Trono di spade prequel annunciato che i fan aspettano da 15 anni

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grandi novità per gli appassionati de le cronache del ghiaccio e del fuoco: nasce una produzione teatrale originale che amplia l’universo di Westeros, offrendo una prospettiva diversa rispetto alla serialità. si tratta di game of thrones: the mad king, un allestimento destinato al grande palcoscenico che inaugura una nuova fase narrativa, non una nuova stagione televisiva.

game of thrones: the mad king arriva sul palcoscenico

la pièce è affidata all’adattamento di duncan macmillan e vede la regia di dominic cooke, con george r.r. martin coinvolto come produttore esecutivo e creatore. il debutto è previsto per l’estate, al royal shakespeare theatre di stratford-upon-avon, prima casa della royal shakespeare company, scelta che sottolinea l’impegno di trattare l’immaginario di westeros con l’occhio del grande teatro.

un prequel teatrale ambientato oltre dieci anni prima

l’opera racconta un periodo antefatto agli eventi noti della saga, offrendo un affresco di tensioni politiche e preludi di conflitto. la narrazione propone un panorama corale in cui le alleanze tra casate emergono come elementi chiave, tra intrighi e anticipazioni di guerra.

contesto narrativo e protagonisti

l’azione intreccia figure legate alle casate Targaryen, Stark, Lannister, Baratheon e Martell, suggerendo un quadro ampio di intrighi e rivalità. tra i temi emblematici, emerge la presenza di un torneo a Harrenhal come fulcro narrativo, simbolo di potere e di giochetti di potere che precedono i tempi bui della dinastia del Re Folle. il racconto accenna anche a dinamiche che, nei libri, hanno forti connotati di sottotesto politico e a un possibile incontro tra lyanna stark e rhaegar all’origine di eventi centrali per il proseguo della saga.

dimensione artistica e prospettive teatrali

l’idea è offrire un periodo in cui tutte le grandi casate si riuniscono per un torneo destinato a diventare il più grande dell’epoca, aprendo una finestra su scelte di potere, identità ereditate e la dura realtà della leadership. martin ha definito l’impresa come un passaggio inaspettato ma accolto con grande entusiasmo ed eccitazione, giustificando la scelta della royal shakespeare company come una naturale prosecuzione della tradizione shakespeariana, utile a restituire una risonanza teatrale all’epopea. i co-direttori artistici della rsc hanno descritto l’adattamento come un’indagine sulla vera natura dell’autorità, osservata attraverso personaggi giovani chiamati a forgiare identità eredite.

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