli in cui emergono problemi legati a coerenza, ritmo narrativo, realizzazione visiva e sviluppo dei personaggi.

pokémon horizons: tentativo di rilancio con punti deboli di coerenza

Pokémon Horizons, realizzato da OLM, inc., è descritto come un soft reboot dell’anime storico. La vicenda segue Liko, una giovane allenatrice, che si unisce al gruppo degli rising volt tacklers per esplorare i misteri legati all’avventuriero leggendario Lucius. Nel frattempo, gli explorers rappresentano un ostacolo costante: il loro obiettivo è ottenere il ciondolo di Liko, che custodisce terapagos addormentato.
La serie punta su animazione di buona fattura e su una narrazione più guidata dalla storia, ma restano difficoltà di consistenza. Il risultato non viene indicato come il peggiore tra le proposte della nuova generazione, pur restando deludente considerando l’impatto del lavoro originale.

blue lock: grande base manga, anime penalizzato da animazione e resa

Blue Lock, prodotto da 8bit, racconta la scelta del coach Jinpachi Ego: dopo una serie di fallimenti della nazionale giapponese, viene avviato un programma di allenamento chiamato blue lock. L’obiettivo è creare il miglior attaccante possibile, capace di guidare il paese verso la vittoria nel campionato mondiale. Chi non supera il percorso viene escluso dalla possibilità di giocare a livello professionale in Giappone.
La fonte sottolinea come il manga abbia ottenuto risultati molto alti, mentre l’adattamento animato non ripete lo stesso livello. Il problema principale viene individuato in lavorazione grafica non all’altezza e in un’animazione che peggiora progressivamente. La forza rimarrebbe soprattutto nella scrittura, che reggerebbe il peso dell’intera esperienza.

high guardian spice: produzione originale critica per visivi e scrittura

High Guardian Spice, progetto originale di Crunchyroll Studios, viene presentato come la prima iniziativa originale prodotta dal colosso dello streaming. La storia è ambientata in un mondo di spade e magia: Rosemary e l’amica Sage frequentano l’High Guardian Academy per diventare guardiane di West City. Nel percorso emergono minacce misteriose che coinvolgono la città e persino il mondo.
La ricezione negativa viene collegata fin da subito a una percezione di somiglianza con un cartoon più che con un vero anime. Quando la serie debutta dopo una lunga pausa, si conferma la difficoltà: secondo la fonte, visual e sceneggiatura risultano poco convincenti. Il giudizio complessivo è definito come fallimentare, elemento ritenuto tra i principali motivi della mancanza di fiducia nei progetti originali di Crunchyroll.

solo leveling: animazione molto curata, ma trama percepita come fantasia di potere

Solo Leveling, legato ad a-1 pictures, descrive un mondo in cui alcune persone possono risvegliare abilità sovrannaturali e diventare hunters. Questi affrontano dungeon infestati da mostri, sia per ottenere profitti sia per proteggere gli innocenti. Tra loro c’è sung jinwoo, considerato all’inizio uno dei più deboli. Dopo un’esperienza a pochi passi dalla morte, però, scopre un potere simile a quello di un videogioco e inizia a superare tutti, con l’obiettivo di difendere le persone care e, più in generale, il mondo.
La fonte riconosce che animazione e direzione sono straordinariamente efficaci e rappresentano la ragione della fama globale. L’aspetto che rende la serie meno soddisfacente viene attribuito a una scrittura che viene considerata poco più di una potenza fantasy generica. Questo elemento, pur non essendo di per sé un difetto, viene indicato come causa di una sensazione di piattezza e di un mancato adeguamento alla dimensione della popolarità.

jellyfish can’t swim in the night: partenza forte, conclusione debole

Jellyfish Can’t Swim in the Night, realizzato da doga kobo, ruota attorno a mahiru kozuk i, un’ex artista che ha abbandonato il lavoro creativo anni prima dopo le critiche ricevute da persone vicine. Una nuova interazione, però, porta Mahiru a riavvicinarsi all’arte: l’incontro con kano yamanouchi, ex star di un idol group. Con l’aiuto di un pianista talentuoso e di un popolare vtuber, nasce il gruppo anonimo jelee, con cui viene presentato al mondo il loro operato artistico.
Secondo la fonte, l’opera inizia bene, con visual di livello e un messaggio centrato sull’essere fedeli a sé stessi. La criticità emerge nell’ultima parte: l’atto conclusivo viene descritto come un collasso dovuto a dramma forzato, mancanza di chiusura e un trattamento dei temi più superficiale del necessario. Il giudizio finale è negativo, perché la serie mostrerebbe quanto possano essere difficili le produzioni originali quando non raggiungono un equilibrio narrativo.

