Vincitore oscar ha cambiato la percezione di hollywood verso i film horror

oggi si celebra un riferimento storico nel panorama cinematografico: il silenzio degli innocenti ha segnato una svolta decisiva, dimostrando che l’horror può competere e vincere ai massimi livelli. si tratta di un traguardo che ha ampliato gli orizzonti dell’ampiezza qualitativa del genere e ha aperto la strada a riconoscimenti futuri, consolidando una nuova percezione della narrativa horror agli oscar.

il silenzio degli innocenti: una svolta storica per gli oscar e l’horror

sono passati trenta-cinque anni da quel 1991 memorabile, quando un film dell’orrore non solo ottenne la stima del pubblico, ma riuscì a conquistare il premio come miglior film. fino a quel momento, nessun titolo appartenente al genere aveva vinto la categoria principale, e la casa di produzione degli oscar restava scettica verso l’orrore, con l’eccezione di una nomina al miglior film per the exorcist e per jaws in tempi precedenti. la pellicola in questione, evolvendosi nel genere thriller psicologico, ha sfatato quel tabù e ha acceso una nuova attenzione verso la possibilità di riconoscimenti maggiori per opere di paura.

  • anthony hopkins — vincitore come miglior attore
  • jodie foster — vincitrice come miglior attrice
  • jonathan demme — vincitore come miglior regista
  • ted tally — vincitore come miglior sceneggiatura (tratta da materiale preesistente)

la conquista delle cinque categorie principali: un traguardo senza precedenti

il film non solo trionfò come miglior film, ma trascinò nella stessa notte la vittoria in altre quattro categorie chiave: regia, sceneggiatura, attore e attrice. il silenzio degli innocenti divenne così uno dei pochissimi film a totalizzare il cosiddetto grande quintetto, un risultato condiviso solo con It Happened One Night (1934) e One Flew Over the Cuckoo’s Nest (1975). tale impresa ha rafforzato la percezione che l’orrore possa essere non solo popolare, ma anche artisticamente premiato.

l’orrore in rinascita: una stagione di nomination e premi oltre il 1991

agli oscar recenti si registra una rinascita del favore verso l’orrore, con candidature significative che hanno esteso la visibilità del genere. nell’edizione in corso, un titolo del genere ha la possibilità di pareggiare quel record storico, sebbene non verte su un’“impresa a cinque” completa. sinners si presenta come protagonista della corsa al miglior film, affiancato da one battle after another come contendenti di rilievo. ryan coogler compete per la miglior regia, strettamente in competizione con paul thomas anderson. michael b. jordan figura tra i candidati al miglior attore per due ruoli nel film sinners, mentre anche la sceneggiatura è rappresentata da coogler in una narrativa originale

non è presente una candidatura per la miglior attrice protagonista in sinners, segnale di una dinamica diversa rispetto al passato; d’altro canto, in anni recenti l’orrore ha trovato spazio anche in riconoscimenti minori ma significativi, come nomination per the substance o per weapons, con figure come any madigan tra i candidati. coralie fargeat riceve una nomina per la sceneggiatura originale, rafforzando l’idea che l’orrore possa contribuire a multipli ambiti premiabili. nonostante l’assenza di una candidatura femminile principale in sinners, la tendenza recente conferma una frattura con l’“irreperibilità” del genere agli oscar.

non resta che osservare come il fenomeno evolverà: la percezione del pubblico e della critica continua a mutare, riconoscendo al cinema horror una funzione artistica e strutturale nel dialogo cinematografico contemporaneo, meritevole di attenzione e premi.

  • anthony hopkins — attore premiato
  • jodie foster — attrice premiata
  • jonathan demme — regista premiato
  • ted tally — sceneggiatore premiato
  • ryan coogler — regista candidato

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