Ursula k le guin e harry potter: il commento che ha previsto la caduta di j k rowling

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Una critica letteraria può cambiare prospettiva soprattutto quando, col passare degli anni, il contesto culturale diventa più complesso. Nel caso di Ursula K. Le Guin, alcune osservazioni su Harry Potter risalgono al 2004 e oggi risultano ancora più incisive. Le Guin, autrice di riferimento per fantasy e fantascienza, ha espresso giudizi netti su stile, originalità percepita e, soprattutto, su una presunta componente eticamente problematica. Le dinamiche editoriali e le successive vicende pubbliche legate a J.K. Rowling rendono questo confronto uno snodo utile per rileggere la ricezione della saga.

ursula k. le guin e harry potter: il giudizio del 2004

Nel 2004, durante un Q&A online con The Guardian, Ursula K. Le Guin fu sollecitata a commentare Harry Potter in relazione al successo dei romanzi di J.K. Rowling, che in quel periodo si trovavano tra il quarto e il quinto libro. La scrittrice si mostrò poco favorevole verso la serie, fornendo una valutazione che toccava diversi aspetti: qualità della scrittura, percezione di originalità e coerenza etica percepita.
Le Guin dichiarò di aver letto solo Harry Potter and the Sorcerer’s Stone, quindi il primo volume della saga. Nel contesto della discussione, venne chiarito che la sua posizione si basava su quel testo e non sull’intera collezione.

il passaggio chiave: “mean-spirited” e valutazione etica

Alla domanda sullo stile di Rowling, la risposta di Le Guin fu diretta: la prosa risultò ordinaria, l’inventiva venne giudicata derivativa e, soprattutto, emerse un giudizio morale. Il romanzo, pur descritto come lively e adatto ai lettori più giovani, fu definito ethically rather mean-spirited. In altri termini, l’osservazione non riguardava solo la forma, ma anche il tono complessivo rispetto a ciò che la storia comunica.

perché le valutazioni di le guin restano rilevanti oggi

Con il ritorno della saga al centro dell’attenzione pubblica, e con una reputazione di J.K. Rowling diventata negli anni più controversa, il giudizio di Le Guin viene riletto con una lente diversa. Le sue critiche del 2004 diventano un riferimento perché evidenziano una valutazione precoce di elementi che, col tempo, hanno assunto un peso maggiore nel dibattito culturale.
Le Guin non sviluppò in modo esteso cosa, nello specifico, rendesse il primo libro “mean-spirited” dal punto di vista etico; per questo, la posizione viene presentata come un elemento da considerare nella lettura contemporanea del testo.

le competenze di le guin: haianish cycle e earthsea

Ursula K. Le Guin era riconosciuta come figura di assoluto rilievo nel panorama della narrativa speculativa. La sua autorevolezza deriva da una produzione ampia che spazia tra fantascienza e fantasy, con opere considerate tra le più influenti del genere.
Tra gli elementi citati nella ricostruzione della sua posizione compaiono:

  • hainish cycle, ciclo fantascientifico sviluppato in numerosi romanzi e racconti
  • earthsea, franchise fantasy creato da Le Guin
  • a wizard of earthsea, romanzo centrale in cui un giovane entra in una scuola di magia e affronta le forze del buio

Il confronto con Harry Potter viene rafforzato dal fatto che, secondo quanto richiamato nel materiale, la presenza della “scuola di maghi” nel primo volume di Rowling richiamerebbe un’idea già sviluppata da altri autori e, in particolare, da Le Guin.

earthsea e le influenze: il confronto con le accuse di “originalità”

Nel 2004 la critica di Le Guin si inserì anche in un discorso sull’originalità percepita. La scrittrice contestò l’enfasi con cui alcuni critici adulti celebravano il primo libro come incredibly original, sostenendo che lo stile fosse troppo ordinario e che l’immaginazione risultasse derivativa.
La ricostruzione richiama anche il modo in cui un recensore del Guardian (Nicholas Lezard) accostò Harry Potter a Earthsea nel 2002. Nel passaggio citato, l’accostamento evidenziò una differenza di scrittura: da un lato, Rowling; dall’altro, Le Guin come punto di riferimento per una narrazione più “ricca” e “disorientante” nel senso letterario del termine.

