10 Perfect Anime Films That Should’ve Broken the Oscars’ Greatest Curse
l’analisi sull’assegnazione del premio ufficiale per il miglior lungometraggio d’animazione mette in evidenza una tendenza storica: le produzioni giapponesi hanno spesso incontrato esclusioni significative nell’ambito degli oscar. nonostante la crescita globale della qualità e dell’innovazione, solo otto film giapponesi hanno ottenuto una nomination e, finora, soltanto due hanno trionfato. questo quadro riflette una tensione tra eccellenza artistica e dinamiche di riconoscimento internazionale, con Miyazaki protagonista di due vittorie tra i casi più emblematici.
chainsaw man the movie: reze arc
chainsaw man the movie: reze arc è stato un successo globale al botteghino nel 2025. nonostante l’idoneità ai premi del 2026, il film è stato ignorato insieme a demon slayer: infinity castle. la produzione vanta una qualità visiva impressionante e un livello di realizzazione superiore rispetto a molte opere d’animazione contemporanee. la storia esplora temi di manipolazione, desiderio e inganno con una dinamica che va oltre le sole sequenze d’azione, evidenziando elementi di umanità e relazioni tra i personaggi.
look back
tratto dal manga di Tatsuki Fujimoto, Look Back è un film d’animazione notevole che però è stato trascurato nella corsa agli oscar del 2024, nonostante l’apprezzamento critico e il favore del pubblico. la pellicola, seppur breve, racconta legami tra due amici appassionati di fumetto, affrontando temi quali sogni, connessioni e la fragilità della vita, offrendo una riflessione sull’importanza delle relazioni e sulla capacità di andare avanti.
demon slayer: infinity castle
udita dai mercati oltre i confini del Giappone, demon slayer: infinity castle ha segnato una delle performance al botteghino più elevate del 2025. l’opera, una delle produzioni più redditizie dell’anno, è stata caratterizzata da momenti di grande tensione, tragedia e sequenze di animazione mozzafiato. la necessità di aver visto la serie anime per una piena comprensione e il fatto che sia la prima parte di un trilogy hanno complicato la candidatura, ma l’opinione diffusa è che meritasse perlomeno una nomination.
mirai
con mirai, Makoto Shinkai ha consolidato la popolarità dell’autore, mentre Mamoru Hosoda è stato spesso indicato come possibile erede di miyazaki. mirai è stato il primo titolo d’animazione giapponese non prodotto da studio ghibli a ricevere una nomination all’oscar. la trama segue Kun, che viaggia nel tempo per imparare a essere un buon fratello per la neonata Mirai, offrendo una narrazione centrata su crescita personale, legami familiari e memoria affettiva.
Your name
Your Name è diventato rapidamente uno dei film d’animazione più amati di sempre, ruotando attorno alla misteriosa connessione tra due teenager che si scambiano i corpi. nonostante la ricchezza visiva e tematica, la pellicola non è stata nominata agli oscar per ragioni legate alla distribuzione, secondo quanto riportato. resta una delle opere più capaci di toccare una vasta gamma di spettatori grazie al suo linguaggio universale e all’intensa componente romantica.
The wind rises
otto anni dopo la consacrazione di Howl’s moving castle, The wind rises ottiene la terza nomination di Studio Ghibli. la storia di Jiro Horikoshi, progettista di aerei durante la seconda guerra mondiale, è stata presentata come una commovente celebrazione dell’ingegno umano e della vocazione, ben distante dall’iconografia bellica. nonostante l’impatto artistico, la pellicola ha dovuto cedere a Frozen nel premio decisivo del 2014.
In this corner of the world
In this corner of the world ha convinto molti spettatori con la sua estetica quasi acquerellata e con la durata record; la pellicola, ambientata in un contesto bellico, racconta la vita di Suzu dall’infanzia al matrimonio, mettendo in luce malinconia, bellezza e speranza anche in tempi travagliati. nonostante la meritata considerazione critica, non è stata inserita tra le nomination finali del 2016.
The tale of the princess kaguya
The tale of the princess kaguya è l’ultima opera di Isao Takahata, ispirata al racconto popolare giapponese “la principessa kaguya”. lo stile artistico, ricco di metaphor e di tonalità pastello, richiama la tradizione artigianale e folk dell’animazione giapponese. Il film non è riuscito a ottenere la nomination all’oscar nel 2013, probabilmente per la sua narrazione meno accessibile a un pubblico internazionale.
Howl’s moving castle
Howl’s moving castle rappresenta una tappa fondamentale: la pellicola è stata la prima produzione ghibli a salire agli oscar dopo spirited away, ma non è riuscita a vincere contro Wallace & Gromit: The Curse of the Were-Rabbit. oltre all’estetica affascinante, il film propone un forte messaggio anti‑guerra, accompagnato da riflessioni su ambiente, innovazione tecnologica e autostima.
Paprika
Paprika di Satoshi Kon si distingue come thriller psicologico di science fiction che dimostra i limiti dell’animazione come medium narrativo. nonostante l’elevato livello creativo, il film non ricevette una nomination all’epoca, riflettendo il contesto del 2006 in cui l’animazione non mainstream era meno considerata dall’Academy. la pellicola ha però influenzato iconicamente il cinema recente, segnando una delle pietre miliari della storia dell’animazione.
cast e voce (paprika)
- Megumi Hayashibara — Paprika / Atsuko Chiba (voce)
- Tohru Emori — Seijiro Inui (voce)