kaiju no. 8: successo rapido, ma limiti su sviluppo e ripetitività

Kaiju No. 8, prodotto da production i.g, segue kafka hibino e l’amica d’infanzia mina ashiro. I due giurano di entrare nella anti-kaiju defense force per proteggere il mondo dai kaiju. Nella divisione dei ruoli, Mina diventa una combattente tra le più forti, mentre Kafka resta un normale uomo che non riesce a entrare nel gruppo con successo. Una nuova amicizia offre a Kafka l’opportunità di provarci ancora una volta. Dopo che un kaiju parassita gli concede la capacità di trasformarsi in una creatura umanoide, la realizzazione del sogno risulta però più complessa del previsto.
La fonte evidenzia che anime e manga ottengono rapidamente grande attenzione grazie a azione e personaggi. Un ritmo troppo rapido impedirebbe una costruzione del mondo e un approfondimento reali. Vengono citati anche elementi ricorrenti come l’atteggiamento di Kafka, descritto come infantile nonostante l’età, e una ripetitività generale nelle scene d’azione. Il risultato viene ricondotto a un nuovo anime d’azione “generico”, rendendo complicato mantenere un entusiasmo pieno per la stagione finale citata come in sviluppo.

rent-a-girlfriend: harem romcom, ma con protagonista poco apprezzato e contorno poco sviluppato

Rent-A-Girlfriend, di tms entertainment, racconta la storia di kazuya kinoshita, studente universitario che, dopo essere stato lasciato dalla fidanzata, affronta un appuntamento con un’escort professionista, chizuru mizuhara, con lo scopo di sentirsi meglio. Il duo vive un’esperienza difficoltosa, ma per varie circostanze finisce per dover fingere di essere una coppia davanti ad amici e familiari, anche quando la menzogna diventa più complessa.
La fonte considera l’opera una commedia romantica corale con fanservice e riempitivi tipici del genere, elementi che non sarebbero rari. Il problema indicato, però, riguarda una scarsa empatia verso Kazuya e un contesto secondario giudicato poco sviluppato. Il racconto viene descritto come estremamente noioso e si conclude che, per chi cerca un anime harem, esistono alternative più solide.

lazarus: hype elevato, ma tempi, narrazione e doppiaggio giudicati negativamente

Lazarus, legato a mappa, è ambientato tre anni dopo la diffusione di hapna, un farmaco miracoloso distribuito nel mondo. Il creatore, dr. skinner, riappare e rivela una condizione: chi assume hapna morirà tre anni dopo la prima dose. La prima ondata di decessi è prevista entro 30 giorni, e la società precipita nel caos. La missione ricade su lazarus, una task force d’élite del governo composta da criminali abili, con il compito di trovare Skinner e ottenere una cura.
La fonte riporta che, nonostante l’attesa per il coinvolgimento di shinchiro watanabe, l’esordio risulta penalizzato da pacing pessimo, racconto confuso e un doppiaggio considerato sorprendentemente mediocre per una serie firmata dal regista. Il risultato viene interpretato come un tentativo commerciale legato alla nostalgia per cowboy bebop, con un giudizio complessivo tra i più sfavorevoli dell’autore.

one-punch man: grande qualità nella prima stagione, poi peggioramenti fino a un crollo

One-Punch Man, di j.c.staff, segue saitama, un uomo che, stanco della routine di impiegato, dedica la vita ad allenarsi con l’idea di diventare un eroe per passione. Dopo tre anni, il protagonista completa l’addestramento e affronta due conseguenze: il processo lo ha reso calvo e, soprattutto, ha acquisito una forza tale da sconfiggere chiunque in un solo colpo, lasciandolo con un’assenza di stimoli.
La fonte confronta la stagione 1 come capolavoro per animazione e livello artistico, con la fase successiva dopo il cambio di studio da madhouse a j.c.staff. Il risultato sarebbe sceso fino a rendere l’aspetto grafico faticoso e a indicare la stagione 3 come una catastrofe visiva. Viene messa in evidenza la presenza di un ciclo produttivo complicato, ma rimane il dato: l’opera fatica a rispettare il potenziale.

boruto: naruto next generations: seguito criticato per ritmo, poteri e gestione dei personaggi

Boruto: Naruto Next Generations, di studio pierrot, viene descritto come il sequel diretto di Naruto. L’ambientazione riprende anni dopo la fine della guerra: Naruto Uzumaki è diventato Hokage e suo figlio Boruto inizia il proprio percorso come ninja in un’epoca di pace senza precedenti. La calma si interrompe però con minacce più grandi rispetto a quelle affrontate da Naruto, e Boruto risulta tra i pochi in grado di salvare il mondo.
La fonte collega il problema iniziale all’uscita subito dopo la conclusione dell’opera madre. Le criticità citate riguardano ritmo narrativo poco efficace, scelte di power scaling ritenute incoerenti e una gestione complessiva debole sia dei personaggi storici sia di quelli nuovi. Il giudizio complessivo colloca Boruto tra le proposte più deludenti della nuova generazione, in termini di impatto negativo verso il pubblico.

personaggi e voci principali: boruto e sarada

Tra i riferimenti al cast riportati nella fonte compaiono le seguenti interpretazioni vocali.

  • Yuko Sanpei — Uzumaki Boruto (voce)
  • Cocoro Kikuchi — Uchiha Sarada (voce)

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