le guin torna su rowling: 2010 e l’accusa di scarsa generosità

Nel 2010, Le Guin riprese il tema con un ulteriore affondo. L’idea centrale riguardava la percezione di una mancata disponibilità a riconoscere l’eventuale apprendimento da altri autori. In questa nuova occasione, la scrittrice ribadì che non era lei a “inventare” la semplice premessa della scuola di maghi in senso assoluto, citando riferimenti antecedenti, ma sottolineò che il suo contributo era stato il primo a essere sviluppato in modo compiuto.
Nel testo richiamato, il punto di attrito fu descritto come ungenerous: l’assenza, secondo Le Guin, di un riconoscimento pubblico delle influenze quando critici e pubblico parlavano di “originalità” attribuendola come se fosse stata una creazione assoluta.

la questione dell’inventare la fantasia “da zero”

Secondo l’interpretazione proposta nel materiale, la reazione di Le Guin nasce dal fatto che alcuni giudizi trattavano il lavoro di Rowling come una scoperta indipendente, arrivando fino alla tesi che sarebbe stata “inventata fantasy”. Le Guin considerò questa cornice ingiusta e, nel lungo periodo, anche imprudente nel modo in cui appiattisce la storia delle influenze letterarie.

giudizio su “ethically mean-spirited” e rilettura del messaggio

La parte più discussa resta la definizione di mean-spirited sul piano etico. Per alcuni lettori, questo giudizio può apparire spiazzante perché la saga viene spesso letta come una narrazione su compassione, apprendimento e scelta del potere “nel modo giusto”. Non essendoci chiarimenti dettagliati da parte di Le Guin su quale scena o meccanismo avesse generato quell’impressione, la valutazione rimane come filtro interpretativo per una lettura in chiave critica.
La ricostruzione collega anche la necessità di riconsiderare il materiale alla luce delle controversie pubbliche successive legate a J.K. Rowling, riportando il tema della retorica trans-escludente come elemento che incide sull’interpretazione complessiva delle intenzioni comunicative.

alternativa narrativa: earthsea e hainish cycle come “replacement” culturale

Nel materiale emerge un’indicazione netta: per chi avverte un distacco dal fandom legato a Rowling, il percorso offerto da Ursula K. Le Guin rappresenterebbe un’alternativa. Le opere citate vengono presentate come più adatte a recuperare un certo tipo di “magia”, con la possibilità di incontrare anche letture più impegnative, soprattutto nel caso della complessità tematica della fantascienza.
In questa cornice, vengono valorizzati in particolare:

  • earthsea come scelta fantasy
  • hainish cycle come scelta fantascientifica
  • opere premiate come punto di autorevolezza nel genere

cast cinematografico associato alla saga nei riferimenti

Nei riferimenti del materiale compaiono anche i nomi del cast cinematografico legato alla produzione di Harry Potter e dei film di Fantastic Beasts.

  • Daniel Radcliffe
  • Emma Watson
  • Rupert Grint
  • Tom Felton
  • Alan Rickman
  • Matthew Lewis
  • Bonnie Wright
  • Evanna Lynch
  • Maggie Smith
  • Michael Gambon
  • Richard Harris
  • Ralph Fiennes
  • Helena Bonham Carter
  • Alfred Enoch
  • Harry Melling
  • Gary Oldman
  • Robert Pattinson
  • Warwick Davis
  • Oliver Phelps
  • James Phelps
  • David Bradley
  • David Thewlis
  • Katie Leung
  • Jason Isaacs
  • Imelda Staunton
  • David Tennant
  • Jamie Campbell Bower
  • Timothy Spall
  • Robbie Coltrane
  • Eddie Redmayne
  • Jude Law
  • Katherine Waterston
  • Ezra Miller
  • Dan Fogler
  • Alison Sudol
  • Johnny Depp
  • Mads Mikkelsen

film indicati nei riferimenti

  • Harry Potter and the Sorcerer’s Stone
  • Harry Potter and the Chamber of Secrets
  • Harry Potter and the Prisoner of Azkaban
  • Harry Potter and the Goblet of Fire
  • Harry Potter and the Order of the Phoenix
  • Harry Potter and the Half-Blood Prince
  • Harry Potter and the Deathly Hallows – Part 1
  • Harry Potter and the Deathly Hallows – Part 2
  • Fantastic Beasts and Where to Find Them
  • Fantastic Beasts: The Crimes of Grindelwald
  • Fantastic Beasts: The Secrets of Dumbledore

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